Giornale di Brescia – Centrale, la nuova impresa vale la Final Six

22 dicembre 2014

Ancora un’impresa, ancora una vittoria esaltante, ancora una dimostrazione di solidità. La Centrale del latte espugna il PalaBarbuto nonostante l’assenza di Nelson, la prestazione sottotono di Brownlee e l’utilizzo limitato di Alibegovic, la cui presenza in campo è stata comunque quasi miracolosa alla luce dell’infortunio alla caviglia patito mercoledì, così come preziosi sono stati i 6 punti realizzati in momenti delicati. E come già la settimana precedente, Brescia riesce a riemergere da un autentico baratro, 18 punti di ritardo a 3’20” dall’intervallo (20-38) non potendo questa volta fare affidamento sul calore del suo pubblico. Ma la squadra di Diana (sempre più di Diana…) ha risorse tecniche, agonistiche e morali non comuni e proprio nei momenti più difficili, quando le pendenze da affrontare sembrano proibitive, riesce a dare il meglio di sé, sicché l’Himalaya si trasforma quasi d’incanto nel passo del Cavallo. Ieri ad esempio negli ultimi 3’20” del secondo quarto la Centrale ha piazzato un 16-2 che non soltanto l’ha riportata pienamente in partita, ma ha ribaltato l’inerzia di una gara che sin dalla prima azione era stata nelle mani di Napoli, scesa sul parquet senza il suo fromboliere Jackson, fermato da un problema muscolare, ma trascinata da un Brooks a tratti incontenibile e da un Brkic in versione ex. Quel parziale biancoblù prima dell’intervallo, nato da una difesa aggressiva già nella metà campo avversaria e da una ritrovata presenza a rimbalzo, ha galvanizzato la Centrale e al tempo stesso sgretolato le certezze partenopee. Dopo il botta e risposta del secondo parziale (14-2 per i locali seguito dal già citato 16-2 per Brescia) era probabile che il terzo quarto, per sua natura dall’elevato peso specifico, avrebbe indirizzato la sfida verso lina precisa direzione. E così è stato. Non devono infatti ingannare i soli due punti di margine sui quali Brescia è andata all’ultimo mini-riposo: in quei dieci minuti di grande agonismo, la Centrale è infatti riuscita a mettere per la prima volta il naso davanti sul 47-45 firmato da Fernandez, perfezionando il break iniziato a-3’20” dall’intervallo in un 30-10 che se non era una sentenza rappresentava qualcosa di più di un suggerimento, e questo nonostante i tre falli ben presto fischiati a Cittadini e Brownlee. Napoli è rimasta aggrappata fino a tre minuti dal termine, per poi perdere la presa e scivolare, lentamente ma inesorabilmente, verso la sconfitta. Lo strattone decisivo è stata la «bomba» di Benevelli del +6 a 1’21” dalla sirena, primo canestro su azione dopo cinque errori del pesarese che già dalla distanza aveva dato un preziosissimo vantaggio nel supplementare vinto su Agrigento e ieri si era comunque reso più che utile a rimbalzo, conquistando nove palloni, quattro dei quali in attacco. Chi ha guardato con attenzione il tabellino avrà già trovato un’altra importantissima (tin! tin!) chiave di lettura della vittoria biancoblù, il 96% ai liberi contro il 62% degli avversari. Se passiamo dalle percentuali ai numeri, un solo errore, il primo per Loschi in questo campionato, commesso a gara finita dopo un meraviglioso 22/22, quando i partenopei hanno sbagliato 8 volte su 21 tentativi: una differenza di 7 punti che è anche quella che ha separato a fine gara le squadre… Il successo di Napoli, il decimo in tredici partite, quarto consecutivo a eguagliare la striscia iniziale, oltre a confermare la Centrale al secondo posto solitario, la qualifica con due giornate d’anticipo alla Final Six di Coppa Italia. L’obiettivo ora è conservare la piazza d’onore per accedere direttamente alle semifinali dove incontrare una squadra reduce da un impegno 24 ore prima, ovvero battere domenica Barcellona e il 4 gennaio Trapani a domicilio, senza dover sperare in disavventure di Ferentino e Torino. Si può fare, scandirebbe Gene Wilder/dottor Frankenstein. Ma intanto godiamoci la vittoria per nulla scontata di Napoli, della quale il nostro ghost writer ha trovato una felice sintesi: Pala-Barbuto, sempre piaciuto.

