Giornale di Brescia – Martelossi: grazie Brescia

10 dicembre 2014

«In questi due giorni ho ricevuto una marea di telefonate e sms da Brescia, anche da persone di cui non ho il numero nella rubrica e che quindi non riesco a individuare: li ringrazio e li saluto tutti». Poche ore prima della presentazione alla stampa, avvenuta alle 17.30 nel Pala Hilton Pharma di Ferrara, la telefonata con Alberto Martelossi spazia dal recente passato al futuro appena cominciato.

Quando sei stato interpellato dalla dirigenza estense? «Domenica notte. Ed è stata una sorpresa assoluta, mentre in altre circostanze ero stato informato in settimana che in caso di sconfitta mi avrebbero affidato la squadra».

Quindi non hai mai visto giocare la Mobyt? «Non dal vivo. Per aggiornamento personale avevo guardato il filmato di due partite».

Cosa conosci della nuova destinazione? «A livello di giocatori ben poco: non ho avuto occasione di allenarne nessuno e negli anni ne ho incrociati solo due o tre come avversari. Rispetto alla mia precedente esperienza a Ferrara, in LegaDue nel 2010/11, è cambiata la proprietà ma l’entourage è lo stesso e l’organizzazione resta da serie A. Così come l’ambiente: gli abbonati sono più di 1.500 e le presenze medie al palazzetto superano le duemila unità».

La nuova destinazione ti è evidentemente gradita. «È una delle tre piazze di Silver che prendevo in considerazione. Per ambiente, distanza da casa, tradizione e prospettive».

Scusa, le altre due? «Treviso e Omegna. E spero che nessuna si offenda».

Che cosa ti è stato chiesto? «Essenzialmente di mantenere la categoria, visto che nella prossima stagione ci sarà l’A2 unica. Dopo un’annata dispendiosa come la precedente, anche e soprattutto per sostituire gli infortunati, le risorse non sono illimitate».

Come ti eri trovato quattro anni fa? «Ferrara è con Brescia  la piazza nella quale sono stato meglio. A suo tempo me n’ero andato con il rammarico che la situazione economica non avesse consentito di trattenere un gruppo di italiani daA1: Mazzola, Borsato, Lechthaler, Cournooh e Ndoja. I primi tre non avevano neppure concluso la stagione a Ferrara…».

Stavolta sei coach Martelossi e non il marito di Samantha Gori. «Mia moglie ha giocato tre buoni campionati nella Copma e ha un legame forte e ricambiato con la città. Quattro anni fa il rapporto era di un pezzo su di me e una pagina dedicata a lei…».

Franco Bassini

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