Giornale di Brescia – Centrale, un 48 da cui ripartire per andare a Torino più sereni

19 maggio 2015

Quando i più mattinieri leggeranno queste righe, mancheranno poco più di 12 ore a gara-2 della semifinale play off tra Brescia e Torino e non ne saranno passate ancora 36 della prima sfida, conclusa con un’entusiasmante e preziosissima vittoria della Centrale. Per certi versi è un peccato non potersi coccolare più a lungo un successo colto al termine di una rimonta sensazionale, difficile da immaginare prima ancoraché da realizzare, recuperando 20 punti a una formazione di indubbio valore. E invece stasera alle 20.45 (diretta su Radio Bresciasette, aggiornamenti in tempo reale su www. giornaledibrescia. it) le due squadre ritroveranno al San Filippo, prima che la serie si trasferisca all’ombra della Mole. Cifre significative. Un classico «48 ore» della naja dei miei tempi (un veloce salto a casa, se le distanze lo permettevano), così come 48 è uno dei numeri chiave di gara-1, vale a dire i punti realizzati dalla Centrale nel secondo tempo. Un secondo tempo nel quale i biancoblù hanno trovato vieppiù dimestichezza con il canestro (23 punti nel terzo parziale, 25 nel successivo) mentre gli ospiti la smarrivano, fermandosi a quota 27 (18+9). Ieri abbiamo sottolineato i 7 minuti abbondanti (dal 28’23” al 35 ’32”) trascorsi dagli ospiti senza segnare; a questo dato di per sé significativo – nello stesso periodo la Centrale ha piazzato i 15 punti che le hanno permesso di agguantare gli ospiti -aggiungiamo oggi altre cifre. Se consideriamo i canestri in azione, il black out piemontese inizia con la «bomba» di Mancinelli del 42-59 al 26’47” e termina con il canestro in penetrazione di Giachetti al 37’35” (70-69), incidentalmente il primo dei due dell’ultimo quarto (l’altro è quello di Mancinelli del -2 a 56″ dalla sirena). Dunque quasi 11 minuti, 10’48” per la precisione, nel corso dei quali Torino ha anche conquistato un solo rimbalzo in attacco, l’unico peraltro della sua ripresa. Per finire con gara-1, segnaliamo il saldo passivo tra palle perse e recuperate di 11 degli ospiti, a fronte del-1 della Centrale. Lo scenario. Tutto questo (e altro ancora) si è tradotto nell’1-0, punteggio sul quale stasera Brescia mette nuovamente in palio il vantaggio del campo. Inutile nasconderci però che il quadro psicologico è più favorevole rispetto alla prima vigilia. La Centrale ha verificato con mano che il diavolo non era poi così brutto come lo si dipingeva – e come si è manifestato per 25 minuti – mentre la Manital avrà avuto il suo bel daffare in queste 48 ore per smaltire la delusione e meglio ancora dimenticare come è maturatala sconfitta, per evitare che la storia di gara-1 diventi il suo «tarlone d’Achille». (Con l’occasione ringrazio quanti via mail hanno espresso apprezzamento per l’immagine, che devo peraltro al collega Gep Antonioli). La vigilia di Brescia è invece complicata dal nuovo attacco virale che ha colpito Benevelli, al quale evidentemente gara-1 dei play off non fa un bell’effetto, visto che la stessa situazione si era creata dopo la prima sfida con Trieste. La speranza è che stavolta possa recuperare in tempo, mettendo peraltro in conto che non potrà essere al massimo. «Un successo come quello di domenica è un’iniezione di entusiasmo e fiducia – osserva coach Diana – : quando siamo riusciti a giocare il nostro basket, fatto di energia, cuore e coinvolgimento di tutti, abbiamo rimediato a una situazione complicata. L’intento in questa gara-2 è di farci trovare subito pronti e di esprimerci al meglio per più dei 20 minuti di domenica, evitando certe disattenzioni e imponendo il nostro ritmo. Perché i nostri avversari, se li lasci giocare come prediligono, hanno esperienza, qualità e rotazioni tali da poterci asfaltare.

Franco Bassini

I gialloblù si caricano: «Non rifaremo certi errori»

C’è un misto di rammarico ed incredulità in casa Manital Torino per una sconfitta che, alla luce di quanto accaduto per più di metà gara-1, era francamente impronosticabile. Alzi la mano chi avrebbe creduto all’epilogo che poi si è consumato dopo aver visto la padronanza dei piemontesi nella prima parte del primo round con Brescia…A fotografare chiaramente lo stato d’animo dei gialloblù è il play maker Jacopo Giacchetti, che cerca di analizzare un ko che potrebbe avere pesanti ripercussioni a livello psicologico nel gruppo piemontese. «Abbiamo controllato la gara per tre quarti esprimendoci su ottimi livelli – spiega il trentunenne prodotto del vivaio livornese play Giachetti: poi probabilmente abbiamo commesso l’errore di abbassare troppo i ritmi di gioco e Brescia ci ha punito con quella grande reazione. C’è tanta amarezza perché avevamo la grande occasione di indirizzare subito la serie dalla nostra parte». L’ex regista di Roma e Milano non è stato un fattore nel match (10 punti in 31 minuti, ma 2/8 al tiro con 0/4 dall’arco dei 6.75 mt), come invece era accaduto al San Filippo durante la regular season, quando chiuse la gara, vinta comunque da Brescia 98-96 in overtime, con 29 punti all’attivo. Altri grandi calibri della Bechi’s band sono mancati nei momenti topici (Fantoni e Lewis giusto per citarne alcuni), ma secondo Giacchetti la prova globale della squadra non è assolutamente da buttare. «Abbiamo dimostrato di potercela giocare alla pari con Brescia, che in casa ha sempre dato grandi dimostrazioni di forza. Anche quando i nostri avversari hanno iniziato a recuperare – prosegue il play – siamo riusciti lo stesso a creare delle buone soluzioni a livello offensivo. Il problema è stato che gli stessi tiri che nel primo tempo andavano sistematicamente a bersaglio nella seconda parte sono usciti». Nastro da riavvolgere. Questo frutto anche della maggiore intensità difensiva di Brescia, che nella ripresa ha cambiato pelle, tornando ad essere quel rullo compressore più volte ammirato nel corso della stagione. «Certamente l’atteggiamento della Centrale tra il primo e il secondo tempo è cambiato radicalmente. Adesso però è tempo di cancellare tutto quello che è stato fatto, nel bene e nel male, e recuperare le energie fìsiche e nervose. Abbiamo dimostrato di poter dire la nostra in questa serie ed è quello che vogliamo continuare a fare anche in gara-2». Cose da non rifare. Tra chi certamente sulla sconfitta di ara-1 non ha dormitom, c’è il coach di Torino Luca Bechi che sa benissimo cosa non vuol rivedere da parte dei suoi. «Dovremo giocare allo stesso livello per tutti i 40 minuti. Non dobbiamo e non possiamo permettere a Brescia – dice il coach – di restare aggrappati alla partita altrimenti il rischio è quello che si ripeta quanto accaduto in gara-1. E non deve succedere. Il fattore San Filippo? È un palazzetto che ribolle d’entusiasmo. Naturalmente dovremo essere bravi anche a contenere questo aspetto».

Simone Rizzolo

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