7DAYS EuroCup, le avversarie della Leonessa: Stella Rossa Belgrado

16 agosto 2018

Per avere una netta percezione della grandezza che caratterizza la polisportiva della Stella Rossa Belgrado basta leggere il numero di trofei presenti in bacheca: 669 (!), conquistati in 73 anni di gloriosa storia dalle 32 sezioni sportive nella quale la squadra più amata di Serbia è suddivisa. La sezione cestistica della Crvena Zvezda nasce parallelamente a quella calcistica nel 1945, conquistando nei primi 10 anni 10 campionati della ex Jugoslavia, fornendo 8 giocatori su 10 alla nazionale slava e contribuendo a far crescere l’amore per la palla a spicchi in tutti i Balcani.

Quest’anno la Stella Rossa torna in EuroCup dopo 5 anni partecipazioni consecutive in EuroLeague. Tutta ‘colpa’ del Budućnost, fresco vincitore della ABA Legaue, che ha conquistato il diritto di partecipare alla massima competizione europea a discapito proprio del club belgradese, superato in finale. La stagione 2017-2018 per gli standard biancorossi, dunque, è stata quasi deludente. Pur vincendo il campionato serbo (quarto successo consecutivo), la Crvena Zvezda ha perso la finale di ABA League, interrompendo una striscia di successi che durava da 3 stagioni, e non è riuscita a centrare i playoff in EuroLeague a causa di un pessimo finale di stagione, con 5 sconfitte nelle ultime 6 partite. Anche per questo, l’obiettivo per la nuova stagione è chiaro: riprendersi tutto, in patria e fuori.

IL ROSTER

Dopo una stagione di luci e ombre c’era da aspettarsi un corposo ridimensionamento in fatto di roster e panchina. James Feldeine, l’ultimo superstite del quintetto della passata stagione e miglior realizzatore della squadra nella scorsa stagione si è appena accasato all’Hapoel Gerusalemme. Il colpo di mercato, dunque, è Joe Ragland, proveniente dal Lokomotiv Kuban dopo le fruttuose esperienze italiane a Cantù, Milano e Avellino. Accanto alla pointguard di West Springfield, interessanti gli acquisti di Stratos Perperoglu, che a 34 anni ha ancora voglia di misurarsi con il basket che conta, e di Billy Baron, fratello di quel Jimmy visto in Serie A alla Virtus Roma qualche stagione fa. Nuovo fiammante è invece il reparto lunghi con la firma di Momo Faye (ex Varese), Michael Ojo (totemico centro nigeriano di 216 cm) e il ritorno di Maik Zirbes. Sempre in chiave lunghi, torna all’ovile Dusan Ristic dopo la positiva esperienza in NCAA ad Arizona (12.2 punti e 6.9 rimbalzi per gara nell’ultimo anno da senior). Nelle idee di coach Tomic, Ristic parte come terzo lungo ma potrebbe scalare qualche gerarchia nel corso della stagione.

IL COACH

I grandi movimenti di roster seguono di pari passo il nuovo corso in panchina. Blindato da un contratto triennale, sulla panchina biancorossa si siede Milan Tomic, che deve aver fiutato un’occasione più che ghiotta per decidere di lasciare dopo 27 anni il suo amatissimo Olympiacos. Fate un giro al Pireo e chiedete la classifica dei giocatori più amati di sempre, state pur certi che fra i primi posti sentirete pronunciare il nome di Milan Giannakopulos, che altro non è che il nome greco di Tomic. Giocatore dell’Olympiacos con più presenze in campionato e in EuroLeague, assistente allenatore dopo aver lasciato il parquet, Tomic è alla sua prima vera e propria panchina fin da inizio stagione. Ha appreso tanto alla scuola di Atene e non vede l’ora di mostrarlo alla sua terra natia (è nativo proprio di Belgrado), dove è ben felice di tornare per predicare basket.

SOTTO LA LENTE

Fra tante scoperte e vecchie conferme, la Stella Rossa si candida ad essere la favorita per la vittoria del girone e una delle serie pretendenti ad alzare al cielo l’EuroCup. Joe Ragland si candida a essere il faro offensivo della squadra, pronto a formare una micidiale coppia di esterni insieme a Billy Baron. Pointguard dotata di un discreto fisico (1.88 di statura per 88 kg), Baron torna in EuroCup dopo la stagione in Turchia all’Eskiesehir, dove ha ben figurato con 15.6 punti per gara tirando con un invidiabile 44% nel tiro da tre punti. La curiosità ruota però anche intorno al reparto dei lunghi, dove Tomic ha la possibilità di alternare Zirbes e Ojo sotto canestro e godere dell’atletismo di Faye. Scontata la squalifica semestrale per doping comminatagli ai tempi di Varese, l’ala senegalese è tornata a farsi notare lo scorso anno in Grecia con Patrasso, mettendo a referto 11.5 punti e 6 rimbalzi a sera. Il purgatorio è finito, adesso è il momento del riscatto.

L’ARENA

Giocare a Belgrado è sempre un problema per chiunque. I Delije (letteralmente i coraggiosi), una delle tifoserie più calde e organizzate d’Europa, rendono il clima dentro l’Aleksandar Nikolic Hall incandescente, erigendo un muro di sciarpe e bandiere biancorosse e inneggiando alla squadra senza interruzione. Un tempo nota come Pionir Hall, nel 2006 l’arena di Belgrado da 5.878 posti eretta nel 1973 e più volte rinnovata (l’ultima nel 2011, ma è già pronto un nuovo piano d’ampliamento) ha cambiato nome ed è stata dedicata ad Aza Nikolic, il padre della pallacanestro jugoslava. I vecchi allenatori vi diranno che esisteva un basket prima e dopo l’avvento in panchina di Nikolic, che in carriera ha vinto tutto quello che un coach può vincere a livello di club e nazionale. L’intitolazione dell’Arena di Belgrado gli era più doverosa che meritata.


ANDATA: MERCOLEDÌ 24 OTTOBRE ALLE ORE 20.30 @ PALALEONESSA
RITORNO: MERCOLEDÌ 12 DICEMBRE ALLE ORE 19.00 @ ALEKSANDAR NIKOLIC HALL


ULTIMO AGGIORNAMENTO | GIOVEDÌ 16 AGOSTO 2018

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