Franco Bassini

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Coach Diana che cosa ha pensato quando la sua squadra si è trovata sotto di 18 punti? «Ho pensato che continuando a camminare non saremmo arrivati da nessuna parte. Sapevo però che la squadra si sarebbe sciolta, trovando quell’equilibrio che era mancato. E partendo come sempre dalla difesa è passata dal -18 al -4 che ha gettato le basi per la vittoria. Nella seconda parte della partita abbiamo controllato maggiormente l’area e siamo stati più presenti a rimbalzo». Il contributo di Brownlee è stato modesto. «Justin si è trovato e si trova tuttora a vivere un momento difficile. Lo aspettiamo, fiduciosi di ritrovare quel giocatore energico e solare che abbiamo visto fino a pochi giorni fa. Non dimentichiamo che domenica scorsa non aveva giocato e questa settimana ha ripreso ad allenarsi soltanto mercoledì». La vittoria vale la Final Six di Coppa Italia, un obiettivo non dichiarato, ma… «Ma del quale siamo orgogliosi. Poiché sono ambizioso, come d’altronde lo è la società, non posso che essere contento di questo traguardo. Diciamo che più che un obiettivo raggiunto, la qualificazione alla fase finale della Coppa Italia è un premio all’impegno settimanale dei miei giocatori». Senza Nelson, con Brownlee sottotono e Alibegovic acciaccato non sono mancati comunque i frombolieri. «Ogni domenica riusciamo a mettere in ritmo qualcuno, ma questo è la conseguenza del lavoro di tutti. Poi io sono il primo a spingere chi si trova in fiducia a prendere iniziative. La dote migliore della Centrale è la voglia di passarsi la palla e questo consente di distribuire responsabilità e opportunità». La straordinaria percentuale ai tiri liberi ha rappresentato un grande punto di forza. Come spiega questo exploit, peraltro non isolato? «La mia etica di lavoro prevede che nulla sia lasciato al caso. I tiri liberi sono un fondamentale importantissimo che noi alleniamo in settimana. Non si tratta soltanto di una questione di tecnica, ma anche di testa ed è per questo motivo che cerchiamo di ricreare la situazione di pressione nella quale ci si viene a trovare la domenica». Nonostante le assenze di Nelson e Jackson abbiamo assistito a una bella partita. «Spiace sempre quando gli infortuni impediscono ai giocatori di scendere in campo. Senza i due americani la sfida ha perso di sicuro qualcosa in termini di spettacolo, ma la partita è stata combattuta e quindi avvincente».

f.bass.

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Fernandez 8. Mente o braccio armato non fa differenza. L’importante è che ci sia, che sia tornato a Brescia dove vive in un microclima che ne favorisce la fioritura. Da play a guardia con noncha-lance. Più che su azione (5/13), è in lunetta con 8/8 che gioca la partita perfetta. Ed è in lunetta che si decide il match.

Cittadini 8. Sportellate con Brkic, una gomitata del quale gli gonfia il padiglione destro costringendolo ad abbandonare la contesa. Ma è solo un attimo. Si gestisce (aveva 4 falli al 32′) con sapienza ed esce dalla contesa con lo scalpo più difficile. Quanti tiri messi in faccia all’ex di giornata! Perché ci vuole orecchio…

Alibegovic 6.5. Giovedì era in stampelle, ieri grazie al lavoro di Giacomini e Di Giovanni che gli han fatto terapie anche sul treno che ha portato la squadra in Campania ha giocato 12 minuti segnando 6 punti con la tripla che ha dato il + 2 sul 50-48 dell’ultimo mini intervallo. Lì Brescia ha capito che poteva vincere anche questa.

