Bresciaoggi – Una Centrale «esplosiva» accende il sogno: è già 2-0

7 maggio 2015

Pazza, pazza Leonessa. Insegue per tutta la gara Trieste, la raggiunge nel finale, si fa superare a 8 secondi dalla fine e poi l’azzanna alla gola con un tiro straordinario insaccato dal solito Brownlee, che ancora una volta si ritaglia il ruolo del giustiziere. Mancano un centinaio di spettatori per fare il tutto esaurito, ma il colpo d’occhio che regala l’onda blu bresciana è un capolavoro di rara bellezza. E quando Brownlee realizza, a un secondo dalla fine, il tiro che regala a Brescia la soffertissima vittoria che la porta sul 2-0, la fiumana di gente bresciana entra quasi in campo per abbracciare i propri beniamini. Una vittoria sofferta, un’affermazione giunta a un soffio dalla sirena finale, ma è un successo che regala a Brescia tre match point consecutivi, anche se i primi due saranno disputati sul campo giuliano. Brescia è costretta a subire le pene dell’inferno in 40 minuti di assoluta passione agonistica. Un po’ per demerito proprio, in parte perché Benevelli è out per un guaio fisico, ma soprattutto perché la Pallacanestro Trieste gioca una grande partita e non meriterebbe di perdere. Ma il Dio del basket decide, che dopo tanto penare, prima Alibegovic e poi sua maestà Brownlee mettano a segno le due «bombe» che piegano definitivamente una degnissima rivale. Quintetti invariati rispetto alla gara di domenica e così la Centrale si presenta alla palla a due con Fernandez, Alibegovic, Loschi, Brownlee e Cittadini, mentre Eugenio Dalmasson, coach giuliano, oppone Grayson, Tonut, Carra, Hol-lowayeCandussi. Bellissimo l’inizio di partita. Trieste sa di dover partire forte per non correre il rischio di uscire subito dall’incontro. Come due prima, Brescia è co- stretta a subire le «mani addosso» della difesa ospite. Il mancino Carra mette subito due triple, Alibegovic lo imita, ma dopo il 12-12 del 4′, l’inerzia del match passa nelle mani della compagine giuliana che vola anche sul 24-12 dopo un break di 10-0. Sul finire del periodo la Centrale recupera qualcosa, ma sono i biancorossi di Eugenio Dalmasson a chiudere avanti i primi 10 minuti sul 28-22. La differenza sta ovviamente nella maggior precisione al tiro dimostrata da Trieste, ma pure nella grande difesa esercitata su una Leonessa non altrettanto efficace sugli avversari. Dopo il primo mini intervallo la musica cambia. I biancorossi abbassano la media di realizzazione, la Centrale prova a essere più aggressiva e il match torna più equilibrato anche se perla parità occorre attendere sino al 20′, quando Fernandez insacca i due tiri liberi del 40-40. Ancora Carra punisce il Basket Brescia con una tripla allo scadere del primo tempo ed è Trieste ad andare negli spogliatoi per il riposo avanti con merito sul 43-40. Nella ripresa, dopo aver sudato le proverbiali sette camicie, la Leonessa non si fa più staccare. Trieste si fa preferire per gioco e intraprendenza, ma Alessandro Cittadini decide di giocare una delle migliori partite della stagione e così Brescia rimane sul pezzo sino alla fine. Il figlio d’arte Stefano Tonut si ricorda di essere uno dei migliori realizzatori del campionato e così dopo una gara-1 in ombra, stavolta fa malissimo alla difesa bresciana. Sono suoi i due tiri da tre punti (di tabella! !) che consentono aTrieste di chiudere in vantaggio anche il terzo periodo (58-61). La Centrale non chiude subito il gap e dopo il quinto fallo di un Loschi abbastanza in ombra, Candussi e Holloway regalano l’ultimo consistente vantaggio alla loro squadra (65-72 al 37). Passera, Fernandez e Cittadini pareggiano sul 72-72, ancora Candussi e Holloway segnano i tre punti che valgono il 75-72 esterno e poi, dopo un tiro libero di Fernandez, Alibegovc realizza l’incredibile «bomba» che permette a Brescia di rimettere il naso avanti sul 76-75. Non è finita. Stefano Tonut dalla lunetta non sbaglia i due tiri liberi a disposizione (77-76), ma sfortunatamente per la sua squadra, mancano ancora 8 secondi. Non è un’eternità ma sono sufficienti a Fernandez per imbastire l’ultima azione offensiva che gli permette di pescare libero sul perimetro Justin Brownlee. Parabola altissima, tiro morbidissimo che entra nella retina triestina come un fendente mortale. Brescia vince, Trieste si dispera per la ghiotta occasione persa. Venerdì sera la serie continua, ma stavolta si trasloca. E per la Centrale è il primo match point.

