Bresciaoggi – Centrale, ritorno sulla terra tra quattro giorni

25 novembre 2014

Come passare in quattro giorni dalla possibilità di andare in testa alla classifica, al farsi staccare di sei punti dalla vetta ed essere ripresi sul secondo gradino della graduatoria da Torino e Casale Monferrato? Basta chiedere alla Centrale del Latte! La seconda sconfitta consecutiva rimediata dai ragazzi di Andrea Diana l’altra sera a Ferentino, ha riportato sulla terra l’intero mondo biancoblù, passato dall’illusione di poter conquistare la leadership della Legadue al doversi accontentare di guardare con il binocolo l’irraggiungibile compagine scaligera e dividere con il duo piemontese la seconda piazza. Questi i fatti che derivano dalla doppia sconfitta patita contro Verona e Ferentino, ma in effetti il campionato della Leonessa dei canestri sino ad oggi non è solo da considerarsi buono, è addirittura ottimo. CERTO oggi il rimpianto per la duplice battuta d’arresto rimediata di misura contro due ottime formazioni come Verona e Ferentino, sconfina sino alambire il sentimento della delusione, ma in effetti Brescia non ha nulla da farsi perdonare. Giocare sei partite in poco più di venti giorni non è situazione consueta e siccome il conto si paga sempre alla fine, ecco che alla resa dei conti, quando l’oste porge lo scontrino, si sarebbe pensato di poter mangiar meglio e pagar meno. Rimane la realtà dei fatti ed è quella che nessuno in questo campionato è disposto a regalar nulla. Ma perdere per stanchezza il confronto contro un Ferentino giunto nel finale di partita con la spia della benzina lampeggiante, ma con motore e centralina computerizzata perfettamente funzionanti, ci sta eccome per la Centrale del latte. I due tiri piazzati da tre punti falliti in campo aperto nel concitato finale di partita da due big della specialità, quali Fernandez e Nelson, vanno proprio interpretati in quest’ottica. Poche gambe e ancor meno brillantezza mentale. Non sempre si può rimediare grazie ad un buon gioco di squadra ed alla voglia di lottare su ogni pallone, ogni tanto servono limpidezza di idee e soprattutto un fisico che risponda perfettamente alle sollecitazioni richieste nello specifico momento. Condizioni queste che Loschi e compagni non potevano possedere, per- ché svuotati dal fatto di aver lottato e vinto contro Casale Monferrato, Trieste e Casalpusterlengo e perso contro Torino, Verona e Ferentino: il tutto nello ristrettissimo lasso di tempo di una ventina di giorni. E’ questo il conto salatissimo pagato dai due rinvìi a cui ha dovuto sottostare la formazione cittadina per le gare non giocate come il calendario imponeva contro Casalpusterlengo e Torino. Ma a bocce ferme, dopo che il rimpianto per quello che sarebbe potuto essere e non è stato piano piano svanirà, ci si dovrà pur porre una domanda. Alzi la mano chi pensava che dopo nove giornate di campionato, questa squadra nuova di zecca, sorta sulle ceneri di quella tutt’altro che formidabile dell’anno scorso, si sarebbe trovata a lottare per il vertice della classifica? Pochi, forse nessuno. Ed allora vale la pena godersi comunque il buon momento e concentrarsi sul futuro. Domenica al San Filippo arriva Veroli. Ultima della classe a cui strappare quei due punti che farebbero tornare il sereno e allo stesso tempo servirebbero per insabbiare definitivamente nel dimenticatoio le amarezze dell’ultima settimana.»

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