Bresciaoggi – Centrale, un ruggito esagerato: Veroli sbranato a suon di record

1 dicembre 2014

La Centrale del latte Brescia seppellisce sotto una slavina di canestri il malcapitato Veroli, e dopo due sconfitte consecutive torna a muovere la classifica. Una gara a senso unico quella contro la formazione laziale, ultima della classe con evidenti problemi tecnici e che al San Filippo si è pure presentata senza il suo uomo più rappresentativo, Alex Legion, fermato dall’influenza Ma la su- per prestazione di cui si è reso protagonista il team biancoaz-zurro non è solo il frutto di un match giocato contro un avversario poco autorevole. La Centrale ha sfoggiato quaranta minuti di grande palla- canestro, giocando benissimo e tirando ancora meglio. E se il rischio era quello di disputare una sfida senza la giusta concentrazione – in molti a Brescia avevano ancora negli occhi i quaranta minuti giocati l’anno passato contro il derelitto Imola, partita vinta solo nell’ultimo periodo -, ieri sera la Centrale, anche sotto questo aspetto, non ha fallito l’appuntamento. Un +43 che rappresenta la più larga vittoria di sempre in Legadue per la Centrale del Latte, che per una serata si gode nuovamente la seconda piazza solitaria della classifica, in attesa che Torino stasera giochi a Trieste, e che vede assottigliarsi il distacco dalla capolista Verona, che ieri sera ha lasciato le penne in quel di Napoli. Partenza sprint, piccolo rilassamento nella parte centrale della gara e ripresa da incorniciare per i giocatori bresciani, che non si sono mai accontentati del vantaggio che continuava a crescere. La sfida comincia con le due squadre che non si risparmiano e giocano su ritmi altissimi. Veroli lo deve probabilmente fare per necessità, la Leonessa non ha nessuna difficoltà nell’adattarsi. Ne scaturisce così un primo scampolo di incontro molto divertente, nel quale Brescia esibisce la perfezione balistica di Brownlee, Fernandez e Nelson, mentre Veroli si arrabatta sfruttando qualche buona iniziativa di Grande. La sfida rimane in equilibrio per tre minuti, poi la Centrale scappavia. Sul 5 a 12 (5′) coach D’Arcangeli prova a spezzare il ritmo dei bresciani chiedendo il primo time-out dalla partita, ma alla ripresa delle ostilità la Centrale, che tira dalla lunga distanza con percentuali eccezionali, fa intuire che non potrà esserci più una contesa equilibrata (19-7, 24-10). Entrano dalla panchina Passera, Alibegovic, Benevelli, Tomasello e Giammò, ma l’intensità e la pericolosità offensiva non variano di efficacia per una Leonessa concentrata e decisa a non concedere sconti. La formazione ciociara prova ad alzare i giri della propria difesa, cerca di servire qualche pallone in più al gigantesco Wojciechowski, ma qualsiasi cosa provi, la Centrale non viene neppure scalfita. All’intervallo lungo, dopo l’ennesimo show nel tiro da tre punti messo in scena da Loschi e persino da Giammò, la Leonessa conduce per 49 a 28. Statistiche alla mano, nel corso dei primi venti minuti la compagine di Andrea Diana ha curiosamente tirato più volte da tre punti (10/17) che da due (6/12), sfoggiando uno dei migliori primi tempi della stagione. La ripresa per certi versi è ancora migliore, anche se c’è da considerare la resa di Veroli, che nella seconda parte del match non ne aveva probabilmente più. C’è stata così la possibilità di vedere le ottime giocate di Fernandez, Nelson e Brownlee, i missili di Giammò e soprattutto Alibegovic bruciare la retina verolana, e vedere esordire i giovanissimi Federico Ferrari e Giacomo Piantoni. Il tutto in un San Filippo che come consuetudine era pieno come un catino ed ha avuto modo di divertirsi ed applaudire i propri beniamini. Verona e Ferentino sono adesso sconfitte dimenticate? Forse si, ma sarà opportuno non abbassare mai la guardia, perché la classifica rimane cortissima e dietro in pochi mollano.

