Giornale di Brescia – Loschi: «Qualche errore di troppo…»

21 febbraio 2015

È Federico Loschi a presentarsi ai microfoni al termine della partita: non solo è il capitano, ma anche l’unico giocatore di Brescia che ha vissuto le tre trasferte negli ultimi tre anni al PalaOlimpia. Se un anno fa, però, il periodo era nerissimo e il clima teso, stavolta… «Aver perso di 8 punti restando sempre in partita davanti a mille tifosi, è stata per noi una grandissima soddisfazione. Sapevamo che saremmo venuti qui per una battaglia -commenta il giocatore biancazzurro – ed è difficile vincere in casa di Verona se concedi 84 punti ad una delle migliori difese del campionato, se non la migliore. Abbiamo offerto una prestazione completamente diversa da quella delle stagioni passate, quando alla prima difficoltà ci siamo sciolti: questa volta non abbiamo mai mollato ed ho chiesto ai miei compagni di pressare fino all’ultimo momento, perché era importante rimanere mentalmente in partita, visto che sabato abbiamo un ‘altra battaglia contro Ferentino. Peccato per qualche errore di troppo, in particolare ai liberi dove di solito viaggiamo sul 90% e invece abbiamo tirato col 50%, e me ne ricordo anche un paio miei difensivi sullo scadere dei 24 secondi che loro hanno puntualmente punito, come fa una grande squadra. Complimenti a loro, ma anche grande merito a noi, perché grazie a quanto fatto finora in campionato, ci siamo costruiti la possibilità di venire qui a giocare una partita spettacolare come questa». Rende onore a Brescia anche il capitano gialloblu Giorgio Boscagin, che riconosce le sette vita di una Leonessa mai doma ed elogia i suoi: «È stata durissima contro una squadra che, come noi, sta facendo un campionato un po’ a parte. Per vincere abbiamo dovuto mostrare tutta la nostra unità e anche carattere, perché in un periodo difficile a livello fisico abbiamo ottenuto una vittoria non fondamentale, perché non abbiamo ancora fatto niente, ma importante, perché ci permette di portarci sul 2-0 contro una diretta concorrente». Intanto la Corte Federale di Appello ha respinto il ricorso di Graziella Bragaglio, squalificata per una deroga non regolamentare concessa a Forlì, poi fallita, per l’iscrizione al campionato.

Mattia Grimaldi

«La loro esperienza si è fatta sentire»

Attonito, preoccupato, indispettito, furioso? Niente di tutto questo, Andrea Diana è la serenità che è giusto si palesi al termine di una partita nella quale ha vinto chi ha meritato di più, ma dove chi ha perso è uscito tra gli applausi di quasi cinquemila persone. «Fatemi partire dalla cornice di pubblico – dice il coach biancoazzurro – perché per molti dei miei ragazzi era la prima volta e anche per me da capo allenatore era un debutto assoluto di fronte a tanta gente. Aver ricevuto gli applausi sia dai nostri che dai loro tifosi è la soddisfazione più grande perché noi siamo degli attori che devono offrire spettacolo e quando ci riusciamo siamo contenti, anche se stavolta chi vi parla deve commentare una sconfitta». Il fattore ambientale ha condizionato la Centrale nell’insolita, pessima, percentuale ai liberi con 8/15? «Può darsi che l’importanza della posta in palio e il contesto abbiano influito». Altra nota dolente i troppi rimbalzi concessi alla Tezenis. «Si, soprattutto quelli in attacco: ben 12. Ci siamo persi in alcune situazioni che hanno fatto la differenza, penso anche a qualche taglio sotto canestro. Sono situazioni dettate dall’esperienza, una qualità che Verona ha in più rispetto a noi. Tutto questo ci deve servire per il futuro: torneremo in palestra per cercare di correggere quello che non ha funzionato Questa sera e la testa va già al match di sabato al San Filippo con Ferentino». La stagione è ancora lunga e il duello con Verona solo agli albori. Tra un paio di settimane le due squadre potrebbero ritrovarsi di fronte nella finale di Coppa Italia a Rimini, poi ci saranno i play off. «Non era un match da “dentro o fuori” – continua Diana – e per noi non cambia nulla anche se adesso siamo sotto 2-0 negli scontri diretti. Abbiamo sempre detto che pensiamo a una partita alla volta senza porci troppi obiettivi a lunga scadenza e così deve essere dopo questa partita dalla quale, sono sicuro, la mia squadra ripartirà con ancora più forza e determinazione». Alessandro Ramagli, il coach della Tezenis Verona, si complimenta con il collega del quale è anche concittadino livornese: «Per essere al primo anno da capo allenatore, Diana sta facendo un lavoro enorme. Stasera Brescia ha resistito, controbattendo, a tutti i break che abbiamo portato al match. Pubblico meraviglioso: c’era più gente qui che alle finale di Coppa Italia a Desio. Uno spot per tutto il movimento».

