Matteo Bonetti a Brescia Oggi: “Vi racconto com’è nato il miracolo Germani”

28 giugno 2018

Passato, presente e futuro del Basket Brescia Leonessa nelle parole del patron Matteo Bonetti, intervistato da Folco Donati sulle colonne di Brescia Oggi, il quotidiano bresciano che pochi giorni fa ha provveduto a premiare il club nell’ambito dei ‘Brescia Oggi Sport Team Awards 2018’, consegnando alla Leonessa il Premio Top Squadra di basket e il Premio Top Squadra dell’anno in tutti gli sport. Un’interessante intervista che di seguito viene riproposta nella sua versione integrale.


C’è chi è in vacanza, chi sta vivendo un sogno azzurro con la nazionale, chi sta programmando le strategie di mercato per la costruzione della nuova squadra, chi, come la presidentessa ed i suoi più stretti collaboratori, sta preparando il budget per l’impegnativa prossima stagione. E chi, come Matteo Bonetti, se ne sta dietro le quinte, lontano dai riflettori, ma attentissimo ad ogni singola dinamica che riguarda il Basket Brescia Leonessa.

Il suo Basket Brescia Leonessa, perché in effetti non va mai dimenticato che se oggi i bresciani godono nell’avere una squadra da sogni come la Germani, il merito è esclusivamente di questo medico con la passione ‘insana’, a volte da sembrare persino esagerata, per la pallacanestro.

La storia fra Brescia, la pallacanestro e Matteo Bonetti iniziò nel 2007, due anni prima della fondazione del Basket Brescia Leonessa. “Vero, era l’estate del 2007 ed assieme ad un amico fraterno, esperto delle realtà sportive  edite alla pallacanestro provinciale, mi misi alla ricerca di una società con cui iniziare a fare attività – spiega il patron della Leonessa -. Luigi Rodondi e Sergio Bosio erano i dirigenti della Bettinzoli, club storico della città, un po’ stanchi dal punto di vista della gestione. E così la rilevammo. Tenemmo tutto il settore giovanile con un passaggio di testimone al Monticelli, sodalizio che nel giro di cinque anni divenne una delle realtà più importanti della provincia sino a disputare la serie B. Noi cambiammo nome alla società e fondammo la Virtus Brescia. Dalla Virtus Brescia al  Basket Brescia Leonessa, il passo fu breve e per certi versi naturale”.

Verrebbe da dire da Luigi Rodondi a David Moss e poi oltre, fino all’Europa. “Davvero un percorso incredibile – conferma Bonetti -. Sono partito convinto che a Brescia ci fosse l’humus giusto per far rinascere passione e risultati. In effetti non mi sbagliavo, anche se obiettivamente mai e poi mai avrei immaginato di arrivare così in alto. Siamo stati fortunati nel tempo a trovare tante persone che come la mia famiglia hanno creduto nel progetto, mettendo risorse, ma anche tanta passione, tanto trasporto verso la conquista di traguardi sempre più importanti, sempre più ambiziosi”.

Momenti eccezionali quelli di oggi, anche se in passato non sono mancate le delusioni e le notte insonni. “È stata dura, ma sono state situazioni che ci hanno rafforzato e in qualche modo instradato verso soluzioni oggi  risultate vincenti. Questa squadra, questa società hanno rianimato, dal punto di vista sportivo, un ambiente che da quasi trent’anni aspettava di tornare a godere della pallacanestro d’alto livello – continua Matteo Bonetti -. Essere fra i protagonisti di chi in qualche modo ha regalato un sogno a migliaia di persone non può che rendermi l’uomo più felice del mondo. Certo le difficoltà quotidiane sono tante, ma il nostro club adesso è strutturato per poterle superare
tutte”.

Campagna acquisti, abbonamenti, Sacchetti e i Vitali in Nazionale (oggi a Trieste alle 20.45 contro la Croazia), PalaLeonessa, Eurocup. Tanta carne al fuoco, che aspetta solo di essere cucinata dal miglior ‘chef’ che la pallacanestro conosca. “Avremo di che divertirci – assicura Bonetti -. Abbiamo creato un sistema vincente, un  sistema che realizza sogni e di questo sono orgoglioso”.

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