7DAYS EuroCup, le avversarie della Leonessa: Galatasaray Istanbul

15 agosto 2018

Era il 1905 quando un gruppo di studenti frequentanti il liceo imperiale Galatasaray di Istanbul, situato per l’esattezza nel quartiere Galata della città turca, decise di dar vita ad una squadra di calcio dove potessero giocare solo gli studenti del liceo. Bisognerà però attendere il 1911 prima che Ahmet Robenson, un professore di ginnastica angloturco dello stesso liceo, importi il basket in città dando vita alla sezione cestistica del Galatasaray. A distanza di più di un secolo, la polisportiva Galatasaray comprende al suo interno 16 sezioni per 13 sport (bridge e scacchi inclusi…) e, in una città multiforme come Istanbul, è sempre stata ritenuta la squadra rappresentativa della borghesia laica della città affacciata sul Bosforo.

Tornando alla più stretta attualità, il Galatasaray è reduce dalla peggior stagione degli ultimi 8 anni. Chiusa la regular season di Süper Ligi al nono posto, non ha centrato l’obiettivo dei playoff, cosa che non accadeva dalla stagione 2009-2010, e che ha chiuso un annata disastrosa condita anche dalla mancata partecipazione alla coppa nazionale di Febbraio. In EuroCup, i leoni di Galata si sono fermati alle Top 16, chiudendo la manifestazione con 6 vittorie e 10 sconfitte. Un magro bottino per le consuete aspettative del club turco che, per la nuova stagione, ha deciso di rinnovare roster e panchina, sperando in una pronta risalita alla ribalta.

IL ROSTER

Tra i superstiti del roster della passata stagione ci sono il capitano Goksenin Koksal, che è anche il solo rimasto della squadra che nel 2016 alzò al cielo l’EuroCup al termine della doppia finale vittoriosa contro Strasburgo, e i giovani Ege Arar (21 anni) e Serkan Aydin (classe 2000). Per il resto, è spirato forte il vento del cambiamento con tanti interessanti nuovi arrivi, tra cui Tai Webster, comboguard neozelandese proveniente dagli Skyliners Francoforte, Jaka Klobucar ed Erol Can Cinko (ex Banvit), che completa un reparto esterni con argento vivo addosso e punti nelle mani. Svanito, invece, il desiderio di portare in riva al Bosforo Aaron Harrison, che sembrava prossimo al trasferimento a Istanbul, poi saltato improvvisamente.  Rinnovata anche la scuderia di lunghi, con Nigel Hayes (15.1 punti di media a gara nella sua prima stagione da rookie in G-League negli Westchester Knicks) e Zach Auguste, proveniente dal Panathinaikos Atene, mentre la bandiera turca all’interno del roster sarà portata in alto dall’esperto 31enne Caner Erdeniz, da Can KorkmazEmir Gokalp e Ayberk Olmaz.

IL COACH

In crisi di risultati e senza aver centrato la qualificazione alla coppa nazionale turca, nello scorso gennaio il Galatasaray aveva affidato la guida tecnica a coach Oktay Mahmuti, che però non è riuscito nell’impresa di rivoltare la stagione in senso favorevole. Nonostante possedesse ancora il contratto anche per questa stagione, l’alta dirigenza del Gala ha decretato conclusa la sua seconda esperienza sulla panchina giallorossa, sollevandolo dall’incarico di capo allenatore. Al suo posto in panchina, siede adesso Ertugrul Erdogan, classe 1968, che nelle ultime tre stagione ha allenato l’Istanbul BB. Il decimo posto in campionato come miglior risultato nell’ultimo triennio non deve però ingannare circa le qualità da coach di Erdogan, che in carriera ha ricoperto il ruolo di assistente allenatore sia nel Fenerbahce che nella Nazionale Turca. La panchina del Gala rappresenta per lui la ghiotta occasione attesa una vita.

SOTTO LA LENTE

Un quintetto molto giovane e molto offensivo potrebbe rivelarsi l’arma principale del nuovo Galatasaray. Webster, Harrison, Hayes e Auguste sono giocatori che hanno sempre segnato molto e trascinato le proprie squadre, sia quando erano al college che una volta passati professionisti. Accanto a loro dovrebbe partire Jaka Klobucar, che coach Erdogan conosce bene per aver allenato lo scorso anno. Due i nomi da segnare sul taccuino: il primo è Zach Auguste, centro di 208 cm dal grande potenziale, reduce da una stagione al Panathinaikos Atene, dove si è fatto trovare sempre pronto quando è stato chiamato in causa (6.5 punti e 3.9 rimbalzi per gara con un impiego medio di 11.6 minuti). Il secondo è Tai Webster, che lo scorso anno a Francoforte ha chiuso la stagione con 14.9 punti di media (con il 40% nel tiro da tre) e 3.9 assist di media smazzati a gara. È sempre stato trascinante fin dai tempi del college a Nebraska dove nella stagione da senior, usciti di scena due volti noti del basket italiano come Terran Petteway e Shavon Shields, tirava la carretta dei Cornhuskers scrivendo 17 punti di media a sera.

L’ARENA

La storica Abdi Ipekci Arena non c’è più. Il vecchio palazzetto sorgente vicino alle antiche mura di Costantinopoli è stato demolito quest’anno dopo che il Galatasaray, suo più illustre inquilino, l’aveva abbandonato già nel 2017. La casa dei Cimbom (è questo il soprannome dei tifosi più caldi della squadra), è adesso l’immenso Sinan Erdem Dome, un’astronave da 16.000 posti che rappresenta la terza arena polifunzionale più grande d’Europa. Già sede nel 2017 sia della finale di EuroLeague che di quella di EuroBasket, l’arena di Istanbul dove gioca anche l’Anadolu Efes è dedicata a Sinan Erdem, ex pallavolista del Galatasaray e storico presidente del Comitato Olimpico turco, morto con il sogno irrealizzato di riuscire a portare i Giochi nella sua Istanbul.


ANDATA: MARTEDÌ 16 OTTOBRE ALLE ORE 19.00 @ SINAN ERDEM DOME
RITORNO: MERCOLEDÌ 21 NOVEMBRE ALLE ORE 20.30 @ PALALEONESSA


ULTIMO AGGIORNAMENTO | MERCOLEDÌ 15 AGOSTO 2018

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