Bresciaoggi – La Centrale ritorna a ruggire e si scopre di nuovo sul trono

1 marzo 2015

Ennesimo capolavoro di una stagione che non finisce di regalare gioie: la Centrale del Latte batte anche Ferentino (93-87), mantiene il primo posto in attesa dello scontro di Biella tra i padroni di casa e Verona e si gode la certezza di avere un posto tra le prime 4 classificate di questa stagione, che equivale ad avere il fattore campo a favore. Partita male, Brescia ha avuto una volta di più la capacità di reagire, di cambiare faccia e chiudere una partita che vale tantissimo, visto il calendario accidentato delle prossime giornate. È la vittoria di Fernandez, di Benevelli, di Cittadini, ma soprattutto è la vittoria di Andrea Diana, il coach della Leonessa: letture perfette, capacità di entrare nelle pieghe di una serata difficile e di dare a livello mentale la scossa giusta, rischiando il giusto e venendo ripagato con moneta sonante. Sono 2 punti, ma valgono molto di più. Spianano la strada verso la via Emilia con un sorriso a 32 denti da parte di una squadra che forse riaffronterà ancora Ferentino in riva all’Adriatico: anche mentalmente questa vittoria ha un valore più che simbolico, se ciò dovesse accadere. Alla contesa per Brescia parte lo starting five classico con Fernandez, Nelson, Loschi, Brownlee e Cittadini, a cui Ferentino risponde con Starks, Bucci, Thomas, Ghersetti, Biligha. Brescia parte malissimo (2-10): in attacco la Centrale del latte è imbrigliata dalla buona difesa di Ferentino, che dall’altra parte del parquet non sbaglia nulla. Capitan Loschi suona la carica (9-14), ma è dietro che Brescia ha problemi seri: Andrea Diana, scontento della difesa nel pitturato, chiama timeout (11-18). Dal minuto però non ottiene granché la Leonessa, colpita dall’ex di turno Ghersetti (17-26). Il rientro in campo coincide con il primo tentativo di rimonta (22-26), con Alibegovic sugli scudi. Ma Ferentino in 60″ ricostruisce il + 9 (22-31) grazie a un gioco da 3 punti di Allodi. Le seconde linee della Centrale suonano la carica: la coppia Alibegovic (2+1) e Benevelli riporta Brescia a -4 (27-31) e i biancoazzurri sembrerebbero in grado di riprendere gli amaranto (31-34), ma una mancata chiamata su un’ infrazione di passi di Thomas manda su tutte le furie Andrea Diana, che viene punito con un fallo tecnico per proteste: Ferentino vola così a + 9 (31-40). È la scossa, e la squadra risponde: in meno di 3′ arriva un devastante break di 11-1 finalizzato dalla tripla di uno scatenato Fernandez (42-41). La chiusura è equilibratissima: 46-46. Dopo lo show dei «Da Move» in campo c’è quello della Centrale (53-48) : Benevelli e Fernandez fanno gli americani mentre le polveri dei giocatori ospiti da 3 sono bagnate dopo il 5/7 dei primi 20′. Brescia scappa sul + 8 (60-52) con un Fernandez inarrestabile. Con la partita in pugno, la Leonessa si specchia un po’ troppo in se stessa venendo punita da una Ferentino mai doma: alla terza sirena è +5 (64-59), con il rammarico per Brescia di aver sprecato qualche pallone di troppo. E gli amaranto riemergono definitivamente (65-65) trovando con Bucci (73-75) il primo sorpasso: è un testa a testa incredibile quello a cui si assiste, con la Leonessa che rimette in campo Cittadini nel momento topico. Sull’asse Fernandez-Cittadini la Leonessa trova i presupposti per la vittoria (ufficiale) numero 17: il sigillo è il 30° punto di Fernandez (89-83). Brescia torna a ruggire.

