Bresciaoggi – Per la Centrale del Latte comincia un’altra storia

21 aprile 2015

Voltare pagina: questo il diktat in casa Centrale del Latte per lasciarsi alle spalle sia l’ultimo scorcio di stagione vissuto tra alti e bassi (come dimostrano le cinque sconfitte di fila in trasferta) sia quanto di buono fatto nella stagione regolare, perché da adesso in poi non conterà più e nei play-off si azzera tutto. Brescia chiude seconda, ma con una sconfitta casalinga che toglie l’imbattibilità interna nel 2015 (il precedente ko interno il 19 novembre contro Verona): «Non abbiamo avuto un buon approccio nei primi due quarti soprattutto a livello di mentalità difensiva -commenta il patron Matteo Bonetti -. Eravamo troppo molli, subivamo troppe situazioni di isolamento e questo ha portato Trapani a fare canestri facili. Poi c’è stata una bella reazione perché dopo essere stati sotto anche di 13, abbiamo chiuso il terzo periodo avanti di sei punti, e forse abbiamo fatto l’errore di considerare a questo punto la partita già chiusa. Ci sono però delle attenuanti generiche, dato che eravamo praticamente senza tre giocatori: Nelson e Passera neanche a disposizione e Brownlee che veniva da una crisi asmatica pesantissima, e dobbiamo ringraziare la dottoressa Cinzia Tosoni se abbiamo potuto schierarlo». E’ sotto gli occhi di tutti però il calo fisico e mentale accusato negli ultimi due mesi: «I mesi di marzo e aprile sono coincisi con infortuni che ci hanno costretti a giocare spesso in emergenza e in un periodo dove è capitato anche che passassero tre settimane tra una partita e l’altra, complice le partite in calendario con Veroli e Forlì non disputate. Questo ha anche inciso negli infortuni muscolari, perché i giocatori hanno perso il ritmo fisiologico al quale erano solitamente abituati. Fernandez è uno di quelli che ha sofferto di più in questo periodo, perché tra partite non disputate ed infortuni è stato fuori quasi un mese e mezzo». Bisogna dunque pensare positivo: «Io penso che questa squadra abbia dei valori morali molto alti. Sicuramente un calo mentale c’è stato ma ormai giriamo pagina e con i play-off comincia un altro campionato e dove si giocherà in tutt’altro modo. Penso a Trieste che ha giocato una partita e un supplementare domenica a Ferentino e sarà già in campo tra due giorni. Le partite saranno ravvicinate e noi dobbiamo ritrovare soprattutto le energie mentali». E visto il secondo posto, c’è un fattore campo da far fruttare: «In questo momento abbiamo bisogno dei nostri tifosi, vogliamo un’onda blu che non molla un secondo, perché sappiamo cosa vuol dire quando il San Filippo si accende. Le grandi imprese si fanno tutti insieme. I tifosi devono diventare il sesto uomo in campo». E dal San Filippo si riparte il 3 maggio, aspettando una tra Trieste e Ferrara: «Trieste ha fatto un miracolo sportivo; e Ferrara l’ho vista già quattro volte quest’anno, ed è la più forte della Silver. Con Martelossi hanno praticamente sempre vinto. Sarà una serie molto aperta».

Claudio Canini

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