Giornale di Brescia – Centrale Brescia, battere il ferro (e Trieste) finché è ancora caldo

5 maggio 2015

Battere il ferro finché è caldo. A 48 ore del positivo debutto nei play off con Trieste, la Centrale torna stasera alle 20.45alSanFilippo (diretta su Radio Bresciasette, aggiornamenti in tempo reale su www.giornaledibrescia) per gara-2 dei quarti di finale con qualche certezza in più rispetto alla prima vigilia. Le indicazioni di Diana. «I ragazzi hanno dimostrato di essere pronti – conviene Andrea Diana – confermando quanto fatto di buono nelle due settimane di allenamenti che hanno preceduto l’incontro. Questo mi rende ancora più fiducioso, perché la verifica del campo è sempre importante». Battere il ferro significa battere Trieste, la cui solidità e durezza sono in linea con… il proverbio. «Se è per questo mi aspetto un’avversaria ancora più agguerrita, animata dallo stesso spirito visto a Ferrara. D’altronde per loro è quasi una partita da dentro o fuori. Questo significa che ci metteranno ancor di più le mani addosso e noi dovremo essere bravi a giocare di squadra, passare la palla prima di essere raddoppiati e limitare il numero di palloni persi (17, ndr). Trieste è bravissima a sfruttare i recuperi per distendersi in contropiede e trovare fiducia. I loro break sono nati così e su questo dobbiamo migliorare. L’altro aspetto rilevante, legato al precedente, è che la mia squadra non si deve demoralizzare se subisce due canestri consecutivamente». Le condizioni fisiche. Nel novero delle indicazioni positive fornite da gara-1 figurano anche le condizioni degli infortunati-acciaccati-convalescenti, categoria alla quale si è suo malgrado iscritta metà Centrale. «Contiamo di fare passi avanti anche sotto il profilo del recupero -osservaDiana-. Nelson ad esempio dice che sta bene e scalpita per giocare, ma ha ripreso in mano la palla soltanto sabato. In gara-1 l’ho schierato una manciata di minuti nel secondo quarto giusto per fargli ritrovare un minimo di confidenza con la partita, in vista di un inserimento graduale. Brownlee sta abbastanza meglio: i crampi che ha accusato sono riconducibili al caldo. Gli altri sanno di dover convivere con i loro fastidi». Detto che se non avessimo saputo dei malanni di Passera (gomito) e Benevelli (schiena)mai li avremmo immaginati, la prova di Fernandez sembra invece aver risentito delle imperfette condizioni fisiche. «È dipeso anche dalla scelta di Trieste di pressare molto sugli esterni. Juan è comunque stato bravo a coinvolgere i compagni: per me non è un problema se segna poco, ma serve otto assist». Realismo e orgoglio. Eugenio Dalmasson è realista ma più che mai combattivo:«La partita di domenica ha confermato che la qualità di Brescia è superiore alla nostra. Confermato, perché la regular season aveva già parlato chiaro. Per poter vincere noi dobbiamo esprimerci al massimo, sperando che la Centrale non faccia altrettanto. Dalla loro parte domenica c’è stata anche la grande voglia di iniziare i play off, oltre che l’esperienza di alcuni giocatori. Il nostro obiettivo minimo in gara- 2 è restare in partita fino all’ultimo secondo.E poi penseremo a venerdì. Perché Trieste è come un pugile che non ha il pugno del ko, a differenza di Brescia, e quindi lavora ai fianchi l’avversario con l’intento di fiaccarlo». L’ultima battuta è per il pubblico bresciano. «Di grande qualità, oltre che caloroso,come ha dimostrato l’applauso alla schiacciata di Holloway a gara aperta. Complimenti».

Solfrini e Costa al San Filippo per il ritiro delle maglie 13 e 14

Dal ’77 all’82 hanno indossato gli stessi colori, con lo stesso allenatore Riccardo Sales e lo stesso presidente, Mario Pedrazzini, ai quali andrebbe intitolato il palazzetto Eib, quando sarà restituito al basket. Marco Solfrini con la maglia numero 13 prima della Pinti Inox e poi della Cidneo e Ario Costa con il 14 hanno fattivamente contribuito al periodo aureo della pallacanestro nella nostra città, prima di spiccare il volo l’uno verso Roma e l’altro verso Pesaro, dove entrambi vinceranno lo scudetto. Questa sera l’attuale società, nella quale entrambi hanno ricoperto cariche dirigenziali, ritirerà le loro maglie, in una breve cerimonia che regalerà ai due campioni l’applauso del San Filippo, manifestazione e simbolo dell’apprezzamento e dell’affetto di tutti coloro che portano il biancoblù nel cuore. L’appuntamento con «i migliori anni della nostra vita» da tifosi (ma «il meglio deve ancora venire») è questa sera nell’intervallo di Centrale-Trieste.

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