Luca Vitali, la Germani Basket Brescia si gode la sua bandiera

8 giugno 2018

In un periodo storico in cui i progetti dei club nascono e muoiono nel corso di poche stagioni, i roster cambiano vorticosamente di pari passo con le idee e giocatori dalla valigia sempre pronta sono sempre attenti a cogliere le migliori opportunità per la propria carriera, trascorrere sei anni nella stessa città e vestire la maglia di una squadra rappresenta un’autentica rarità. È per questo che Luca Vitali, che nella giornata di ieri ha sottoscritto il contratto che lo legherà al Basket Brescia Leonessa fino al 2022, può essere definito una vera bandiera.

Arrivato all’ombra del Cidneo nell’estate del 2016, ricevendo la chiamata di una società che si affacciava nel basket che conta dopo quasi tre decenni, Luca Vitali si è ritagliato un ruolo importante, vestendo i panni di guida sul campo, ma non solo, trovando un contesto ideale per poter esprimere al meglio la propria pallacanestro.

I risultati raggiunti nelle due stagioni trascorse in Serie A dimostrano che Brescia e Luca Vitali hanno tratto reciproco giovamento da un matrimonio che, giorno dopo giorno, sembra diventare sempre più solido. La Leonessa ha centrato risultati che fino a due anni fa sembravano inarrivabili, aggiornando il libro dei propri record, centrando per la prima volta nella sua storia una semifinale scudetto e andando a un passo dal mettere in bacheca un trofeo importante come la Coppa Italia.

Luca Vitali si è classificato per due anni consecutivi al primo posto nella speciale classifica degli assistman, guadagnandosi un ruolo importante anche in una Nazionale che negli ultimi anni lo aveva convocato un po’ a singhiozzo: oggi il playmaker bolognese è un punto fermo del progetto del CT Meo Sacchetti e nel febbraio scorso si è tolto anche la soddisfazione di vestire i galloni di capitano della squadra azzurra.

I numeri nella pallacanestro non sempre sono sufficienti per raccontare una storia. Quelli che Luca Vitali ha collezionato nelle due stagioni trascorse a Brescia rappresentano un’ottima cartina al tornasole per capire l’impatto che il giocatore ha avuto nello sviluppo del progetto biancoblu: 67 partite disputate, con una media di quasi 31′ di utilizzo, 8 punti (con il 41% nel tiro da due, il 34.3% in quello da tre e l’84.2% ai liberi), 3.3 rimbalzi e, soprattutto, 6.4 assist di media a partita. Numeri che raccontano come la Germani al proprio timone abbia un giocatore che ha sempre le idee chiare su cosa fare e sul momento giusto per farlo.

Nelle dichiarazioni che Vitali ha rilasciato in occasione della conferenza stampa in cui è stato presentato il rinnovo del suo contratto c’è l’essenza del giocatore: “A me piace poter dare indietro quello che ricevo quotidianamente ed è per questo che voglio dare a questa società gli anni migliori della mia carriera”. Uno spartito che non è molto diverso da quello che accade in campo, sul quale a Luca Vitali piace fare tutto quello che serve per arrivare al successo finale: innescare gli altri giocatori, passargli la palla, rinunciare a un proprio tiro per trovarne uno migliore, dare fiducia ai compagni di squadra, senza i quali – proprio come il play ama ricordare – un assist non andrebbe mai a referto.

C’è un’analogia, dunque, tra il Luca Vitali dentro il campo e il Luca Vitali lontano dal parquet: anche per questo Basket Brescia Leonessa ha voluto che il play emiliano diventasse il testimonial di tutto il settore giovanile. I giovani, infatti, migliorano attraverso il lavoro, l’allenamento e il sacrificio ma crescono soprattutto guardando dei modelli a cui ispirarsi. Averne uno a portata di mano, a disposizione per indicare la strada attraverso il suo operato o, semplicemente, dando un consiglio sarà fondamentale per lo sviluppo di chi inizia un percorso con passione ed energia, doti che a volte vanno incanalate nel migliore dei modi affinché portino frutto.

L’esperienza che Luca Vitali potrà portare anche alla causa dei più giovani, dunque, sarà un elemento fondamentale per permettere alla Leonessa di andare oltre il presente. Anche perché stiamo parlando di un giocatore che non solo ha vestito le maglie dei club più importanti d’Italia – senza dimenticare la breve ma intensa esperienza compiuta a Gran Canaria -, ma che ha iniziato il proprio percorso di crescita in club importanti come Virtus Bologna, nel quale è cresciuto cestisticamente, e Mens Sana Siena, tappa fondamentale per far sbocciare il suo talento. Società che in quegli anni erano il fiore all’occhiello del movimento giovanile in Italia e dalle quali sono fioriti numerosi talenti che ancora oggi calcano i parquet più prestigiosi.

Mai come in questo momento, dunque, serve una bandiera. Non da mettere in mostra come fosse un trofeo, ma da utilizzare sviluppando nel modo migliore le proprie caratteristiche. Mettendolo al centro del proprio progetto tecnico e di sviluppo del proprio settore giovanile, Brescia ha dimostrato di voler valorizzare Luca Vitali nelle sue vesti di giocatore e uomo, andando oltre le paure di chi guarda solo al presente, superando ogni pregiudizio e, soprattutto, ragionando da grande club mentre percorre ancora la strada per diventarlo.

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