Bresciaoggi – Un derby da cancellare: la Centrale guarda avanti

21 novembre 2014

A volte la passione tracima, e ti fa inalberare: lo sanno ad esempio i tifosi del Brescia, quando pensano a Carletto Mazzone e alla sua corsa sotto la curva dell’Atalanta, alla sua corsa sotto la curva atalantina dopo il 3-3 di Baggio nel derby 2001/2. Lo sanno anche quelli del basket, un po’ sbigottiti dalle dichiarazioni di Matteo Bonetti («Viene voglia di lasciare») dopo la quarta sirena del derby con Verona; a mente un po’ più lucida i toni cambiano, e di «gemelli strani» non v’è l’ombra. Non mutano pero’ la rabbia e la certezza di avere ragione: il video della partita è lì, con le scelte che hanno contaminato il finale di una partita punto a punto. Comprensibile la rabbia del patron della Leonessa: si può sbagliare…«ma sono ancora arrabbiato e credo non mi passerà tanto in fretta -dice il patron biancazzurro -: salterò per un impegno professionale a Barcellona la partita di Ferentino: chissà che non mi serva a sbollire». Bonetti in gni caso rassicura i supporters biancoazzurri: «Li voglio ringraziare: erano veramente tanti e si sono comportati benissimo, sono stati bravissimi. Credo che in altri posti sarebbe finita molto diversamente». Non più tardi della scorsa settimana il giudice sportivo ha squalificato i campi di Scafati (A2 Silver, 3 giornate) e Agrigento (A2 gold, 2 giornate) per le intemperanze dei tifosi di casa: «Credo che sia giusto riconoscere alla nostra tifoseria un tributo per l’incitamento, per l’affetto nei confronti di squadra e della società: sono loro il vero stimolo ad andare avanti». «Pedrollo compragli il palazzo»: coro di scherno da parte dei supporters ospiti a fine gara….«Non mi è piaciuto… ovviamente -racconta Bonetti – ma del resto siamo la barzelletta d’Italia: i tifosi ospiti vengono, saltellano e succede quello che è successo l’altra sera. O lo 0/2 con Trento della scorsa stagione: ne ho contati altri di episodi del genere e intanto noi perdiamo le partite. Un danno d’immagine ed economico». C’è un Bonetti però soddisfatto: la consapevolezza è quella di avere una squadra di razza. «Le sconfitte con Torino e Verona ci dicono che ci manca veramente poco per essere competitivi al massimo in questa categoria: possiamo solo migliorare». E che domenica sarà battaglia: «Dopodomani ci aspetta Ferentino con Mario Ghersetti: brutta gatta da pelare; non sarà facile, ma abbiamo l’obbligo di provarci, anche perché ci apprestiamo a vivere una parte delicata della stagione, che ci vedrà in campo a Forlì e Napoli molto presto, dove c’è una situazione difficile ed i giocatori saranno più che mai attaccati al risultato». Solo Veroli sembra essere abbordabile nei prossimi 30 giorni: «Abbiamo sprecato un’ occasione importante con Verona: dovevamo essere più forti a livello mentale contro una situazione che invece ci ha messo KO. Una lezione – conclude Bonetti – di cui dovremo tenere conto in futuro». Che dovrebbe comunque essere a tinte rosee: la seconda piazza è più che meritata, adesso però bisogna consolidare il piazzamento ricominciando a vincere.

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