Diana: “La cosa bella è che non siamo mai sazi…”

29 gennaio 2015

sdaE sono dieci. La Leonessa va in doppia cifra di vittorie consecutive espugnando Mantova al termine di un match dominato soprattutto nel terzo e quarto periodo. Otto uomini in doppia cifra la dicono lunga sulla prestazione degli uomini in “blu Cidneo”. Andrea Diana in sala stampa sembra quasi incredulo…

“Per un allenatore di basket o comunque di uno sport di squadra vedere una prestazione del genere non fa altro che gratificare il lavoro e renderlo entusiasta e orgoglioso della squadra che allena. Perché vedere otto giocatori in doppia cifra, la grande qualità che abbiamo di coinvolgerci a vicenda senza forzare, cercando sempre l’uomo meglio piazzato per un tiro aperto o vedere i propri ragazzi buttarsi per terra in un momento chiave del match per recuperare una palla vagante, tutto questo per me è l’essenza dello sport di squadra, dello spirito di abnegazione che regna tra i miei giocatori. E se stiamo raggiungendo questi risultati è solo perché abbiamo una grande squadra ma soprattutto un grande gruppo, compatto dentro e fuori dal campo. E come dico da un po’ di tempo, una squadra con la S maiuscola. E vedere un giocatore che esce dal campo non contento per il cambio, perché nessuno può essere contento di non giocare, che in panchina è il primo che si alza in piedi a sostenere i compagni che sono in campo, ti fa capire di quanto davvero tu stia andando nella giusta direzione”.

“Le chiavi della vittoria? Abbiamo vinto la lotta ai rimbalzi contro una squadra più fisica e grossa di noi, mentre il 64% da tre punti è frutto della nostra ottima qualità nei passaggi. Sapevamo che sarebbe stato un inizio difficile, perché noi avremmo potuto essere un po’ arrugginiti dal match di Torino e loro avevano una gran voglia di tornare a vincere. Non ci aspettavamo il doppio lungo Jefferson-Wojciechowski, un mix di potenza e verticalità che può mettere in difficoltà qualsiasi squadra. Ma una volta prese le misure siamo stati bravi a non concedere troppo. Così come siamo stati molto bravi nella difesa sugli esterni, anche questi molto fisici con Rullo, Fultz, Moraschini e Gaddefors. E poi c’è la fiducia della mia squadra, che appena prende il ritmo e la confidenza giusta inizia a macinare gioco e a produrre una grande pallacanestro”.

D.A.

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