Brescia – Trieste, l’angolo tecnico di Matteo Cotelli

15 febbraio 2015

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Quali sono i punti forti e i punti deboli di Trieste?
Sono una squadra giovane, con una panchina lunga e che gioca una pallacanestro frizzante, ad altissima intensità. Hanno un pacchetto lunghi interessante, con tanti chili e centimetri che si fanno sentire a rimbalzo (sono, infatti, una squadra con statistiche molto buone per quanto riguarda i rimbalzi). Il punto debole di questa squadra può essere la gioventù diffusa del roster, che in determinati momenti del match può rivelarsi determinante.

Giocatore chiave di Trieste? 
I giocatori da tenere sotto controllo in maniera particolare sono Stefano Tonut e Murphy Holloway. Il primo è uno dei migliori esterni del campionato e sa rendersi pericoloso in ogni situazione, creando vantaggi per sé e per gli altri. Il secondo è il catalizzatore del gioco interno triestino, molto forte a rimbalzo e che può fare la differenza con la sua prestanza fisica in ogni momento.

Su cosa si basa il gioco di Trieste?
In attacco Trieste si affida molto alle iniziative degli esterni come Tonut, Carra e Prandin, mentre per quanto riguarda il gioco interno si affidano molto a Holloway. Più in generale, mettono in campo una grande aggressività vista la possibilità di ruotare 10 giocatori si affidano molto al tiro da tre punti, spingendo molto nelle fasi di transizione.

La chiave del match? 
Le chiavi del match saranno principalmente due: il controllo dei rimbalzi, soprattutto per quanto riguarda quelli offensivi (fondamentale nel quale Trieste eccelle) e la gestione delle transizioni, uno dei punti forti nostri e di Trieste.

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