Cristiano Tognoli

Mille al seguito per scrivere un «libro cuore» del tifo

Niente, con Verona proprio non ce n’è. Alt, un attimo:. Precisiamo: non ce n’è (stato) sul parquet tra andata e ritorno. Masugli spalti, lì, è tutto un altro libro. Di quelli che ti entrano dentro e che anche quando li hai finiti ti piace tenerli sul comodino, a portata di mano, per andare ogni tanto a ridare una «letta» ed emozionarsi un po’. Questo libro, quello che si intitola «Io tifo Brescia sempre, quando c’è il derby di più», in realtà è fatto solo di immagini. Un collage di selfie, striscioni, sciarpate, magliette e parrucche blu. Non servono le parole, bastano le figure per raccontare un venerdì sera di passione. Con la febbre da Leonessa: mille i «malati» che tra quattro pullman e macchinate sono partiti da Brescia colonizzare il PalaOlimpia. Così sistemati: 500 in «curva», altrettanti tra tribuna e gradinata. Un gran bel vedere, un gran bel tifare. A decibel sparati che neanche a far serata in discoteca… Belli i cori. Il primo in scaletta non poteva che essere quel «salutate la capolista» che riempie il cuore e le orecchie come pochi. Giù fischi dal corner caldo dei tifosi di Verona che non mancano tra l’altro di esibirsi con quel tantinello di cattivo gusto che li aveva caratterizzati anche all’andata: allora si trattò di far traballare il canestro di Brescia saltellando, ieri di esibire a fine primo quarto uno striscione «Brescia prima? Grazie Graziella» riferito al ritiro di Veroli e alla carica di presidente Lnp ricoperta fino a poco tempo fa dalla Bragaglio. Diciamo che quando si è tifosi di una squadra regina come Verona, si potrebbe anche essere più sportivi. Chiusa parentesi, torniamo a sfogliare il libro biancoblù: non c’è una sola pagina da saltare. Piuttosto, a saltare dall’inizio alla fine ci sono quei meravigliosamente «pazzi» degli Irriducibili: e che li ferma? In mezzo a loro grandi e piccoli, donne e ragazzi, studenti, avvocati e commercialisti: ma tutti hanno le stesse sembianze, tutti hanno la faccia della Leonessa. «Fino alla fine, ragazzi fino alla fine» e «la gente come noi non molla mai» sono il grido di battaglia al PalaOlimpia. La voce non viene mai a mancare nemmeno quando certe decisioni arbitrali non convincono. Avanti seme. Anche quando il tabellone si ferma sull’84-76 per quelli di casa che si «riprendono» il «salutate la capolista». Chiosa con «chi non salta è veronese» prima di un «grazie ragazzi» che comunque, oltre il risultato, è un happy end. Sì, è un libro da tenere sul comodino.

Erica Bariselli

LE PAGELLE

FERNANDEZ 6 Un solo allenamento settimanale non è il miglior modo per presentarsi al duello con l’altro miglior play del campionato. Come voler addentare un torrone con la dentiera. Stoico, comunque, nonostante un ginocchio cigolante, nel non rifiutare i «face to face» con De Nicolao. Che però sul 63-62 gli ruba palla nell’area bresciana. Ed è la giocata della partita.

CITTADINI 7 Monroe lo pugnala più volte, lui si strappa in altrettante occasioni il coltello dal costato e continua a lottare. 14 punti con 6/8 al tiro e 7 rimbalzi con la ciliegina di 7 stoppate. Per fermare il moro di Verona ieri però serviva il costume da Supereroe, lasciato in piazza il martedì grasso.

ALIBECOVIC 6,5 Primo tempo da cestinare, ripresa stirata e piegata con l’ammorbidente. Meglio nella seconda manche che nella prima, meglio da 2 che da 3. Una partita che sarebbe bastata contro tutte le altre squadre di A2 Gold, ma non contro Verona.

BENEVELLI 5 La panchina ieri per Brescia è stata sterile e la «virgola» di Andrea è il dato che fa più male per come finora ci aveva abituato questo sesto uomo che resta di lusso. -1 di valutazione.

LOSCHI 6 Partita sulle montagne russe. Mette tre triple, ma sbaglia i tre liberi. Mette pressione a Boscaglia, ma butta via almeno tre palle sanguinose (anche se a referto gliene segnano solo una). L’anno scorso andò sotto la curva bian-coazzurra a chiedere scusa per «l’imbarcata», ieri ha preso applausi. Meritati.

PASSERA 5.5 Non sta ancora bene, altrimenti non si spiega la serata più sofferta da quando è a Brescia. Pasticcia, non riesce a dare fluidità all’attacco, lascia a Giuri libertà d’azione.

NELSON 5 2/7 dal campo, 1/4 da 3 e stavolta non lascia traccia nemmeno a rimbalzo (3) o assist (1). Non gioca né per se né per la squadra, è un bambino spaesato che si perde nel bosco dove i cacciatori gialloblù lo impallinano con troppa facilità. Anche per lui -1 di valutazione.

BROWNLEE 7 Sembra strano che i migliori tra i biancoazzurri siano i due pivot in una gara che ha visto Verona dominare sotto i tabelloni, soprattutto a rimbalzo. Justin è una certezza anche nella serata dell’amarezza.

VERONA Umeh 7.5, Reati 6, De Nicolao 7.5, Boscagin 7, Ndoja 6.5, Gandini 6.5, Giuri 6.5, Monroe 8.5. cri.tog.

 

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