Folco Donati

 

Le pagelle

7,5 C FERNANDEZ. Non è ancora il “lobito” dei tempi migliori, ma a differenza della gara disputata domenica sera, mostra più intraprendenza e si indispettisce meno per la marcatura asfissiante che Dalmasson ordina ai suoi mastini. Fondamentale la «tripla» che riavvicina la Leonessa sul 70-72 e delizioso l’assist al bacio che regala a Brownlee per il tiro della vittoria. Insomma, nei momenti che contano ce e si fa sentire.

9 CITTADINI. In gara – l era stato solo bravo, ieri sera nel secondo incontro è stato straordinario. Un gladiatore delle aree pitturate, non è molto tutelato dalla terna arbitrale, ma le prende e le dà senza troppe lamentele. Porta a scuola il ragazzino Candussi e non si fa intimorire quando gli tocca il muscolare Holloway. E’ il miglior realizzatore dell’incontro con i suoi 22 punti e il miglior rimbalzista con 12 palloni recuperati. Serve ancora qualcosa per essere nominato il migliore della partita? L’importante è che non si fermi qui.

8 ALIBEGOVIC Primo quarto da urlo dove fra i bresciani segna solo lui, poi un poco di sosta, ma alla fine esce alla grande. La «bomba» che vale il sorpasso sul 76-75, con tanto di fìnta per far saltare l’avversario è di rara bellezza e di totale efficacia. Prestazione assolutamente da incorniciare, con giocate decisive nei momenti topici di un incontro in salita per la Centrale del latte Brescia.

5,5 LOSCHI. Questa volta, nonostante la Leonessa abbia vinto, la sufficienza non la becca. Impegno encomiabile come sempre, ma tanti tiri sbagliati e qualche pasticcio di troppo. Alla fine, però, esulta a buon diritto per questa importante vittoria.

7 PASSERA Non è ancora al top della forma, anzi il problema al gomito in settimana si era aggravato, ma quando coach Andrea Diana lo chiama a dar man forte al reparto degli esterni, il suo lo fa. Fallisce qualche tiro, ma è lucido in regia ed è decisivo nelle ultime azioni del match.

9 BROWNLEE Si divide la palma del migliore in campo con Alessandro Cittadini solo perché il missile che lancia verso la retina triestina colpisce il bersaglio e regala a Brescia la vittoria. Ovvio che è sufficiente per ritagliarsi il primo posto nella hit dei più bravi, ma a differenza di gara-I, l’uomo della Georgia non aveva giocato con una grande continuità Però quel tiro da 3 punti a 1″43 dalla sirena gli vale la votazione più alta della serata.

7 NELSON. Finalmente una gara da semiprotagonista per il secondo americano della Centrale del latte Brescia. L’infortunio al dito anulare della mano destra si sta lentamente attenuando e così la guardia ha potuto dare il suo prezioso contributo. Pasticcia un po’ con la palla in due tre occasioni, ma la sua partita è ben oltre la sufficienza

6,5 TOMASELLO. Non c’è ” J Andrea Benevelli, fermato in extremis da problemi fisici, e scalando da quarto a terzo lungo, coach Andrea Diana lo schiera presto nella partita. Lotta, conquista spazio sotto canestro e cattura pure tre preziosissimi rimbalzi. Dalla lunetta insacca tre dei quattro liberi a sua disposizione, premiando in questo modo la fiducia del suo allenatore.

