L’avversario di Brescia: Alma Trieste

20 ottobre 2018 · #Serie A

La storia del basket a Trieste affonda le proprie radici nella notte dei tempi, essendo stata una delle prime città in Italia a recepire il nuovo gioco proveniente dall’America. Facile dunque che, una volta tornata in Serie A dopo 14 anni di assenza (e una rifondazione societaria), intorno all’Alma Trieste si sia ricreata quell’attenzione che la squadra giuliana indubbiamente merita e che ha fatto sì che fosse raggiunto il numero record di 4469 abbonamenti sottoscritti. 

LA SQUADRA – La Leonessa troverà dunque un Allianz Dome (anche se il Palazzetto è intitolato a Cesare Rubini) ricolmo di passione e pronto a sostenere un’ Alma reduce da due sconfitte nelle prime due uscite stagionali. Il ritorno in Serie A non è stato infatti fortunato per la squadra allenata da ormai 8 stagioni da Eugenio Dalmasson. Al di là delle due sconfitte in serie, a preoccupare maggiormente il coach mestrino sono stati soprattutto gli infortuni di Peric e Wright, che sembrano recuperati per domenica, e Justin Knox che invece dovrà restare fermo ai box per almeno un mese, ma la società triestina è già corsa ai ripari firmando uno dei migliori free agent in circolazione: Ojars Silins.

Minata dalle assenze, l’Alma non è riuscita ad imporsi né in casa contro la Virtus Bologna (partita persa nel finale, citofonare Kevin Punter) né in trasferta contro Torino, ma in entrambe le due uscite ha dimostrato grande personalità (in partita fino in fondo contro le Vu Nere, altalena di recuperi e sorpassi a Torino) oltre che un discreto gioco per una neo promossa, ma proprio in questo si legge il tocco di Dalmasson.

IL ROSTER – Salutato l’eroe della promozione Javonte Green volato ad Ulm (la Leonessa lo incontrerà comunque in EurCup), l’Alma ha riconfermato ben 6 elementi del roster della scorsa stagione (oltre a Dalmasson in panchina, naturalmente) ossia l’intera truppa di italiani capitanata da Alessandro Cittadini e Daniele Cavaliero (oltre 900 presenze in serie A in due). Allo zoccolo duro di coloro che hanno vissuto la promozione, si sono aggiunti stranieri di assoluto livello che già conoscono la Serie A come Chris Wright, Jamarr Sanders, Arturs Strautins, Justin Knox e Hrvoje Peric che non ha ancora debuttato in maglia giuliana causa infortunio. A loro, si aggiungono due debuttanti: Devondrick Walker, cambio sia della guardia che dell’ala con discreta propensione al tiro da tre (38%), e William Mosley centro dinamico veterano dell’A2 e abbonato alla doppia doppia essendo un eccellente rimbalzista.

SOTTO LA LENTE – Esperienza, efficienza, ecletticità. Sono queste le caratteristiche di Daniele Cavaliero, il veterano per eccellenza della nostra Serie A. Questa sarà infatti la sua diciannovesima stagione nel massimo campionato italiano di basket e l’affronterà con la squadra che lo ha fatto debuttare nel professionismo. La guardia biancorossa era in campo quando nel 2004 l’allora Coop Nordest retrocedeva e falliva, ed era in campo lo scorso anno quando una nuova società sorta dalle ceneri della precedente riconquistava la Serie A. In generale, in campo Cavaliero continua a starci discretamente bene se è vero com’è vero che, attualmente, è il miglior realizzatore giuliano con 14.5 punti di media nelle prime due uscite. Quel che stupisce dell’ex giocatore azzurro è però sia l’esiguità dei possessi giocati e dei tiri presi rispetto ai compagni di squadra sia l’imprevedibilità del proprio gioco. Ancora a 34 anni, la guardia nativa di Oggiono in Brianza riesce a segnare da tre (suo marchio di fabbrica) uscendo dai blocchi, piedi a terra servito sugli scarichi, marcato o meno oltre che sfruttando il blocco in palleggio per buttarsi verso canestro e raccogliere falli (10 in due partite). Come si suo dire, il lupo perde il pelo ma non il vizio.

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