Benevelli 7.5. I suoi rimbalzi (9 alla fine) sono stati un potente energetico nella rimonta a cavallo tra il secondo e il terzo quarto. E la bomba del + 6 (66-60) a 1′ e 21″ dalla fine è stato l’Aperol In aggiunta a un bianco frizzante per un Pirlo perfetto. Salute, Andrea. Ormai bresciano dentro.

Loschi 7. Un’altra doppia cifra per il capitano che segna quando serve. Ha sbagliato il primo tiro libero della stagione, ma quando il pullman era già acceso. Collante indispensabile di un gruppo compatto.

Passera 7. Gioca 32′ e tranne qualche titubanza quando Napoli si allontana fino al + 18 perché nell’attacco bresciano si spegne la luce, è lui che cambia il ritmo al match facendo correre i suoi. Si prende più tiri di tutti (14), ma fa bene perché è in serata: 13 punti e 4 assist.

Tomasello 6. Usa il fisico per far lasciare in quasi 4 minuti ai pivot avversari un po’ di energie sul parquet. Che alla fine mancano a Napoli. GIAMMÒ6 Davanti a familiari e amici (Roma non è poi così lontana) allunga le rotazioni.

Brownlee 6. I riflettori erano in gran parte su di lui. Si vede che fa il possibile per ripagare la fiducia e i 7 rimbalzi sono la cartolina di un giocatore che ce la mette. 13 punti però sono un coriandolo per un americano. Ci vorrà tempo per riaverlo lucido.

Napoli Sabbatino 6, Ganeto 5, Traini 5.5, Brooks 8, Bride 7.5, Malaventura 4.5, Allegretti 5.5, Spinelli 6.

cri. tog.

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In copertina c’è ancora lui, Juan Fernandez. Decisivo con Agrigento con quel tiro a fil di sirena nel supplementare, decisivo ieri quando ha fatto il… Nelson giocando da guardia, primo terminale offensivo e miglior marcatore con 20 punti. «Primo obiettivo raggiunto – dice l’argentino riferendosi alla conquista delle final Six di Coppa Italia -, adesso però non dobbiamo fermarci. Quelle finali a marzo andremo a giocarcele per arrivare fino in fondo e in campionato dobbiamo tenere questo secondo posto. Anzi, se possibile migliorarlo». Non si pone limiti Fernandez perché sa che la Centrale può fare di più e meglio. «Tanto per cominciare dobbiamo smetterla di andare sotto di tanti punti. Siamo riusciti a confezionare un’altra splendida rimonta grazie a un gruppo che gira a meraviglia, ma è meglio non continuare a sfidare la sorte. A me non piace quando partiamo male. Per una volta proviamo a fare il contrario: vediamo se con Barcellona ci riesce di scattare forte ai nastri di partenza e poi di conservare il vantaggio vincendo senza bisogno di andare al “punto a punto” degli ultimi minuti». Aver giocato in un ruolo diverso dal solito non è stata una problematica. Segno che Juan sta bene e quando sta bene può fare tutto… «Sono tornato a Brescia per vincere. Sì in effetti rivedo il gruppo di due anni fa. Speriamo di ripeterci, anzi meglio: speriamo stavolta di ottenere la promozione che ci meritavamo anche allora. Se c’è da giocare play maker bene perché è il mio ruolo naturale, ma in questo momento anche spostarmi in guardia non mi crea alcuno scompenso. Mi sento bene, la palla entra e quando è così non bisogna porsi dei limiti». Al PalaBarbuto decisiva è stata la percentuale di squadra ai tiri liberi, un fondamentale nel quale Fernandez anche ieri ha saputo eccellere chiudendo con un eccellente 8/8. «Segno di concentrazione e volontà». La partita quando è cambiata? «Quando siamo riusciti a correre. Dobbiamo imporrei nostri ritmi per 40′, possiamo farcela». L’ultimo pensiero è per Brownlee: «Quello che sta passando è molto brutto, lo aspettiamo. Intanto anche lui è stato importante».

Cristiano Tognoli

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