Bresciaoggi – Inesauribile Centrale: la panchina è una miniera

10 dicembre 2014

L’importanza di essere Leonessa: squadra affamata e volenterosa, capace una volta di più di vincere, convincere e mantenere il secondo posto in classifica grazie alla forza di un gruppo in cui i protagonisti escono (anche) dalla panchina.
Alibegovic scrive 21, Benevelli 18. Loschi 14 e anche il capitano si può includere nei giocatori usciti dalla panchina: non è un errore. Perché se si va rivedere il quintetto iniziale di Forlì (Passera, Nelson, Loschi, Brownlee e Cittadini), il capitano ha dato il meglio di sè cambiando Nelson, dopo che Alibegovic era entrato sul parquet. Perché coach Andrea Diana nei suoi dialoghi con chi entra e chi esce, trova sempre il modo di ossigenare i propri ragazzi e chi parte (o riparte) «seduto» riesce a dare qualcosa in più. In attesa che Nelson diventi il vero realizzatore di questa squadra (è il secondo marcatore con 149 punti segnati, 25 in meno di Brownlee, ma la sua media, 13,5 a partita, non è ancora quella attesa in preseason), coach Diana si coccola una squadra multi quintetto, e sempre di qualità.
Gli ultimi 2 turni sono stati dei jolly ben giocati e spesi da parte della Centrale del Latte che nelle classifiche di specialità è diventata il secondo attacco di A2 Gold (907 punti segnati, solo Torino con 924 ha fatto meglio) ma è la formazione con la miglior valutazione, eccellendo rispetto alle altre formazioni della A2 alla voce rimbalzi conquistati (394,6 in più di Casalpusterlengo seconda in classifica) e alla voce assist (174 contro i 169 di Verona): dati che sottolineano l´ottimo lavoro di squadra dei biancazzurri, che dimostrano in questo modo un affiatamento non indifferente.
Tornando indietro di un anno, ci si accorge che oggi Brescia è davvero «squadra», non qualche singolo che a intermittenza fa girare la squadra: «Rispetto al passato – conferma Loschi – non dipendiamo dagli americani, che anzi sono ben disposti a togliersi qualche tiro per permettere a qualche italiano di prenderlo».
Meno egoismo, o forse più un’idea di gioco che coinvolga l´intero roster biancazzurro: «Prima o poi Nelson comincerà a segnare in maniera seriale: quando deciderà di farlo saremo pronti a supportarlo – assicura Loschi -. Ma ora come ora è bello vedere che a fine incontro chiede quanti assist abbia fatto: questo vuol dire che gioca al servizio della squadra».
Adesso Brescia dovrà difendersi con i denti dagli assalti delle inseguitrici: la capolista Verona, dopo il passo falso con Jesi, è a sole 2 lunghezze, ma Torino, Casale Monferrato e Ferentino (in striscia positiva da 5 gare) incalzano alle spalle i biancazzurri che si tengono un margine di 6 punti dalla nona in classifica.
Diana ha ribadito che il suo obiettivo è l’ottava piazza, ossia l’ultimo utile che porta ai play-off promozione: Brescia potrebbe fare molto di più, ma prima di dare giudizi azzardati bisogna ricordarsi che il campionato è estremamente lungo e che le insidie sono dietro l’angolo. Certo è che, continuando a giocare così, senza pressioni e affrontando una gara alla volta, e soprattutto con questa profondità e nessun dualismo (che lo scorso anno fu il vero problema della Leonessa per tutta la stagione), nessun traguardo è precluso a questa Centrale del latte.

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