Andrea Diana al Giornale di Brescia: “Io e la Germani ancora insieme per altre sfide”

1 marzo 2018

Ospite della trasmissione televisiva Basket Time, Andrea Diana ha parlato del momento della sua Germani, delle Final Eight da poco concluse e delle prossime sfide che attendono la Leonessa. Il suo intervento è stato ripreso sulle colonne del Giornale di Brescia a firma di Silvia Castrezzati, un articolo che di seguito viene riproposto nella sua versione integrale.


Trascorsi dieci giorni dalla conclusione dell’avventura in Coppa Italia, digerita un po’ la delusione, coach Andrea Diana si presenta ora più carico che mai. Ospite della trasmissione televisiva Basket Time, in onda ieri sera sulle frequenze di Teletutto, l’allenatore della Leonessa è pronto a ripartire da condottiero. Non prima, però, di un’ultima spolverata ai ricordi delle Final Eight: “Bisogna prendere il bello di quei tre giorni ed essere pronti a ricominciare con il desiderio di tornare a giocare. A Firenze è stato fantastico, crudele il finale, ma nuove sfide arriveranno per noi”.

Coach, cosa rimane della Coppa Italia?
“Una manifestazione cosi importante resta dentro, per noi dello staff ma anche per tutti i tifosi. Mi è piaciuta molto l’emozione che abbiamo vissuto durante quei tre giorni, che sono arrivati come il frutto del nostro lavoro”.

La testa ora è tutta verso il prossimo impegno in campionato: lunedì arriva Brindisi.
“Vietato ora perdere l’umiltà. Arriveranno nuove occasioni che sapremo sfruttare, a partire da questa gara che è la nostra chance per ricominciare con il piede giusto, in un palazzetto che mi aspetto essere come sempre caldissimo e con la solita voglia di vincere”.

David Moss ha dichiarato su queste colonne che la sconfitta ha creato una nuova mentalità vincente all’interno del gruppo. È così?
“I giorni di Final Eight hanno cementato molto il gruppo, perché vivere un’esperienza cosi intensa è fonte di ulteriore coesione. Ci servirà sicuramente per il futuro e per riprendere al massimo la nostra corsa”.

Tra vice e capo allenatore lei sta viaggiando verso le 400 panchine, ci pensa?
“Ricordo tutto: dalla prima chiacchierata ad Imola con Ario Costa, alla prima vittoria di A2 a Barcellona Pozzo di Gotto. Se pensiamo a dove siamo adesso, mi dico: di strada ne abbiamo fatta!”

Si vede, tra qualche anno, lontano da Brescia?
“Penso che un allenatore sia come una parabola: in questo momento la nostra sta crescendo. Quando inizierà a calare, quello sarà il momento di cambiare. Ma ora l’aria che si respira è tutta fresca e positiva, quindi non avrei motivi per non immaginarmi ancora qui. Altre eventuali proposte in estate? Ho voglia di sfide e a Brescia ce ne sono tante, iniziando a fare bene ai play off. Ho ancora un anno di contratto e voglio rispettarlo”.

Tra gli allenatori attualmente attivi, in chi si rispecchia?
“La mia storia assomiglia molto a quella di Buscaglia (Trento) e Menetti (Reggio Emilia): ci accomuna il fatto di essere arrivati nella massima serie dopo aver vinto il campionato di A2. Con Menetti c’è un ulteriore affinità: entrambi abbiamo cominciato da assistenti”.

Come vedrebbe per la Germani, nella prossima stagione, la partecipazione ad una Coppa europea?
“La coppa si fa se ci sono le basi, sia a livello di roster che a livello organizzativo, a 360 gradi per gestire viaggi e recueri dal doppio impegno settimanale. Abbiamo sicuramente fatto grandi salti di qualità, a partire dal nuovo palazzetto che sarà disponibile a breve: con queste premesse una squadra attrezzata con 12 giocatori intercambiabili, si potrebbe sicuramente fare.

Mercato per ora congelato?
“Cerchiamo un giocatore di qualità e siccome sarà uno straniero dev’essere uno di alto livello perché se arriva dovremo mandarne in tribuna uno di quelli che già ci sono”.

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