Coach Diana: “Una brutta serata. Ora resettiamo”

8 febbraio 2016

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Al termine del match che ha visto Chieti espugnare il San Filippo, coach Andrea Diana e Franko Bushati hanno risposto alle domande dei giornalisti. Ecco il loro commento sulla gara.

“Quella di stasera è stata sicuramente una prestazione non all’altezza – ha esordito Diana -: abbiamo giocato male, senza agonismo e Chieti ha meritato questa vittoria. Complimenti a loro: hanno fatto quello che dovevano fare, giocando con la mente sgombra. Noi non abbiamo avuto la reazione giusta per invertire la rotta, soprattutto nel secondo quarto. Preoccupato? No, io credo molto nella mia squadra: ho giocatori ambiziosi e sono convinto che faremo una grande settimana di allenamenti. Se poi domenica non saremo all’altezza, allora vedremo se sarà il caso di essere preoccupati. Ma mi fido dei miei ragazzi e da martedì so che li troverò carichi e motivati. Problemi fisici e di testa? Siamo una squadra che ha bisogno di combattere sempre, che deve giocare ogni volta con agonismo, energia e attenzione al massimo per vincere le partite, perchè non abbiamo il talento per ammazzare le partite: stasera tutto questo è mancato perché abbiamo giocato molli e senza energia. Ma dobbiamo e vogliamo reagire e ripartire dalla partita con Treviso. Sottovalutato Chieti? No, nel modo più assoluto, altrimenti non saremmo partiti 11-3 e 15-6: si è trattato più che altro di non aver trovato la forza di reagire in una serata di difficoltà per la squadra”.

“Un commento? C’è poco da commentare, abbiamo perso di venti in casa contro una squadra che era senza uno dei suoi americani – le parole di Bushati -. Se con Roseto venivamo da una settimana difficile di allenamenti, stasera non ci aspettavamo di fare una prestazione simile. E’ stata una serata in cui è andato tutto storto, punto. Cosa è mancato? Tutto. La fotografia della serata è il ragazzino di Chieti che entra dopo 40 di panca e mette subito la tripla di otto metri, mentre noi potevamo andare avanti a tirare per due ore senza mai buttarla dentro. Il disfattismo dei tifosi? Non lo condivido, così come non lo condividono i miei compagni. Ho vinto qua un campionato dove non avremmo dovuto fare nemmeno i playoff: per questo credo e crediamo ci voglia un minimo di riconoscenza per una squadra che è in testa alla classifica e che in un campionato lungo e difficile può vivere, come capita a tutte le altre, un momento di difficoltà”.

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