Giornale di Brescia – Tutte stelle anche i bresciani

7 gennaio 2015

L’immagine di Justin Brownlee che nonostante i suoi due metri si alza sulle punte per essere ben visibile nella foto di gruppo a fine gara è emblematica dello spirito che anima il giocatore della Centrale e più in generale questo tipo di gara. L’All Star Game della serie A2 va in archivio con la vittoria della selezione degli stranieri di Gold e Silver con un 140-124 che la dice lunga sull’applicazione difensiva delle due squadre, ma gli italiani non hanno sfigurato, anzi. In particolare una vecchia (nonostante i 21 anni…) conoscenza dei tifosi bresciani, quell’Eric Lombardi che vestì la maglia della Centrale nella stagione culminata con le finali promozione contro Pistoia, che ieri si è meritato il riconoscimento di Mvp (most valuable player, più semplicemente migliore in campo) dopo aver vinto nell’intervallo la gara delle schiacciate con due prodezze atletiche che da sole avrebbero meritato il prezzo del biglietto. L’ala di Biella in finale ha avuto la meglio su Jaye Crockett, rookie di Tortona, succedendo così nell’apposito albo d’oro all’idolo di casa Jefferson. La gara da 3 punti ha registrato il successo non certo sorprendente di un altro biellese, Alan Voksuil, che in finale ha piegato (ma il termine più adatto sarebbe annichilito) il triestino Tonut, che si è distinto come miglior realizzatore dell’incontro, raccogliendo così l’eredità di J.R. Giddens. La Centrale, seconda forza del campionato di A2 Gold al termine dell’andata, è stata degnamente rappresentata dal già citato Brownlee (14 punti con 6/12 al tiro) in 15 minuti e da Cittadini (6 con 3/5 in 14 minuti) che è stato inserito da coach Ramagli nel quintetto di partenza, mentre il colored della Leonessa è stato utilizzato da Morea a gara in corso. Una gara che è stata a lungo, diciamo pure per i primi tre quarti, una sorta di proseguimento delle gare delle schiacciate e di quella del tiro da 3, con i giocatori più atletici a cercare prodezze sotto le plance (e anche qui troviamo un riferimento bresciano, vista l’ottima figura fatta da Biligha, che ricordiamo diciottenne in C2 a Verolanuova) e i cecchini a concludere da distanze sempre più ragguardevoli. In questo clima di grande divertimento e di nessun agonismo, gli italiani si sono trovati a condurre 98-88 sul finire del terzo quarto. A quel punto gli «americani» hanno serrato un tantino le fila in difesa, sono andati all’ultimo riposo staccati di 6 lunghezze per poi volare su un 127-113 che a 3 minuti dalla sirena era di fatto una sentenza. Come già nella precedente edizione, il pubblico ha risposto massicciamente: 3.781 paganti per assistere a uno spettacolo comunque più vicino a quello fornito dagli Harlem Globetrotters che a quello al quale si può assistere domenicalmente sui campi della seconda serie nazionale. Se ancora non fosse stato chiaro come gli interpreti hanno affrontato l’Ali Star Game, il primo fischio della terna (ieri sarebbe evidentemente bastato un solo arbitro come nelle partite dei giovanissimi) è risuonato a 1’19” dall’intervallo e al 30′ il solo Fall tra gli italiani aveva un fallo a carico. Insomma, quanto ci si aspetta in partite del genere, con tutti gli allenatori a trepidare in tribuna per l’integrità fisica dei loro giocatori e quindi tutti soddisfatti a fine gara. Dove si discute soprattutto sulle ultime novità che riguardano Barcellona, la cui perdurante crisi economica potrebbe determinare la messa sul mercato di un paio di giocatori.

Franco Bassini

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Justin Brownlee è entusiasta dell’esperienza appenavissuta: «Estate tutto molto divertente, la partita, i tanti giocatori di talento in squadra con me e come avversari, l’entusiasmo del pubblico». Il giocatore statunitense della Centrale, al terzo All Star Game in carriera, dopo quelli giocati ai tempi della High School, ha avuto ieri come compagno quel Miller che con la maglia di Jesi prossima avversaria, guida la classifica marcatori. «È semplicemente straordinario per la facilità con la quale va a canestro da qualsiasi posizione e in qualsiasi modo». «Di certo Miller non lo scopriamo ora – gli fa eco Cittadini – né tantomeno lo possiamo valutare in una partita come questa, nella quale il risultato non conta e tutti pensano soprattutto allo spettacolo. Diciamo piuttosto che l’abbiamo conosciuto nella gara d’andata a Brescia (30 punti già all’intervallo, ndr) e che dovremo avere un occhio particolare per lui, pur sapendo che Jesi non si limita al solo Miller ma dispone di altri giocatori pericolosi. Per vincere domenica servirà un’altra impresa, non certo più agevole di quelle compiute a Napoli e a Trapani». È intanto stata una soddisfazione per la Centrale essere rappresentata da due giocatori. «Direi che è il giusto riconoscimento per una squadra che occupa il secondo posto in classifica». Tra gli addetti ai lavori presenti al PalaBam, anche Alberto Martelossi, da un mese sulla panchina di Ferrara dopo aver guidato la Centrale nelle precedenti due stagioni. «Sono contento che Lombardi sia stato protagonista. Questa stagione per lui è importantissima: può completare il processo di maturazione, avendo spazio e anche la possibilità di sbagliare. Senza dimenticare che ha fatto esperienza nelle Coppe. Penso che l’annata passata a Brescia sia stata preziosa per Eric, che aveva accanto dei manuali nel suo ruolo».

f.bass.

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