F.D.

«Una vittoria così è fondamentale: non abbiamo mai mollato»

1″43 dalla fine: l’esplosione del San Filippo sulla tripla che regala il 2-0 nella serie per la Leonessa fa letteralmente impazzire e schizzare in piedi tutto il pubblico del palasport di via Bazoli. Incredulo, dopo una sofferenza di 40′: la festa porta all’invasione dei supporters biancazzurri con la squadra che corre da una parte all’altra del parquet, quasi impazzita. Scene di festa con coach Diana a esultare sotto la sua curva: «Vincere così fa bene, non era importante vincere di 10, ma arrivare un punto oltre ai nostri avversari». Vittoria che vale tantissimo: «Andare sul 2-0 era fondamentale. Purtroppo siamo stati troppo rilassati in difesa, nel primo quarto e questo ha permesso a Trieste di trovare le spaziature giuste e la fiducia necessaria per metterci in difficoltà. Ma siamo stati bravi a restare in partita, senza mollare mai: abbiamo gestito molto bene il finale, siamo andati dove volevamo». E questa vittoria vale doppio a livello mentale, e non solo per il 2-0 e per i 3 match point in mano alla Leonessa: le energie spese sono più facili da recuperare con la consapevolezza di quanto fatto. E adesso si pensa già a venerdì sera: «A Trieste sarà molto più difficile: di fronte al pubblico del PalaRubini con i suoi 5000 tifosi, vedremo il nostro vero valore». In un San Filippo non pienissimo ma sempre ribollente di tifo esulta anche Matteo Bonetti: «Semplicemente fantastici. Riusciamo ad andare oltre alla sfortuna, agli infortuni. Un cuore immenso quello di questi ragazzi». Il patron della Leonessa ha anche parole di stima per Trieste: «Giocare gara 1 e gara 2 come hanno fatto loro, non è da tutti. Ci hanno fatto impazzire: complimenti a loro». In parterre al fianco della presidente Bragaglio c’è Luca Saleri: in panchina per Trieste c’è il suo ex condottiero Eugenio Dalmasson e forse la passione per la palla a spicchi non è del tutto assopita nel cuore dell’ex presidente della Sil Lumezzane, che ha a lungo applaudito la squadra bresciana dopo la quarta sirena. Intervallo (sempre) di festa: la società omaggiale glorie della Cidneo Marco Solfrini e Ario Costa ritirando le canotte numero 13 e 14 davanti agli occhi di Carlton Myers, ospite d’onore della serata. Male glorie di ieri sera sono quelle che hanno giocato sul parquet del San Filippo. Alibegovic è esausto alla quarta sirena: «Bellissimo, veramente. Non potevo che sognarmela una vittoria del genere. E io sono friulano, ci tengo a far bene. Personalmente devo fare anch’io i complimenti a Trieste: ha giocato una partita tostissima, non ci ha concesso nulla. A maggior ragione la nostra è una grande vittoria». E per ora in questi playoff ci è riuscito il figlio d’arte. Segnando meno (14) del diretto avversario Stefano Tonut (22) ma portandosi nella sfida diretta sul doppio vantaggio che mette in discesa la strada verso le semifinali: «Stiamo calmi: l’obiettivo è quello di passare il turno: e a Trieste faremo l’impossibile». Anche capitan Federico Loschi, uscito per cinque falli a metà ultimo quarto, esulta: «Abbiamo dimostrato grande carattere: con Nelson ancora non al meglio senza Benevelli e con me fuori a 5′ dalla fine, abbiamo dimostrato la nostra forza mentale. Non si molla, mai».

Alberto Banzola

 Il fattore campo sfruttato appieno
Ora serve il colpo La Centrale del latte ha sfruttato appieno il fattore campo. Non era facile, ma la squadra di coach Andrea Diana si è portata sul 2-0. E venerdì sera, vincendo gara-3 a Trieste, si garantirebbe il passaggio alle semifinali.
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