L’avversario di Brescia: Victoria Libertas Pesaro

3 novembre 2018 · #Serie A

Conquistare la salvezza: è questo l’obiettivo stagionale che la Victoria Libertas Pesaro si pone ogni anno. Escludendo il 12/mo posto rimediato nel 2015-2016, nelle ultime 6 stagioni la squadra adriatica si è classificata 15/ma per ben 5 volte. Quest’anno la musica non cambia: arrivare una posizione sopra l’ultimo posto, infatti, rappresenta la mission biancorossa anche per questa stagione, con l’intenzione però di rendere la lotta per non retrocedere meno ansimante e più tranquilla rispetto a quella avvenuta negli ultimi due anni.

LA SQUADRA – Pesaro si presenta al PalaLeonessa appaiata in classifica a Brescia con una sola vittoria (contro Pistoia, all’esordio) in 4 partite e dopo aver rimediato due sconfitte contro le prime della classe (Venezia e Milano). In questo primo scorcio di campionato, si è potuto però già intravedere il marchio di Massimo ‘Cedro’ Galli, riconfermato in panchina dopo la salvezza ottenuta nella scorsa stagione. Certo di guidare la squadra fin da inizio stagione, in estate coach Galli ha cercato di costruire un roster che potesse essere funzionale al proprio stile di gioco, fatto di rapidità offensiva ed esaltazione del talento individuale.

La società adriatica, dunque, ha compiuto una scelta ben precisa: puntare forte sul quintetto straniero e cercare di comporre una panchina in grado di far rifiatare i titolari per quei pochi minuti spesi a sedere. Le statistiche di queste prime 4 giornate non lasciano adito a dubbi su tale assunto, visto che i 4 americani (affiancati da Mockevicius nello starting five) trascorrono oltre 30’ a gara sul parquet e viaggiano tutti sopra la doppia cifra di media. Tiri, possessi e punti sono a loro totale appannaggio, mentre agli altri resta il compito di supportarli e ritagliarsi un piccolo spazio nelle pieghe della partita.

IL ROSTER – I cinque stranieri dello starting five sono tutti giovani, arrembanti e talentuosi ma anche itutti esordienti nel campionato italiano. Ciò li porta ad avere spesso qualche black out durante la partita. La coppia di esterni è formata da Dominic Artis e James Blackmon, guardia con la tripla facile che, pur scartato dalla NBA perchè ritenuto troppo esile per il ruolo ricoperto, incarna benissimo lo stile di gioco ricercato da coach Galli. Lamond Murray Jr, figlio d’arte, è un ala piccola dotata di grande atletismo mentre Erik McCree è il miglior realizzatore di squadra con 16.8 punti a gara. Completa il quintetto il centro lituano Egidjius Mockevicius, in odore di doppia doppia di media con 9.3 punti e 10 rimbalzi a gara. Dalla panchina, gli unici italiani ad avere minuti di rilievo sono Diego Monaldi e il capitano Andrea Ancellotti, ai quali Galli chiede minuti di sostanza per far rifiatare esterni e lunghi.

SOTTO LA LENTE –  Il gioco in transizione è l’anima del gioco di Galli. Da essa dipendono le fortune e le sfortune di Pesaro che, ad oggi, risulta la squadra che gioca più transizioni nell’intera Serie A (oltre 18 a partita con 22.3 punti di media segnati e solo 8% di palle perse). Il gioco in velocità esalta le caratteristiche di giocatori come McCree e Blackmon, che vivono di fiammate offensive seguendo le proprie caratteristiche, visto che a entrambi piace condurre in palleggio e concludere le transizioni . Tutto ciò può però rivelarsi un’arma a doppio taglio: se cercare tiri prima che la difesa avversaria si assesti può risultare produttivo, è pur vero che è difficile giocare a ritmi forsennati per 40’ senza che la vista o la precisione al tiro si annebbi.

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