Alberto Banzola

Diana inizia una nuova caccia: «e adesso la coppa Italia»

Brescia, al termine di una grande battaglia, ha la meglio su Ferentino e si prende anche la differenza canestri che ormai la rende impossibile da raggiungere per i ciociari. E 93-87 finale dà soddisfazione ad Andrea Diana: «Questa è una grande vittoria – assicura il coach della Centrale del latte -, perchè arrivando verso la fine del campionato, la pressione diventa maggiore e i due punti contano molto di più. Oltretutto, ribaltando anche la differenza canestri, almeno un piede nelle prime quattro posizioni l’abbiamo messo: questo è già un grandissimo risultato». Ferentino si è dimostrato l’osso duro che tutti si attendevano: «È stato molto bravo e mi aspettavo giocasse una partita gagliarda. Era reduce da una sconfitta in casa e sapevo che sarebbe arrivato con il coltello tra i denti». La Leonessa è sempre più una fàbbrica di canestri e con protagonisti sempre diversi: pensare di aver fatto 93 punti e solo 9 arrivati dagli americani la dice tutta: «Noi non dipendiamo da nessun giocatore, dipendiamo invece da tutti – replica con orgoglio Diana -. È gratificante vedere Nelson che ancora non aveva segnato e invece di forzare o cercare atutti i costi di entrare nel tabellino, si metteva al servizio della squadra. Con questa mentalità possiamo fare bene».  Mai piace agli allenatori parlare dei singoli, ma la prova di Fernandez merita una citazione: «È stato bravissimo ad attaccare uno contro uno e anche noi eravamo più pronti a sfidare Ferentino, anche perché la nostra preparazione fisica ora si avvicina al top: all’andata eravamo reduci da partite ravvicinate». Tra sei giorni c’è di nuovo Ferentino a Rimini, in Coppa Italia: «Ancora non sapremo se la affronteremo nella semifinale di sabato, potrebbe toccarci Treviso. Ci interessava arrivare pronti a questo appuntamento: una vittoria così ci pone senz’altro nelle migliori condizioni». Chi mastica amaro, e non le manda a dire, è invece Franco Gramenzi, che lamenta, a suo dire, un arbitraggio troppo casalingo: «Ritengo che giocare a Brescia sia quasi impossibile – comincia cosi il coach del Ferentino -. Se Brescia gioca mettendo le mani addosso e va in bonus solo all’ultimo minuto vuol dire che qualcosa non mi torna. Il metro arbitrale deve essere uguale, altrimenti in casa Brescia vincerà sempre. Era già successo nel match che Brescia aveva vinto con Torino e Casale Monferrato». Qualche errore l’avrà pur commesso la sua squadra… «Sul + 2 abbiamo preso una tripla di Fernandez perché non abbiamo cambiato su un blocco chiaro che non è il nostro unico errore».

Claudio Canini

Bonetti, Sogno da realizzare: «voglio l’Europa: avanti»