Folco Donati

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Finisce con la «ola» del San Filippo e il pubblico in piedi ad applaudire il ritorno al successo della Centrale, Che con uno roboante 87-44 ritrova il sorriso dopo due sconfìtte consecutive. Ma coach Andrea Diana sottolinea inizialmente la pesante assenza in casa Veroli. «D primo pensiero – dichiara Diana – va sicuramente alla squadra di Veroli, perché giocare senza un americano non è facile, essendo tra l’altro Le-gion uno dei più forti di questo campionato. Una squadra piena di giovani che sta lottando comunque con tanto cuore in questo campionato. Non è facile». Una volta riconosciuto l’onore delle armi agli avversari, l’analisi passa poi a quanto fatto dalla sua squadra e alla prestazione dei suoi. «Ci tenevamo da matti a giocare forti questa partita, perché volevamo riscattarci dopo due sconfitte consecutive, soprattutto quella con Verona che abbiamo fatto fatica a digerire. Davanti al nostro pubblico ci teniamo sempre a giocare al massimo. Siamo stati molto bravi con Veroli». Approccio migliore non poteva esserci, come testimonia la partenza a razzo. «Volevamo giocare una grande partita, facendo partire tutto dalla difesa. Il fatto di non aver mai smesso di giocare dimostra che i ragazzi hanno grande voglia di lasciare il segno. Tutti hanno dato il loro contributo e questo ci ha permesso di mantenere sempre inalterato il ritmo della gara e il rendimento in campo». Una grande prova di squadra, che ha visto il suo picco al termine del primo tempo, con Brescia al 10/17 da tre, mandando a bersaglio ben 7 uomini dall’arco dei 6.75 (tre volte Brownlee, due Femandez e una a testa per Loschi, Nelson, Alibegovic, Benevelli e l’ex Giammò). «La forza di questa squadra è il gruppo. Allenarci per una settimana intera ci hafatto veramente bene, ne avevamo bisogno». Brescia che rafforza il suo secondo posto e dimostra una volta di più di essere una delle migliori realtà di questo campionato. «La continuità è data dal fatto che c’è continuità durante la settimana e durante gli allenamenti, e se continueremo così magari potremo permetterci di toglierci ulteriori soddisfazioni. Ora è presto per fare un bilancio, lo faremo dopo il girone d’andata, quando avremo incontrato tutte le nostre avversarie e visto il loro reale valore. Dobbiamo continuare a tenere la testa bassa e pedalare e sono convinto che possiamo ulteriormente migliorare». Ora ani va la trasferta di Forlì, che nonostante la partenza di alcuni giocatori e lo stato di smobilitamento, è squadra viva e vegeta, come dimostrano l’impresa sfiorata a Ferentino e le tre vittorie nelle ultime quattro. «Domenica ci aspetta una battaglia, su un campo caldissimo – conclude Diana-. C’è un orgoglio di un gruppo italiano che si sta esaltando e sta facendo risultati a sorpresa».

Claudio Canini

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C’è grande soddisfazione al termine del match con Veroli, con il patron Matteo Bonetti che ha più di un motivo per essere soddisfatto. «Sono molto contento per lo spirito che questa squadra ha messo in campo e per l’approccio, perché non sempre quando si incontrano le ultime della classifica la concentrazione eie motivazioni sono al massimo. Devo invece fare i complimenti a questo gruppo che ha mandato un grande messaggio: vogliamo arrivare il più in alto possibile e vogliamo fare divertire la nostra gente. Programmi non ne facciamo e per il momento ci godiamo un secondo posto più che meritato». L’obiettivo ora è finire bene l’anno e fare un grande mese di dicembre. «Entriamo in un periodo delicato perché forse qualcuno potrebbe pensare chele sfide che ci aspettano siano facili sulla carta. Così non è, e quindi dobbiamo avere rispetto di tutti e giocare sempre al massimo, anche se non ho dubbi su questo perché vedo allenarsi i miei sempre alla grande». Cinque gli uomini in doppia cifra per la Centrale, tra cui Federico Loschi (11 punti). «Era una gara difficile da interpretare – commenta il capitano -, forse quella che noi giocatori amiamo meno perché non è facile trovare motivazioni. Il fatto che abbiamo vinto di 43 punti vuol dire che non abbiamo avuto cali». Loschi sottolinea poi la grande coesione di squadra. «Qua c’è un grande clima, tutti cerchiamo di aiutare i compagni, e vedere ad esempio Joshua Giammò – che gioca poco e che quando ha la possibilità di tirare cerca lo scarico, vuol dire che la squadra viene prima di tutto». Il capitano parla poi della metamorfosi avuta dallo scorso anno. «Partire in quintetto da capitano per me è una grande responsabilità. Sono sicuramente maturato come giocatore, sto strovando il piacere di passare la palla, cosa che facevo poco lo scorso anno. Devo ringraziare i compagni ed il coach perché marcare ogni volta l’americano più pericoloso è per me motivo di soddisfazione ma anche di grande responsabilità. Dualismo Loschi – Alibegovic? «Nessun dualismo. Anzi, siamo anche molto amici fuori dal campo».

Claudio Canini

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