Bresciaoggi – Baristi per un giorno pro-Abe, i più bravi? Del Bono e Pedrini

19 dicembre 2014

È finita con due vincitori la grande sfida della solidarietà che ieri mattina ha visto alcuni volti noti della città vestire per qualche ora i panni di baristi al caffè dell´Ospedale Civile. Omar Pedrini, ex leader dei Timoria, ha battuto tutti per la quantità di selfie scattati con i fans, ma il sindaco Emilio Del Bono è stato sicuramente il barista più richiesto.
Per tutta mattina alle prese con cappuccini, caffè e spremute, dietro al bancone, il primo cittadino e il rocker si sono aggiudicati rispettivamente il premio assoluto e il premio della critica. Felicissimo Del Bono, simpaticamente deluso Pedrini: «Finisce sempre così, come a Sanremo: a me il premio della critica, agli altri la vittoria assoluta…».
Poco male. Del Bono e Pedrini, al pari di tutti gli altri protagonisti dell´iniziativa, non puntavano certo al successo, ma si sono messi in gioco per un buon fine: tutto il ricavato dell´iniziativa «Baristi per un giorno» sarà devoluto all´Abe, l´Associazione Bambino Emopatico che dal 1981 sostiene il reparto di Onco-ematologia pediatrica e il Centro Trapianti midollo osseo degli Spedali Civili di Brescia.
«Partecipare a questa iniziativa è sempre un piacere, perchè vedere il sorriso dei bambini è la miglior ricompensa al mondo – ha confessato Pedrini presente come ogni anno, nonostante i recenti problemi di salute -. Il nostro lavoro voleva essere anche e soprattutto un “grazie” speciale a tutte quelle persone straordinarie, fra medici, volontari e infermieri, che ogni giorno aiutano i bambini che soffrono. E sempre con il sorriso sulle labbra».
SONO 250 i piccoli pazienti in cura ogni anno nel reparto diretto dal dottor Fulvio Porta, con una media di 50 nuove diagnosi: un dato che allarma e che contemporaneamente accendere la speranza. Perchè sono tantissimi i bambini e i ragazzi che guariscono definitivamente, grazie alla cure che ricevono al Civile. E la nascita dal «gruppo adolescenti» dell´Abe ne è la prova provata.
«Aver vissuto una storia comune di malattia e di sofferenza ci ha fatti conoscere e avvicinare – racconta Jessica Frattini, 17 anni, a nome del gruppo che ha dato il proprio contributo aiutando i Vip nel servizio ai tavoli -. Questa condivisione ha creato una grande sintonia e, anche se quasi tutti ci siamo conosciuti dopo essere guariti, il fatto di aver vissuto le stesse esperienze ci permette di superare insieme le difficoltà che non mancano mai: da poco, per esempio, abbiamo dovuto dire addio ad Alessia, una di noi che non ce l´ha fatta. È stata dura, ed è difficile, a volte, non ripensare a ciò che ciascuno di noi ha passato e a ciò che ha rischiato di perdere, ma sapere che c´è qualcuno su cui fare affidamento è una cosa meravigliosa».
A fine mattinata Del Bono e Pedrini e altri «baristi per un giorno» – dal presidente del Consiglio comunale Giuseppe Ungari, a don Claudio Paganini, padre spirituale del Brescia calcio, da vice caporedattore di Bresciaoggi Marco Bencivenga a Nicole Mancini, volontaria dell´associazione Les Roys, al pari di Fabio Bianchetti, Paola Carbonari, Maria Teresa Isetti e Nicola Facchetti – hanno indossato la mascherina e hanno visitato il reparto di Oncoemalotologia pedriatrica per portare un sorriso ai giovani pazienti. Una visita toccante, soprattutto grazie alla grande sensibilità di Pedrini, che ha «invitato» tutti al suo prossimo concerto.
«Il lavoro svolto all´interno di questo reparto è straordinario, a partire dall´impegno degli insegnanti che hanno reso possibile l´istituzione di una scuola interna per offrire ai bambini e ai ragazzi la possibilità di studiare, nonostante le evidenti difficoltà – ha sottolineato il sindaco -. L´Ospedale Civile è l´emblema di una sanità della quale essere fieri, che funziona a 360 gradi e che non è stata in alcun modo intaccata dalle vicende legate al complesso caso Stamina».

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