Bresciaoggi – Centrale con la batteria scarica, adesso serve una vera impresa

23 maggio 2015

C´era una volta una Leonessa che ruggiva, graffiava e vinceva. C´era una volta, ma adesso non c´è più. O almeno non c´è stata ieri sera al PalaRuffini, campo di battaglia di una Manital che ha inflitto una severissima lezione al team bresciano, in partita per poco più di dieci minuti e poi scomparso sotto l´onda d´urto della forza gialloblù. Che la Pms Torino sia più forte della Centrale del latte non serve il genio del basket per intuirlo: e tre gare sono state più che sufficienti per certificarlo. Certo è che nella gara più importante dell´intera stagione, ci si aspetterebbe un Brescia quanto meno battagliero, intraprendente, certo diverso da quello molle e sterile che è sceso in campo sul parquet torinese. La Manital adesso è in vantaggio per 2-1 e difficilmente domani sera non chiuderà il conto.
QUINTETTO iniziale scontato per coach Andrea Diana, che spedisce in campo Fernandez, Loschi, Nelson, Brownlee e Cittadini. Importante invece la defezione con cui deve fare i conti Luca Bechi che non dispone del suo capitano Guido Rosselli, fermo ai box per la contrattura muscolare rimediata l´altra sera al San Filippo e così con Giachetti, Lewis, Mancinelli e Fantoni trova posto fra i cinque che cominciano la gara anche l´ex Centrale del latte Lollo Gergati.
Pronti via ed a differenza delle prime due gare giocate a Brescia non esplode alcun fuoco artificiale. Entrambe le squadre sparano a salve, anche se a sbloccarsi per prima, dopo centoventi secondi dal via è Torino, che con Mancinelli vola sul 5-0. Brescia difende forte, ma il primo canestro arriva solo dopo quattro minuti con Alessandro Cittadini che sfrutta un buon passaggio di capitan Loschi. Il primo periodo si chiude con i piemontesi in vantaggio sul 20-a 15, con Brescia che qualche cosa di buono lo combina in difesa, mentre sulla fase offensiva è meglio stendere un velo pietoso.
Fernandez commette più falli (3) che punti (0), ma anche Passera non è che combini molto di più. Dalla lunga distanza, a parte un tiro estemporaneo di Alibegovic, nessuno fra i bresciani riesce ad essere incisivo e così il pallino del gioco rimane sempre in mano agli avversari.
TORINO è la solita auto di lusso, ma questa volta non mette il turbo, e così sarebbe sufficiente una Centrale appena decente per tenere il passo degli avversari. Invece Loschi e compagni sembrano guidare una bagnarola pronta per lo sfasciacarrozze ed è una vera fortuna che al termine del primo tempo la Manital sia avanti solo di 12 punti (31-43). Fernandez nel frattempo era finito in panchina al 18´ perché gravato di 4 falli e la solita partita degli ultimi tempi: tanto fumo, poco arrosto.
E sperare che Torino, squadra sontuosa, in forma ed in grado di giocare quella pallacanestro efficacissima che aveva dimostrato di poter esibire nelle prime due gare giocate al San Filippo, continuasse a gigioneggiare e non affondare i colpi contro l´inerme Leonessa, era pura utopia. Alla ripresa delle ostilità dopo la pausa lunga, la Manital schiera in campo anche un Rosselli non al meglio ed inserisce il turbo. Torino sale in cattedra, la Centrale del latte si dilegua. L´istantanea ideale della disfatta bresciana la regala Juan Fernandez al 35´, quando in svantaggio di 17 punti (36-53), non contento di essersi fatto sanzionare il suo quinto fallo, si permette pure di protestare tanto vivacemente da farsi fischiare un fallo tecnico.
E´ così la fine per la Centrale del latte che sino alla termine della partita è costretta a subire un avversario che non ha solo vinto: ha stravinto. Domani si replica ancora al PalaRuffini: e se la Leonessa è questa per i ragazzi della presidentessa Graziella Bragaglio le speranze di riportare la serie sotto l´ombra del Cidneo, sono praticamente nulle. E servirà davvero una grandissima impresa.

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4 FERNANDEZ. Un giocatore in balia della propria insicurezza. Inspiegabilmente diventato nelle ultime partite una palla al piede per la Leonessa che invece avrebbe bisogno come l´aria per respirare del suo condottiero.

5.5CITTADINI. Lotta e su questo non ci sono dubbi, ma a differenza di altre volte non riesce mai ad essere efficace. I tre rimbalzi catturati rappresentano il peggior dato stagionale e questo la dice lunga sulla prova del «Citta».

6 ALIBEGOVIC. E´ uno dei meno peggio, ma anche lui nel momento cruciale del match si rende protagonista di un´assenza non giustificata. Arrotonda il tabellino a gara ampiamente chiusa, mentre il suo apporto sarebbe servito parecchi minuti prima .

5 BENEVELLI. Due «tirelli» che vanno a bersaglio li mette, ma nell´economia del match la sua prestazione passa quasi inosservata. E´ meno grigio di altri, ma la negatività dell´intera formazione cittadina ha inghiottito anche colui che aveva quasi deciso con le sue giocate la prima partita al San Filippo.

5.5 LOSCHI. All´inizio potrebbe fare sfracelli perché libero dalla marcatura di Rosselli, ed invece non ne azzecca una. Accomoda il suo tabellino quando Torino è già praticamente a bordo campo per festeggiare il 2-1 e questo non serve per raggiungere la sufficienza.

5.5 PASSERA. Con Fernandez in queste pessime condizioni di forma servirebbe un sostituto che in qualche modo possa incidere sulla sfida ed invece anche «Marchino» influisce pochissimo. In difesa quasi mai mette la museruola a Giachetti ed attacco sbaglia una miriade di tiri.

