Giornale di Brescia – Aspettando l’Eib, il San Filippo è sempre più pieno

2 dicembre 2014

Matteo Bonetti si guarda indietro e ripensa ancora allaprimapartita casalinga della prima stagione, 2009-2010, quando l’avversario era quel Trento adesso in serie Ama allora in B1 (serie A dilettanti, uno dei tanti nomi cambiati negli anni) solo grazie ai diritti acquistati dallo scomparso Lumezzane: «Sugli spalti ci saranno stati non più di 500 tifosi e con gli altri soci ci guardammo in faccia chiedendoci chi ce l’aveva fatto fare di voler riportare a tutti i costi la pallacanestro a Brescia…». E invece cinque anni dopo il patron del Basket Brescia Leonessa, griffato Centrale del latte, si ritrova a commentare la media ormai più che quadruplicata. «Alle nostre partite ci sono sempre più di duemila spettatori»; 2.180 per la precisione in questo quarto campionato di A2, sesto nella storia della rinata società dopo il disastro degli anni Novanta della gestione Corbelli culminata con la vendita dei diritti a Ferrara. Il 2 aprile 1992, quando Brescia retrocesse in Bl, Giorgio Corbelli dichiarò: «Fin che l’unico palasport sarà il San Filippo scordatevi la serie A di basket, qui non tornerà mai più». E invece è stata sfiorata anche la vecchia Al. Segno che fare basket d’alto livello si può. Perché la passione è enorme. Nelle prime cinque giornate di questo campionato si è già toccato un tutto esaurito con i2.700 spettatori nel turno infrasettimanale del 19 novembre con Verona (unica sconfitta casalinga), il punto più basso sono stati i 1.800 nell’altro infrasettimanale con Mantova mentre al debutto con Jesi ce n’erano 2.000 e con Biella e domenica scorsa con Veroli 2.200. Trovare tutto quel pubblico due giorni fa non era scontato: la Centrale del latte era reduce da due sconfitte consecutive e i ciociari ultimi in classifica. «Ma ormai la gente viene per il piacere di applaudire Brescia – dice Bonetti – senza soffermarsi sugli ultimi risultati o sull’appeal dell’avversaria». La Centrale di Diana è seconda in classifica a pari punti con Torino e propone una pallacanestro divertente fatta di contropiede e tiri da 3 punti. «Gli spalti però sono lontani dal parquet – chiosa Bonetti -, i canestri tremano se ci sono troppi tifosi a saltare… Se avessimo già un palasport da 5.000 raddoppieremmo la media di tifosi, posto che l’obiettivo è andare in serie A e avere tifoserie ospiti che portano anche 400 supporters al seguito. Aspettiamo l’Eib». Novità? «Ci dicono che entro Santa Lucia si saprà qualcosa su chi ha vinto il bando. Il “nostro” progetto prevedere un palasport circolare come quello di Verona e Trieste con tutti seggiolini bianchi e azzurri numerati per un totale di 5.200 posti». Intanto la tifoseria è in fermento per la trasferta di domenica a Forlì: in pullman 15 euro (tesserati) e 20 (simpatizzanti) escluso biglietto palasport. Info: Daniela 338-8091692.

Cristiano Tognoli

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Nel posticipo della decima giornata di A2 Gold, Torino ha regolato in casa Trieste 94-82, al termine di una gara condotta dal primo minuto, con margini frequentemente in doppia cifra. I piemontesi salgono così a 14 punti, raggiungendo la Centrale al secondo posto a quattro lunghezze da Verona. Torino ha avuto 23 punti da Lewis, 18 da Fantoni e 17 da Giachetti (con 7 assist); Trieste hapotuto utilizzare solo per una decina di minuti Holloway (36-22 i rimbalzi…) debilitato da un virus e ha pagato inoltre la serata nera di Tonut (4 punti con 2/11). La classifica Verona 18: Brescia e Torino 14; Casale M., Ferentino e Mantova 12; Agrigento, Trieste e Biella 10; Barcellona, Forlì, Napoli e Trapani 8; Casal-pusterlengo e Jesi 6; Veroli 4.

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Il calcio è e rimane Sua Maestà, ma in città e provincia non si vive più solo di una sfera che rotola tra i piedi. L’esplosione del tifo va oltre. Brescia e il suo circondario si ritrovano abitualmente nel fine settimana anche al palasport. Affollandoli. E non è raro vedere facce che trovi al Rigamonti, al Turina, al Saleri, al Menti o al Centro Sterilgarda piacevolmente «riciclarsi» al basket o al volley. Brescia, FeralpiSalò, Lumezzane, Montichiari e Ciliverghe restano portacolori dello sport più praticato, ma c’è chi si sta facendo largo in altre discipline e, oltre al proprio zoccolo duro, guadagna fan «rubandoli» anche dal calcio. Con la passione dei propri tifosi, Centrale e Metalleghe nell’ultimo week end hanno fatto ancora il pieno. Se le pallavoliste hanno sfruttato il nome dell’avversario (la capolista Novara per i 3.000 e passa del PalaGeorge), stupiscono, ma fino a un certo punto, i 2.200 del San Filippo dove la Leonessa dei canestri si presentava con due sconfitte consecutive sul groppone e di fronte c’era il fanalino di coda. Significa che ormai la passione va oltre il momento. Il Bbl (Basket Brescia Leonessa) è un movimento che sposta anche 100-200 tifosi alla volta nelle trasferte più vicine. C’è poi il rugby e il Cammi Calvisano, già capace in questa stagione di toccare i 1.500-2.000 spettatori, che non l’abbiamo preso in esame perché questa settimana giocava in trasferta. Qui però c’è una tradizione consolidata, mentre basket e volley stanno ricostruendo dopo anni di silenzio. E la pallanuoto? Complice l’orario pomeridiano infausto, sabato scorso la Champions non ha «tirato». Ma scommettete che venerdì sera con la Pro Recco si farà fatica a entrare nella piscina di Mompiano? ct.

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