Si chiude con il coro «tutti a Rimini» e tra l’entusiasmo dei tifosi c’è anche quello di Matteo Bonetti: «Siamo veramente contenti – premette il patron della Centrale -. Per l’ennesima volta, dopo una settimana piena di problemi per giocatori importanti come Nelson, Brownlee e Benevelli, in campo i ragazzi hanno risposto da grande squadra, con il solito cuore immenso». Brescia ora si gioca non solo la Coppa Italia ma anche l’approdo in Europa, un sogno che si potrebbe realizzare prevalendo nella «Final six» di Rimini: «Se vinciamo la Coppa Italia, impazzisco! – esclama Bonetti -. È veramente il mio sogno cercare di portare questa squadra in Europa». Juan Fernandez: monumentale con i suoi trenta punti a referto Tra i protagonisti di serata, colui che viene definito da molti, il miglior play del campionato, Juan Fernandez, che ha chiuso con 30 punti, 8 rimbalzi e 5 assist: «È’ stata una partita dura come ci aspettavamo. Ferentino è una squadra esperta, forte e gioca bene. Ci aveva battuto all’andata e siamo stati bravi in settimana a cercare le soluzioni migliori». Per Fernandez una gara perfetta: «Quando si vince è la partita perfetta – commenta -. Siamo verso la fine del campionato e questi successi contano tantissimo». Ora arriva la Coppa Italia: «Se perdi una partita vai a casa, quindi sarà tutto diverso. Qualora giocassimo ancora contro Ferentino nella semifinale di sabato, non sarà facile sfidare due volte la stessa squadra in una settimana. Proveremo a regalarci questo sogno». Era il grande ex di serata, ed è stato uno dei migliori nel primo tempo Mario Ghersetti, già a 10 punti a metà gara. La sua squadra è uscita sconfitta, ma per lui Brescia evoca sempre grandi ricordi:«È sempre un’emozione incredibile tornare qui. Un’emozione che sale già percorrendo la strada che porta al San Filippo». Ghersetti svela un curioso aneddoto: «Ovunque mi chiedono sempre come è possibile che a Brescia ci sia sempre un grande coinvolgimento e una passione tale. La mia risposta è che tutta la città è coinvolta nella pallacanestro e segue questo sport con grande passione, trasmettendola a chi va in campo».

Le pagelle

9 FERNANDEZ. Ok, un paio di sbavature nel terzo quarto, quando decide di fare cose troppo difficili. Poi cos’altro? Ah sì: 30 punti, col 67% dal campo, 8 rimbalzi (di cui 4 in attacco) e 5 assist. Gli lasciano anche il compito di pulire il parquet e spegnere le luci. Immaginifico. A dir poco.

8 CITTADINI. La chiude lui, rientrando dalla panchina gravato di 4 falli a 5′ e spiccioli dalla fine. 8 punti nei suoi primi 15′ in campo. Altrettanti nel finale, in cui domina, e se a fine gara coach Gramenzi ha parole di fuoco per gli arbitri, forse però doveva ammettere che contro un «Otta» del genere non ci poteva essere storia.

8.5ALIBEGOVIC «Mr.Utilità»: 15 punti di importanza capitale. Fa lui l’americano, quello che si alza dalla panchina quando Nelson si siede. Non è solo il tiratore che a cui la palla sembra bruciare in mando: l’assist al bacio a Benevelli sul raddoppio portatogli da Ferentino è da incorniciare.

8 BENVELLI  Femandez  grandi numeri. Lui per tutta la settimana guarda gli altri allenarsi,gioca con un tutore al gomito ed un ginocchio che gli domanda pietà con insistenza. Parte maluccio, diventa monumentale strada facendo. Clamoroso il furto a Thomas con schiacciata in contropiede.

7.5 LOSCHI. Contribuisce nel momento più difficile a guidare i suoi al recupero. In difesa gli tocca Thomas, uno che ti chiedi cosa faccia a Ferentino e non in Eurolega: lui gioca una partita di grande intelligenza, e senza reagire mai alle provocazioni di Mario Ghersetti.

6.5 PASSERA. Mette un po’ di ordine e giudizio. Non è ancora al 100%, eppure non si tira indietro mai, non lesina sui contatti e forse meritava i due punti su un tocco irregolare dopo un suo tiro.

6 TOMASELL0. Poco spazio, ma non era la sua partita

4.5  NELSON. La voglia c’è e la si intravede nel terzo quarto. Rientra dopo un quarto da«panchinato» da fare invidia ai giovani Ferrari e Bonvicini, aggregati ieri sera alla prima squadra. E vorrebbe spaccare il mondo: il risultato è pessimo. Non ci siamo, e qui bisogna cambiare registro.

6.5 BROWNLEE. Al tiro trova la serata no (0/6 da 3 nemmeno in un incubo lo mette assieme). Tutto il resto lo fa bene: rimbalzi, assist, difesa. Una serata che ci sta dopo quasi 3 mesi da mvp. A patto che a Rimini torni ad essere il «giustiziere della notte».

A.B.

 

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