Corriere della Sera – Stasera al gran ballo

20 febbraio 2015

Di borraccia in borraccia, da veri gregari, hanno portato una squadra senza apparenti stelle a essere regina. Stasera c’è il gran ballo, per la Centrale del Latte degli ex signori nessuno. In diretta tv su Sky Sport 3, in casa della rivale di sempre, nella città di Giulietta e Romeo può andare in scena l’ennesima fiaba di un gruppo felice di stupire. Il derbissimo a Verona, alle 20,30, tra prima (Brescia) e seconda (due punti e una gara in meno) della Legadue, «non è decisivo. Ma la pressione si sente e c’è per entrambe». Lo dice Andrea Benevelli, pesarese doc, cresciuto a pane, sabbia e pallacanestro in una delle città italiane simbolo del movimento. Papà Amos («Mia nonna lo chiamò così perché nacque lo stesso giorno di suo fratello, morto nella battaglia di El Alamein») era capitano della Scavolini negli anni Ottanta: «Ricordi vaghi, a cinque anni in mezzo agli altri figli nell’intervallo delle partite. Mi sviluppai tardi, non capii subito di poter intraprendere lo sport di famiglia». Pensava di studiare ingegneria informatica («Mi piace, però non sono un nerd…», confida al Corriere), ora frequenta Scienze motorie a Urbino solo esami estivi e a 14 anni pensò addirittura di darsi alla pallavolo. Poi intervenne papà a farlo «rinsavire». Risultato? Cestista professionista, come il fratello Francesco. E Brescia, ora, ennesima tappa di una carriera che in Legadue lo ha visto sempre decisivo, seppur partendo dalla panchina. Come l’anno scorso, a Capo d’Orlando con Pozzecco, quando centrò la promozione. Lui è abituato ai derby, il primo un «Senigallia-Ancona quando avevo 18 anni. Dormii tre ore a notte quella settimana, ora che ne ho 29 riesco a rilassarmi. Prima del via, ascolto i Guns ‘n Roses e inizio con i miei riti». Insomma, sa come si fa: «Sarà una grande partita, fare calcoli ora tuttavia è impossibile e deleterio. Abbiamo costruito la nostra classifica ragionando alla giornata, cementando un gruppo che definisco totale per la coesione interna e la simbiosi con il pubblico. Giocheremo per loro, senza pensare alle polemiche dell’andata». Saranno quattro i pullman degli Irriducibili al seguito, più numerosi cani sciolti che arriveranno con mezzi propri. Un migliaio, dato ufficioso: «Ave-vo capito, da avversario, quanto fosse calda questa piazza. La realtà, però, è andata oltre». Un po’ come la sua stagione, con oltre otto punti e quasi cinque rimbalzi di media: «I panchinari da noi non esistono, è il grande merito di coach Diana. Un allenatore con la filosofia del lavoro, come me». Benevelli, Alibegovic, Passera, Fernandez (contuso al ginocchio, sarà della partita: ieri si è allenato), Loschi: tutti giocatori rivitalizzati dalla cura del livornese e da una piazza «dove ci stiamo togliendo delle belle rivincite. Brescia è diventata una delle poche isole felici della pallacanestro italiana». Lo dicono la trovata stabilità economica in un torneo rimasto privo di due squadre a cammino iniziato e i ripetuti pienoni al palazzetto, più del primato in classifica che varrà solo a fine stagione nei play off quando si resetterà tutto. Intanto, un’altra «sgasata» alla Valentino Rossi stasera li manderebbe in fuga. Benevelli è pesarese come lui, sa di promessa.

Luca Bertelli

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