Giornale di Brescia – Centrale, a Torino il capolinea o la coincidenza per Brescia

24 maggio 2015

Torino, stazione di Torino. Per Brescia si cambia. E se non si cambia, siamo arrivati al capolinea della stagione. Oggi alle 18 il PalaRuffini ospita gara-4 della semifinale tra Centrale e Manital, con i torinesi in vantaggio 2-1, che dunque dispongono del match point sul servizio. Per quanto si è visto finora, compresa la partita che ha aperto la serie, Torino è più forte, ma Brescia non si è mai espressa sui suoi migliori livelli, quelli che le hanno permesso di assicurarsi il secondo posto nella stagione regolare, precedendo proprio la squadra di Bechi. Trasferta nemica. Passa attraverso questa considerazione la speranza di assistere a ga-ra-5, mercoledì al San Filippo, anche se dal periodo migliore della Centrale sono passate diverse settimane e sono quasi quattro mesi che la squadra di Diana non vince in trasferta. In realtà dopo l’ulti- mo blitz, il 28 gennaio a Mantova, i biancoblù non hanno affrontato molti impegni, in particolare fuori casa, ragion per cui la distanza temporale fa più effetto della sostanza, ovvero sette sconfitte consecutive, quattro in regular season e tre nei play off, senza considerare la battuta d’arresto nella semifinale di Coppa Italia di Rimini contro Ferentino. Per contro Torino sta giocando decisamente meglio di quest’inverno, quando stava recuperando un Mancinelli attualmente incontenibile, mentre Miller è in rosa soltanto da febbraio. «Abbiamo lavorato mesi per arrivare a questa condizione», ha osservato coach Bechi pochi minuti dopo il termine di gara-3, la sfida che ha avuto meno storia, oltre che il maggior scarto, 21 punti. Talché un viandante bulgaro che, ignaro di quanto accaduto in precedenza, si fosse trovato a sostare venerdì sera sulle gradinate del PalaRuffini, avrebbe stentato a credere che la squadra vestita di biancoblù aveva fatto meglio degli avversari in campionato e vinto la prima sfida della serie appena cinque giorni prima. Eppure questo è accaduto e non certo per caso. Nell’ultima partita la Centrale ha fatto in alcuni frangenti il contrario di quello che serviva per vincere, passeggiando anziché correre e subendo così la maggiore fisicità degli avversari. Si tratta ora di capire – e lo scopriremo oggi alle 18 (diretta su Sky Sport Plus, canale 204 e Radio Brescia; aggiornamenti in tempo reale su www.giornale-dibrescia.it) – se la prova di venerdì è stato un episodio più o meno fortuito, oppure riflette l’attuale condizione, fisica e mentale, della Centrale. Il riscatto di Fernandez. Noi fatichiamo a pensare che Brescia possa ripetere una gara così farraginosa in attacco, conseguenza anche della serata incolore di Fernandez, rimasto in campo la miseria di 13 minuti in seguito alla severità (all’accanimento?) della terna arbitrale. Ma se già il play smazzasse la sua solita mezza dozzina di assist e la squadra riuscisse a giocare di più in transizione, gara-4 potrebbe quantomeno creare un minimo di apprensione in una Manital che non riusciamo a vedere così autorevole. «È una sfida senza domani -osserva coach Diana – nella quale è necessario mettere in campo ogni più riposta energia, fisica come nervosa. Il nostro obiettivo è giocare la mi-gliorpartitapossibile per tornare a Brescia a disputare gara-5. Voglio vedere facce positive, tanta voglia di aggredire gli avversari e concretezza. Ma per vincere, oltre a saper sfruttare i buoni tiri che comunque abbiamo costruito anche venerdì, dovremo fare di più a rimbalzo, per poter giocare in contropiede e trovare così quella fiducia che innesca il circolo virtuoso che aiuta poi a difendere meglio. In questo campionato abbiamo spesso vinto con queste armi, oltre che con il cuore, ed è giunto il momento di sfoderarle».

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Promossa soltanto un anno fa in Gold, conquistati in extremis i play off, partita dall’ottava la Fortitudo Agrigento è la prima finalista. Un’autentica sorpresa, maturata però con un’autorevolezza che non lascia spazio a dubbi sulla legittimità della sua candidatura al massimo campionato di basket. La squadra di Ciani ha infatti eliminato nei quarti Verona, dominatrice dalla regular sea-son, grazie a tre vittorie consecutive conquistate dopo la sconfitta all’esordio al PalaO-limpia e ieri ha ripetuto il 3-1 ai danni di Casale in una semifi- nale che aveva già imboccato una precisa direzione con i due successi ottenuti nell’impianto del Monferrato. I piemontesi, dopo aver scongiurato l’eliminazione giovedì violando a loro volta il Pa-laMoncada, nulla hanno potuto ieri, al termine di un confronto equilibrato, che a quattro minuti dalla sirena vedeva i padroni di casa condurre 64-62. A quel punto però Agrigento ha piazzato un 9-2 che ha deciso incontro e qualificazione: De Laurentiis da sotto, Piazza da 3 punti e Saccaggi in contropiede i protagonisti del 71-64 tramutatosi nell’80-72 finale in virtù della sequenza di tiri liberi che ha caratterizzato l’ultimo minuto di gioco. I siciliani avevano allungato con decisione una prima volta nel secondo quarto, portandosi sul 26-16 al 12′, ma Casale era prontamente rientrata (33-32 quattro minuti più tardi) e da lì la gara si è dipanata sul filo dell’equilibrio. Protagonista assoluto dell’incontro è stato il minuscolo play Alessandro Piazza, autore di 29 punti con 5/8 nelle «bombe» e 10/10 dalla lunetta, cui ha aggiunto 6 assist. Sul fronte opposto 25 per Blizzard, con 6/8 dall’arco.

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