Giornale di Brescia – Centrale, dicembre da riscattare dopo le dieci sconfitte patite in tre anni

6 dicembre 2014

Luglio agosto settembre (nero) è il titolo dello straordinario pezzo d’apertura di «Arbeit Macht Frei», l’album d’esordio degli Area del 1973. Basta avanzare di un trimestre e si fotografa quanto accaduto alle Centrale negli ultimi tre campionati, tutti nella seconda serie nazionale. La tabella che pubblichiamo in basso si sofferma sul dicembre (nero) nel quale la Leonessa ha ottenuto soltanto quattro vittorie in quattordici partite, esprimendosi dunque largamente al di sotto della sua media di rendimento. Di più. Se nel primo anno, con Dell’Agnello in panchina, il bilancio del mese si attesta comunque sul 50%, potendo contemplare una delle imprese, se non l’impresa per antonomasia della stagione da matricola, ovvero la vittoria al PalaPentassuglia di Brindisi, nelle due successive annate, si precipita al 20%. Anche qui però s’impongono dei distinguo in quanto nel primo campionato di Martelossi le disavventure dicembrine furono seguite da sei mesi trionfali, mentre un anno fa segnarono l’inizio di un lungo periodo tribulato che si conclude con la mancata partecipazione ai play off, traguardo viceversa raggiunto in precedenza, grazie rispettivamente al settimo e al quarto posto. Già fatto cenno all’unica prodezza compiuta dalla Centrale a dicembre (Brindisi chiuse al secondo posto e venne promossa al termine dei play off superando 3-1 Pistoia), abbiamo soltanto l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda l’individuazione dei flop. Per l’entità della sconfitta si segnala la gara del 22 dicembre 2011 persa in casa 77-95 contro la non irresistibile Piacenza che quella sera si giovò di un eccezionale Voskuil che realizzò 35 punti con 8/12 nelle «bombe» (un vizio mai perso, visto che domenica in Biella-Agrigento ha chiuso a quota 33 con lo stesso 8/12 da 3…). Applicando lo stesso criterio fa effetto anche il 97-72 incassato a Capo d’Orlando il primo dicembre 2012, in occasione del primo successo di Pozzecco sulla panchina siciliana. Sempre in quell’anno fu però più grave la sconfitta patita a Imola, per mano di una squadra modesta che vinse appena 8 partite e chiuse all’ultimo posto, salvandosi soltanto grazie alla cancellazione di Napoli. Sulle quattro sconfitte dello scorso anno si potrebbe infine scrivere un libro, non foss’altro perché fecero seguito ai sette successi in nove partite che avevano portato la Centrale al primo posto solitario, e ben tre (in casa con Casale e Napoli e a Torino) maturarono al termine di un tempo supplementare. Un autentico psicodramma, quello degli overtime, iniziato il mese prima a Trapani e concluso a febbraio Jesi, nella gara che segnò il punto più basso del campionato. Altri tempi, ma soprattutto altro gruppo.

Franco Bassini

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