Angolo Tecnico: Treviso – Brescia

14 febbraio 2016

max-giannoni

Iniziamo da Treviso, attuale capolista in nostra coabitazione, la serie di trasferte che in poco più di 10 giorni ci vedrà scendere in campo anche a Verona e a Bologna. La squadra bianco-verd…pardon bianco-blu (lapsus Benettoniano), che all’andata vinse al S.Filippo, si è dimostrata nel prosieguo del campionato compagine con grande qualità e compattezza sia a livello difensivo (terza difesa del girone, la migliore per rimbalzi totali), che offensivo (seconda per percentuale al tiro da tre punti, al pari nostro, e migliore in assoluto per numero di assist a partita). Questi ultimi due dati mettono in luce due aspetti del gioco trevigiano, ovvero la capacità di correre in contropiede e trovare tiri (anche da tre punti) in campo aperto da un lato e quella di costruire tiri di elevata qualità facendo muovere la palla dentro e fuori area coinvolgendo tutti i giocatori dall’altro. Non è un caso che oltre a Fantinelli, che produce più di 6 assist a partita, ce ne siano altri 5 con 2 o più assist.

Detto questo, passando a presentare la squadra, non possiamo non partire dal vero e proprio motore del quintetto trevigiano, ovvero il playmaker Fantinelli, giocatore che anche per fisicità ed intensità di gioco ha dimostrato già ora di essere pronto per il salto nella massima serie. Poi il tiratore USA Abbott, arrivato a sostituire quel Corbett che tanto ci aveva fatto male all’andata, l’ala Fabi, giocatore molto tecnico e pericoloso nel tiro, la potenza fisica e l’esplosività del seconda USA Powell, ad oggi miglior realizzatore della squadra con 15.7 punti, e il “settepiedi” Ancellotti, molto bravo a lavorare sotto canestro sia in fase difensiva che in quella offensiva.

Dalla panchina il giovane playmaker classe ‘98 Moretti, che sta tenendo il campo con grande faccia tosta e sempre maggiore intraprendenza (oltre il 40% da tre punti), la guardia-ala Negri, giocatore molto dinamico, efficace in contropiede ed in penetrazione, e molto migliorato anche al tiro  da fuori, l’ala Malbasa e la nostra “vecchia conoscenza” Tommy Rinaldi, un lusso partendo dalla panchina.

A corollario di tutto ci sono i 5000 del 6° uomo in campo, un tifo molto caloroso ed incessante per tutti i 40 minuti e non solo, capace di trasformare il Palazzetto di Villorba in una vera bolgia e di caricare i propri giocatori.

A noi il compito di farci trovare pronti a giocare una gara intensa e fisica, in una cornice da serie superiore che non può far altro che stimolarci a dare il massimo…..sarà  una gara molto difficile e probabilmente non partiamo con il favore dei pronostici ma….peggio per chi queste partite non ha la fortuna di viverle…!!!!

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