Bresciaoggi – La Centrale soffre di vertigini e scivola subito giù dalla vetta

2 febbraio 2015

Si ferma a Biella la corsa folle della Centrale, sconfìtta (70-68) da un Angelico risoluto. Appena arrivata in vetta, dunque, la Centrale scivola giù. Va così di traverso il primo «lunch match» della stagione. Nonostante l’assenza dell’ultimo momento del play Fernandez, uno dei punti di forza, Brescia regge benissimo l’urto dei rossoblu di coach Corbani, scivolando nei minuti finali, quando Biella opera un break di 9-0, che taglia le gambe alla squadra di Diana. Esce comunque a testa alta dal Forum di Biella, campo maledetto per Brescia, cui sarebbe bastato poco per allungare la striscia positiva: in una giornataccia al tiro pesante (3/20) e con un nervosismo serpeggiante negli ultimi 2 quarti, la Leonessa paga gli sforzi delle 3 gare in 7 giorni. Alla contesa la Centrale si presenta senza Fernandez, fermato da un virus intestinale, sostituito da Passera. I soliti noti Nelson, Loschi, Brownlee e Cittadini completano il quintetto a cui Biella risponde con Laquintana, Voskuil, Raymond, l’ex Lombardi e Chillo. Senza alcuna paura la capolista parte con un rassicurante 0-9 nei primi 125 secondi. Nell’inferno del forum biellese, la Centrale mantiene la lucidità necessaria per non subire il ritorno dei piemontesi, riuscendo nel contempo a segnare con le percentuali iniziali (7-17). Lombardi illumina la partita di Biella rivelandosi la spina del fianco della retroguardia bresciana (11-17). La risposta della squadra di Diana è firmata da Alibegovic e la chiusura di quarto è favorevole a Brescia, a segno con Nelson (17-24), play improvvisato. La ripartenza è ancora forte per la Leonessa che schiaccia con Cittadini (17-26). Benevelli, uomo-partita di Mantova, si iscrive a referto con 6 punti in fila (23-34). È il giro di boa del secondo quarto. Brescia perde un rimbalzo difensivo con Alibegovic, che sbaglia un appoggio semplice: nel mezzo 2 triple di Voskuil (29-34) che riaprono tutto. Un arbitraggio calcisticamente «all’inglese» grazia all’ eccesso i tantissimi contatti: si arriva alle chiusura con Brescia con la preghiera di Nelson che si spegne sul ferro alla seconda sirena e un importante +7 (31-38) all’imbocco degli spogliatoi. Da cui la Leonessa esce con le polveri bagnate al contrario di Voskuil e Raymond che firmano il primo sorpasso dei rossoblu (39-38). La reazione bresciana, smorzata ancora dal «biondino» con passaporto danese, si concretizza con una tripla da 8 metri di capitan Loschi (42-45) che però mette nei guai i suoi con 2 falli in rapida sequenza: l’inerzia è a favore di Biella, Brescia è nervosa ed esaurisce il bonus molto prima dei padroni di casa. La reazione è però dietro l’angolo (49-53), con un Passera stoico (7 punti nel terzo quarto) ed è ossigeno puro per i ragazzi di Diana. Brownlee in attacco regala il +3 (52-55) della terza sirena e sempre lui mette il sigillo al +7 (54-61) a 8’23” dalla fine. Cristallizzata sul 60-65, la partita prende una brutta piega per Brescia: in un amen Loschi compie 4° e 5° fallo (quest’ultimo tecnico per proteste). Senza 2 giocatori chiave, la Leonessa gioca gli ultimi 5 minuti sul fattore fiducia (61-68) stringendo i denti in difesa, ma senza più trovare il fondo della retina. Biella riemerge (68-68) a 98 secondi dalla sirena. Il finale è contaminato da troppi errori, con Nelson doppio protagonista in negativo: prima compie il fallo che permette a Infante a 8″7 dalla fine di sorpassare Brescia, sbagliando poi l’ultimissimo possesso, partito con Biella lontana dal bonus (2 falli da gestire).

Alberto Banzola

 

Diana non si abbatte «E stata comunque una grande prova» »

