Giornale di Brescia – Centrale, ricominciamo?

8 febbraio 2015

Confessate il vostro peccato: nella testa avete Verona, il derby del 20 febbraio, state calcolando come sia meglio seguire la squadra, se in pullman (saranno almeno tre) con i tifosi più caldi, in macchina con amici oppure a casa a soffrire da soli muniti di radio o tv. Normale. Ci sta. L’attesa per quel match che metterà, comunque vadano le prossime due gare, di fronte prima e seconda di A2 Gold, in un ordine ancora tutto da stabilire, è spasmodica. Calmi tutti, però: prima ci sono, appunto, ancora due appuntamenti da onorare. E per la Centrale del latte saranno due gare casalinghe, oggi con Casale Monferrato e domenica prossima con Trieste. Non proprio due passeggiate di salute, ma certo nemmeno un percorso di guerra simulato. L’importante è non farsi portare via con i pensieri e affrontare gli ostacoli uno alla volta. Brescia ha un record di 15 vinte e 4 perse (79%), Casale 11-4 (58%). Dopo la beffa di Biella, rivista a freddo la partita non placa la sete di vendetta per una tenuta arbitrale che negli ultimi 10′ ha consentito il gioco sporco dei piemontesi, inventato un fallo più tecnico a Loschi e uno ancora più clamoroso su Infante nell’ultimo possesso casalingo, è il momento di rialzarsi e (perchè no?) provare a ritessere la tela delle dieci vittorie consecutive spezzata proprio domenica scorsa al Forum. La Centrale tornerà al completo con il recupero di Juan Fernandez dal guaio intestinale, anche se c’è un fastidio intercostale per Passera, i «krumiri» si presentano con il ruolino di marcia di una classica squadra da play off che però ben difficilmente potrà ambire ai primi quattro posti. C’è un abisso su come segnano le due squadre: gli uomini di Diana, con una media di 84.3 punti a partita, vantano insieme a Torino il miglior attacco del campionato mentre la Novipiù avversaria alle 18 al San Filippo (aggiornamenti su Ra-diobresciasette in alternanza a Ternana-Brescia e cronaca testuale sul sito del nostro giornale) è penultima con 69.9; solo Veroli (68.9) peggio degli uomini di Ramondino. Ne consegue che se Brescia riuscirà a tenere la barra dritta e giocare il basket che predilige (corri e tira) sarà dura per Casale Monferrato. La Centrale deve però prima di tutto ritrovare energia, e una settimana di allenamenti tipo senza cioè di mezzo l’infrasettimanale aiuterà a riavere freschezza quindi energia da sprigionare sul parquet. Oggi sapremo se quello di Biella è stato nulla più che un incidente di percorso: i biancoazzurri con il 38% hanno pur sempre, insieme a Verona, la miglior percentuale al tiro pesante. Casale in ogni speciale classifica è in una posizione di medio alta classifica, situazione che rispecchia quella della graduatoria generale. Il coach della Leonessa Andrea Diana non si fida di questa aurea mediocrità e mette tutti in guardia: «La loro fatica a far canestro si spiega con il loro piano partita che è sempre quello di abbassare i ritmi avversari, sono specialisti nel far giocare male chi hanno di fronte. Cercheranno di tenerci sotto gli 80 punti perchè sanno che quando noi abbiamo toccato quella cifra siamo riusciti a vincere 12 volte su 13. A contraltare dell’attacco anemico hanno una delle migliori difese del campionato e con quella cercheranno d’imbrigliarci». Il tecnico della Centrale ripensa agli ultimi 4 minuti di Biella senza far canestro e li spiega così: «Ci è mancata lucidità, abbiamo sbagliato tiri che ci siamo ben preparati, penso a uno di Alibegovic piedi per terra. Le 3 palle perse fanno parte anche dei numerosi contatti (non fischiati, aggiungiamo noi, ma anche lui tra le righe, ndr) che ci sono stati in un finale rocambolesco». Casale gioca un quintetto formato da Tomassini, Marshall, Natali, Martinoni e Samuels, anche se quest’ultimo (già oggetto del desiderio in estate di Brescia) ha un problema alla caviglia da valutare nelle ultime ore. Dalla panchina si alzano Blizzard, Amato e Fall. «Quando giocano con Marshall, Samuels e Fall – dice Diana – guadagnano molto in atletismo. Occhio poi a Blizzard tiratore seriale e a Martinoni che all’andata ci fece molto male».

Cristiano Tognoli

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