Bresciaoggi – Maestro Pianigiani, «Basket è passione e a Brescia ce n’è»

21 gennaio 2015

Il suo palmarès parla da solo: in meno di dieci anni da capo allenatore (carriera cominciata nel 2006/2007 sulla panchina della Montepaschi Siena), ha vinto sei volte il Campionato Italiano, cinque volte la Supercoppa Italiana, 4 volte la Coppa Italia e centrato due volte la Final Four di Eurolega. Ma anche nella sua, finora, unica esperienza all´estero è riuscito a lasciare il segno con una Coppa di Turchia alla guida del Fenerbahce. Tutto questo è Simone Pianigiani, classe 1969, allenatore della Nazionale Italiana di basket.
Ed è stato lui il protagonista del secondo appuntamento di «IncontriAMO lo sport», serie di incontri organizzati dal Comune in collaborazione con la Diocesi e la San Filippo spa nel salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia. Un incontro durato circa due ore nelle quali Simone Pianigiani si è dimostrato un abile comunicatore, con la parlantina e la simpatia classica che alberga in ogni toscano. Tra esperienze di vita vissuta, aneddoti, racconti ed anche alcune battute con alcuni dei presenti (vedi Denis Marconato, attualmente in forza al Montichiari ma allenato in passato da Pianigiani a Siena) uno degli allenatori più vincenti della storia della pallacanestro nazionale ha parlato a 360 gradi del pianeta basket sotto l´impulso del giornalista Fabio Tavelli. A cominciare dai ricordi di Brescia e dell´Eib (per il quale è intervenuto il Sindaco Emilio Del Bono fissando per la fine del 2016 il pronto utilizzo dello stesso), casa nella quale i titosi sperano presto di tornare: «Ho dei flash di ricordi di partite viste a Brescia quando ero venuto a vedere Siena e di alcune sfide giocate invece in Toscana. Ho grande rispetto per tutti i grandi allenatori che sono passati da Brescia come Sales, Mangano, Taurisano. E sempre parlando di allenatori questa è la città dei Scariolo, dei Fossati, dei Di Maio e proprio di quest’ultimo ricordo anche una squadra giovanile molto competitiva che annoverava elementi come Tonolli e Minessi e aveva avversarie come la Treviso di Marconato e la Varese di Meneghin. Tra i giocatori impossibile dimenticare Marco Solfrini, che ha giocato anche a Siena. Il numero uno però rimane Maurizio Cremonini, allenatore e istruttore diventato l´attuale responsabile tecnico federale settore minibasket e scuola».
Ma se questo è il passato c´è anche un presente che parla bresciano con la Centrale del Latte capolista in A2 Gold: «Sto scoprendo adesso, andando in città diverse rispetto a quelle che incontravo da avversario con Siena, che c’è una passione straordinaria per questo sport. Brescia è una di queste e si ritrova con una squadra che sta dispustando un grande campionato e alla quale faccio un grande in bocca al lupo».
E a proposito di brescianità, una certezza per la Nazionale si chiama Pietro Aradori, giocatore che Pianigiani ha allenato anche nella Mens Sana Siena: «È un ragazzo solare che gioca con tanto entusiasmo e con grande faccia tosta, senza paura di nulla. A volte ho da ridire sul suo look – sorride Pianigiani – e vorrei difendesse un po’ di più, ma scherzi a parte, è un giocatore davvero importante per noi». In estate ci saranno gli Europei in Germania in un girone che definire di ferro è poco: «Spagna e Serbia sappiamo essere più forti di noi, la Germania gioca in casa e probabilmente sarà l´ultima esperienza in Nazionale per un campione Nba come Dirk Nowitzki, e la Turchia è come se giocasse in casa, considerando che in Germania ci sono tantissimi turchi. Ma attraverso la nostra compattezza e la voglia di emergere dimostrando che siamo una squadra in crescita, potremo dire la nostra in questa manifestazione».
Pianigiani chiude svelando il «segreto» della sua Siena, così a lungo vincente: «Il lavoro e le motivazioni sono stati fondamentali: io e i miei collaboratori ci fermavano al Palazzetto fino a mezzanotte, sentivamo il sapore della sfida e i giocatori che prendevamo erano non del tutto affermati ma pronti ad emergere in una squadra che aveva sempre la stessa mentalità e lo stesso modo di lavorare».

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