Niente da fare questa volta per Brescia: la Leonessa dei canestri non riesce nell’ennesima impresa di una stagione comunque fantastica. Il match giocato all’ora dell’aperitivo (le 12), novità inserita da Sky nell’ultimo weekend, non ha portato bene, anzi. Un peccato per i biancazzurri, che hanno dovuto fare qualcosa in più di semplici straordinari: l’assenza all’ultimo secondo di Juan Fernandez ha comunque pesato, anche se dopo la quarta sirena Ferencz Bartocci e Andrea Diana hanno punti di vista simili sull’argomento. «Sono comunque soddisfatto di quanto visto in campo -racconta il general manager marchigiano della Centrale del Latte -. Non abbiamo avuto modo di preparare la partita, la defezione è dell’ultimo minuto». Nella notte Fernandez è stato colpito da un virus, che lo ha costretto a stare in panchina per i primi due quarti della partita. E dagli spogliatoi non è riemerso: «Faccio i complimenti a Biella per la vittoria, ma soprattutto li devo fare ai miei ragazzi – dice Diana -. Hanno disputato una partita fantastica, la terza in sette giorni, non dimentichiamolo: posso dire che per come abbiamo giocato, l’assenza di Juan non l’abbiamo proprio sentita». Certo è che trovarsi a disputare una partita punto a punto in un ambiente come quello del Forum ha sicuramente inciso sugli ultimi possessi: «Il fattore campo è stato decisivo nei momenti più caldi: finora Biella ha perso solo una partita in casa, questo dimostra ancora una volta che giocare qui non è mai facile». Anche con Trieste, domenica scorsa, la vittoria è stata decisa nei minuti finali. E la Centrale del Latte è stata molto poco fortunata con le scelte arbitrali, soprattutto nel secondo tempo: il tecnico chiamato a Loschi, qualche contatto sotto le plance, soprattutto i falli subiti da Cittadini, anche se Marco Passera pensa ad altro: «La colpa è nostra, non cerchiamo facili alibi – avverte il play biancazzurro: siamo a noi ad essere andati fuori giri negli ultimi minuti della partita». E dire che sarebbe bastato veramente poco: «Abbiamo dimostrato a lungo di essere più forti di Biella: c’è mancata solo un po’ di convinzione nel finale». Il pubblico di casa inveisce nei confronti del play varesino, uno dei migliori in campo, nel quintetto iniziale per gli eventi contingenti: «Dobbiamo essere sempre pronti ad ogni evenienza». Un pizzico di delusione per i 150 che hanno sfidato una sveglia mattutina poco agevole ritrovandosi nel settore ospiti, colorato dagli striscioni degli Irriducibili e dei Barbarians: il tifo di casa come al solito è stato caldissimo, ma i supporters bresciani si sono fatti valere come al solito: «Mi spiace per loro – sintetizza il patron Matteo Bonetti a fine gara -. Mastico amaro: qualche fischio negli ultimi 20 minuti non mi ha trovato proprio d’accordo. Godiamoci, però, il momento: abbiamo veramente una squadra super». Bonetti ha un sassolino nella scarpa: «Gira la voce che non vogliamo salire di categoria: questa cosa mi infastidisce – dice seccamente -. Con la mia famiglia stiamo facendo sacrifici da anni: ma secondo voi non ambisco a far arrivare questa squadra in serie A?».

A.B.

 

LE PAGELLE

6,5 CITTADINI. Parte farte, anzi fortissimo. Poi bisticcia col canestro e si innervosisce: ancora una volta viene poco tutelato sotto le plance dove innesca duelli da cavalleria rusticana contro Chillo e Infante (o forse bisognerebbe dire che lo fermano solo con le maniere forti). Volano botte da orbi, e mancano all’appello un paio di falli subiti nel finale.

5,5 ALIBEGOVIC Si applica in difesa dove cerca di togliere l’innesco a Voskuil, che nel secondo tempo esce alla ribalta. Il problema è che lui è un tiratore puro, ed in quanto tale tira tutto quello che gli capita: stavolta gli entra davvero poco. Bravo a non demoralizzarsi, ma non è giornata, e in più chiude con una leggera distorsione alla caviglia.

7,5 BENEVELLL Al tiro 6 su 6. Solita partita da gregario di lusso, capace di numeri che risvegliano il resto della squadra, ed esaltano il pubblico. Ben 8 punti in fila lanciano Brescia nel momento più difficile bisogna dargli maggiore spazio nel finale.

5,5 LOSCHI. La sua doppia ingenuità costa caro alla squadra. In una partita difficile al tiro (1/6), simile a quella di domenica scorsa contro Torino per gli amanti delle statistiche, non trova mai il bandolo della matassa. Segna una tripla stratosferica, ma nel secondo tempo viene distrutto da Voskuil che segna da qualsiasi posizione.

7 PASSERA. Gioca 32 minuti di sudore e fatica. Mette alla frusta i suoi diretti avversari, non si abbatte mai, anche quando a 58 secondi dalla fine perde un pallone che rischia di essere decisivo. Sulla rimessa, ricambia con la medesima moneta Berti. L’unico errore da 2 è la vera forzatura della giornata, ma è impossibile tirargli addosso qualsiasi genere di croce

5 NELSON. Soltanto un 2 su 13al tiro, comprensivo dell’ ultimo possesso (che forse non era il caso gestisse proprio l’ex Beaver), 5 assist e 9 rimbalzi. Presenza mentale, ma per il resto polveri bagnatissime. E alla fine Brescia perde. 1+1=2

7,5 BROWNLEE Anche lui va nozze con la giornata da dimenticare dall’arco dei desideri Per il resto gioca una gara super. I n 32 minuti di dominio assoluto ingaggia un duello super con gli avversari. Nel finale però sparisce e forse va coinvolto maggiormente, anche se Biella lo battezza e per lui finisce davvero peggio di come era iniziata.

A.B.

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