6.5 BROWNLEE. E´ il meno peggio dei suo i. E´ il miglior realizzatore (17) ed il miglior rimbalzista (8) della Centrale, ma la pallacanestro spettacolare che seppe sciorinare in gara-1 era di ben altro spessore. Triste anche lui, come il resto della squadra e l´impressione è che 48 ore non saranno sufficienti per rianimare lui e la Leonessa.

5 NELSON. Se un tiratore fa 2/9 al tiro non può pretendere di meritarsi la sufficienza. E Se si somma il fatto che almeno in tre occasioni ha fatto imbestialire persino una persona generalmente tranquilla come Andrea Diana per gli errori commessi, la sua gara diventa pesantemente insufficiente.F.D.

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Peggio di così non poteva proprio andare per la Centrale del Latte vista in campo ieri sera al PalaRuffini con contro una Pms Torino concreta ed affamata. L´esatto contrario di una Leonessa inguardabile e per lunghissimi tratti completamente in bambola di una Torino che gioca sul velluto.
Aveva predicato rabbia e intensità alla vigilia di gara3 coach Andrea Diana ai suoi ragazzi: e nei primi 15´ è stato accontentato solo nel punteggio (20-15), perché in sala stampa Diana è arrabbiatissimo: «Abbiamo camminato, e nessuno si faccia trarre in inganno dal tabellone non è così che dovevamo interpretare la partita. Comnuque, prima di tutto faccio i complimenti a Torino per la qualità di pallacanestro espresso in tutta la sereie: ci stanno mettendo in seria difficoltà, e per ora stiamo andando al loro ritmo». Le qualità della formazione gialloblù sono da entrambe le parti del parquet: «Bravissimi a chiuderci gli spazi, a metterci fisico e voglia. E noi non stiamo facendo la nostra pallacanestro, è giusto che Torino sia avanti».
ORA GUARDA avanti il coach della Leonessa: «Prima della serie ero sicuro che chi sarebbe riuscito ad esprimere la propria pallacanestro avrebbe avuto in mano la chiave per il successo. E così, puntualmente è stato». Contromisure? «Se vogliamo riaprire la serie deve essere diversa la nostra intensità. Se giochiamo ancora così, ci asfaltano, ma se riusciamo ad aggredirli allora sì che possiamo mettere in difficoltà Torino».
E COME dopo gara2, Diana è sia arrabbiato che deluso: «Deluso dalla mancanza di energia, dal non vivere la partita con entusiasmo: la nostra forza è sempre stata quella. Adesso non lo è più: vedo facce sbagliate, un atteggiamento remissivo; capisco la pressione, ma non è possibile che si finisca sempre la partita con arrabbiature sull´arbitraggio. Non siamo noi, non siamo quelli che hanno giocato tutto il campionato e se non ci presentiamo così, con la nostra voglia di fare bene, non ne usciamo». A Brescia sta mancando l´apporto di Juan Fernandez: «Ma a Juan non è permesso di stare in campo», dichiara il suo coach facendo un riferimento ai signori in grigio, che ieri sera si sono accaniti su alcuni giocatori della Leonessa con falli al limite del regolamento e che hanno complicato la partita di alcuni giocatori chiave come l´argentino e Cittadini. «Anche se a dirla tutta non è la prima volta che cerca falli inutili: da ragazzo perfetto e campione qual è mi aspetto una grande partita da lui. Ha un´etica di lavoro eccezionale e cercherà di portarci a gara5».

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Facce lunghe, sorrisi smorzati: la sconfitta di ieri sera è uno schiaffo a mano aperta alle speranze biancoazzurre. Che adesso si concentrano su gara-4 di domenica (ore 18, palaRuffini di Torino). Per provare a costringere Torino a un´altra trasferta, a ribaltare le ultime due sconfitte. Anche se quella vista ieri sera è sembrata una resa incondizionata.
Capitan Federico Loschi cerca di analizzare con lucidità la sconfitta di ieri sera: «In attacco bisogna avere più pazienza, perché Torino è una squadra fisica in grado di levarci tutte le certezze sulle quali abbiamo basato il nostro gioco fino ad ora». Un dato di fatto: la circolazione di palla non è quella a cui i tifosi della Centrale sono abituati: «Dobbiamo giocare senza timori: così come abbiamo provato a fare nei primi 10. È difficile però, perché ciò che di solito le altre squadre ci concedono, Torino non ce lo permette. Sono estremamente fisici e in difesa si fanno sentire». Domenica partita senza ritorno: vincere per andare allo spareggio di mercoledì sera. Oppure chiudere la stagione. «Ora siamo con le spalle al muro, abbiamo una sola chance: per uscirne vincitori dovremo mantenere l´approccio difensivo e migliorare in attacco. La nostra vittoria passa da questi aspetti». Lorenzo Gergati, il grande ex che ieri ha festeggiato il record dei 110 gettoni in gialloblù (soffiandolo al bresciano Franz Conti) e i 1000 punti segnati, commenta così la partita: «Sono contento per quello che abbiamo riuscendo a imbrigliare Brescia: la serie non è ancora finita, domenica si riprende da 0-0 e Brescia non vorrà farsi eliminare». Se lo augurano i tifosi bresciani che si sono fatti sentire nel frastuono del PalaRuffini: l´impianto che ricorda per forma il vecchio Eib, da sempre tabù per la Leonessa dei canestri, erano presenti in un centinaio. E per domani si stanno organizzando: pullman in partenza domenica dal piazzale del luna park di San Polo alle 14 (per informazioni Daniela: 3388091692).A.BAN.

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