Giornale di Brescia – Alibegovic sesto uomo di lusso

9 dicembre 2014

Senza un po’ di mutuo soccorso ogni squadra, anche la migliore, si perde per consunzione. Senza una panchina all’altezza, rotazioni che consentono di avere sempre energia sul parquet, finisci per avere un gruppo di soldatini di plastica anziché di guerrieri sempre pronti all’uso. La Centrale del latte Basket Brescia Leonessa, seconda forza del campionato di A2 Gold a -2 dalla vetta, sul legno ha gente pronta a schizzare sul cubo del cambio con testa fredda, cuore caldo e muscoli roteanti. Anche a Forlì, nella netta vittoria seguita a quella altrettanto ampia di Veroli (due squadre che viceversa con altri avversari quotati hanno contenuto la sconfitta), Diana ha potuto pescare bene dai riservisti. Passera, Benevelli, ma soprattutto Mirza Alibegovic. È lui il sesto uomo di lusso dei biancoazzurri, uno specialista nel tiro da 3 punti. Nella classifica di categoria è decimo con una media del 42% (24/57). Fernandez è ottavo con un punto in più percentuale (15/35), ma ha anche un minutaggio superiore partendo sempre titolare. «Iniziare dalla panchina non mi pesa – dice Mirza -, anzi in questo momento della mia carriera è anche meglio perchè mi toglie responsabilità e mi fa tenere sempre ben presente il mio compito: entrare e dare ritmo alla squadra. Diana chiede lo stesso anche a Passera e Benevelli e mi sembra che tutti e tre stiamo dando un buon contributo». Da 9 partite consecutivamente il nativo di Corvallis (Oregon) – poliglotta per essere figlio di uno sloveno (Teoman, che in maglia Fortitudo condannò la Telemarket alla retrocessione nel ’92) e plasmatosi a Udine – realizza sempre almeno una tripla. Solo con Jesi (0/5) e Mantova (0/2) non c’ha preso mentre nelle successive gare lo score dice: 2/5 con Biella, 2/4 a Casale Monferrato, 1/3 aTorino, 1/5 a Trieste, 4/7 a Codogno con Casalp, 3/8 con Verona, 1/3 a Ferentino, 4/5 con Veroli e 6/10 domenica a Forlì nell’high stagionale. Coach Diana gli lascia briglie sciolte: «Vai e colpisci». Lui sente la fiducia. Più del campionato scorso in Silver quando a Mantova «il tiro entrava un po’ sì e un po’ no». In questa prima fase di stagione Mirza Alibegovic ha trovato continuità. Segna piedi per terra, ma anche arrestandosi all’improvviso in transizione; un canestro di quest’ultima casistica domenica è stato da urlo. «Il mio ringraziamento va ai compagni – si schermisce l’ex Mantova, Pistoia e Pesaro -: è merito loro che mi trovano libero e per me diventa più facile colpire. Siamo una squadra portata a tirare dall’arco, forse a Forlì abbiamo esagerato (17/42, ndr) ma se la palla entra perchè no?». Le «goleade» con Veroli e Forlì vanno rivisitate secondo Mirza col fatto che «siamo stati noi a renderle partite morbide, con il nostro atteggiamento, non è demerito degli avversari». E intanto in spogliatoio si parla sempre più di Coppa Italia ed Eib: «Ci teniamo da matti a giocare le final Six. Abbiamo visto il progetto del nuovo palasport: bellissimo, queste cose ci caricano ancora di più».

Cristiano Tognoli

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Scelti i quintetti di partenza per l’All Star Game di A2 Gold-Silver che si terrà il 6 gennaio a Mantova. Nei quintetti (Laquintana, Moraschini, Lombardi, Mancinelli, Amoroso in quello italiano; Deloach, Voskuil, Legion, Raymond, Jefferson in quello straniero) non ci sono giocatori della Centrale e fa specie visto il secondo posto in classifica dei biancoazzurri. Nel corso della settimana gli allenatori Ramagli e Morea sceglieranno altri atleti con i quali comporre i roster. A Brescia si può pescare bene…

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