Corriere della Sera – Sognando l’Europa

4 gennaio 2015

Tra un anno esatto, il Basket Brescia Leonessa spera di cambiare casa viaggiando però oltre confine. Ossimoro? No, se l’obiettivo del 2015 ha la forma di un ciambellone decorato con le stelle dell’Europa. Fuori di metafora, Eib ed EuroChallenge. Ha poco senso chiamarli sogni, sono realizzabili. Entrambi. Come rivela Matteo Bonetti al Corriere, «per il palazzetto c’è un patto con il sindaco Del Bono, ha detto che sarà il prossimo regalo di Natale». Il primo cittadino si gioca molto, la pallacanestro cittadina altrettanto. Anche se, per il debutto continentale, basterebbero i 2600 posti del San Filippo a fronte di una capienza minima di 2000 (per la Serie A1 ne servono 3500): «Vero – conferma il patron – però una sfida di alto livello ora a Brescia può valere 5000 spettatori. Siamo sempre più alle strette». E c’è un vantaggio, innegabile di fronte alle lungaggini della politica. Deciderà il campo, dal 6 all’8 marzo a Rimini nelle Final Six di Coppa Italia già raggiunte dalla squadra di Diana, che per l’occasione esibirà una divisa inedita. Chi vince, si qualifica. «E io – continua Bonetti -non cambierei la mia squadra con nessuno. Le rivali saranno Verona e Torino, forse rispetto a noi hanno giocatori di lignaggio superiore. Ma in campionato, contro gli scaligeri, abbiamo subito un furto arbitrale senza il quale saremmo davanti a loro. La nostra coesione ce la invidiano tutti». Alla base del nuovo corso vincente, scommesse tecniche riuscite («Alibegovic su tutti, io e mia moglie siamo andati a vederlo dal vivo a Mantova. Giocò poco, ci entusiasmò») e la fiducia nel nuovo nocchiere: «Andrea Diana è cresciuto insieme a noi. Ha portato 4 parole d’ordine: rispetto, umiltà, orgoglio e sacrificio. La squadra le sta rispettando, il pubblico si diverte perché è tornato a vedere un gruppo che gioca con l’anima. Quella persa l’anno scorso». Chi non incarnava lo spirito da tuta blu della Centrale, ha dovuto cambiare aria: «Giddens per me è come Maradona – sospira Bonetti – ma qui non poteva più stare». Come Brownlee? «Justin ha sbagliato, si è scusato e il gruppo ha deciso di perdonarlo. È un valore aggiunto, da americano, in questa lega. Più ancora di Nelson sin qui». Il deus ex machina della Leonessa ha scritto un libro, per Natale, Il Basket dalla A alla Z. Vuole replicare l’anno prossimo, con una storia più personale. La trama è in divenire, il canovaccio già c’è. Non serve molta fantasia per immaginarlo. Si può fare.

Luca Bertelli

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È una partita diversa dalle altre. Per i ricordi che genera, per ragioni di classifica, per il piazzamento definitivo al termine del girone d’andata e la rivalità tra i due presidenti. Trapani-Brescia, alle ore 18, sarà più di una semplice gara di campionato. Qui, nel maggio 2011, la Centrale ipotecò la promozione in Legadue anche se gli unici reduci sono Diana e Giannoni, ai tempi assistenti di Dell’Agnello. Oggi, cerca un successo fondamentale per restare seconda al giro di boa: se accadesse (si può perdere, se Torino e Ferentino non vinceranno a Verona e Trieste), salterebbe il quarto di finale in Coppa Italia accedendo già alla semifinale. Ma è anche lo scontro Basciano-Bragaglio, con il primo presidente del team siciliano nuovo leader della Lega cui la first lady della Centrale (colpita da un lutto, non sarà a Trapani) ha ceduto lo scettro. La Leonessa arriva alla palla due con i cerotti. Note le precarie condizioni di Nelson, pronto però al rientro parziale, è in forte dubbio anche capitan Loschi per un problema al gluteo. Sono partiti con il gruppo, oggi si deciderà.

L. Bert.

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