Giornale di Brescia – Centrale sconfitta in volata, è la prima doppietta in negativo

24 novembre 2014

Una Centrale visibilmente stanca cede di misura sul difficile parquet di Ferentino, incassa la seconda sconfitta consecutiva, come mai era accaduto in questo primo scorcio di campionato, e viene agguantata al secondo posto da Casale e Torino, rimanendo comunque nelle prime quattro. Una stanchezza fìsica e probabilmente anche mentale alla quale ci sentiamo di ricondurre quei due-tre errori al tiro altrimenti difficile da spiegare commessi negli ultimi minuti della contesa e un’inferiorità a rimbalzo non così preventivabile alla vigilia. D’altronde la squadra di Diana aveva speso molto sotto tutti i punti di vista mercoledì nella gara persa con la capolista sempre più capolista Verona, senza dimenticare l’anomalia di questo mese di novembre che ha concentrato sei gare, cinque delle quali in trasferta, in 21 giorni. Una stanchezza alla quale riconduciamo la scarsa lucidità nelle azioni decisive di una partita vissuta ancora una volta sul filo dell’equilibrio, fatto questo che se da un lato conforta (la Centrale finora non ha mai mollato) dall’altro acuisce il rammarico per una sconfitta che era oggettivamente evitabile. Ferentino, nel confermarsi squadra di talento (alcune giocate individuali, come il canestro fuori equilibrio di Bucci nel finale, sono lì a dimostrarlo) ha anche palesato pause e discontinuità che avrebbero potuto costarle caro. Gramenzi deve così ringraziare la verve sotto canestro, in particolare sotto quello bresciano, di Biligha, l’ex Verolese che con i suoi 7 (sette) rimbalzi offensivi (altrettanti quelli in difesa) ha rifornito di palloni i compagni, quando non ha provveduto egli stesso a convertirli in due punti. E questo nonostante la prova eccellente di Cittadini, alla terza doppia doppia consecutiva, decisamente il migliore della Centrale. Che poi il meno giovane risulti essere il più efficace pone altri interrogativi, o semplice-mente confuta la nostra tesi secondo la quale la sconfìtta sia in gran parte ascrivibile alla stanchezza… Come avrete capito è stata una partita di non facile interpretazione, nella quale le contendenti hanno mediamente faticato a trovare continuità, sbagliando parecchio (43% per i ciociari, 40% per Brescia) vivendo così di fiammate, spesso contrapposte. Quella di Ferentino che alla lunga si mostrerà decisiva, il break di 12-0 sul finire del terzo parziale, è stata ad esempio la risposta all’ultimo allungo della Centrale, che si era portata con Brownlee su un promettente +6, a quel momento, era il 24’12”, massimo vantaggio conseguito dai bianco-blu che avevano peraltro quasi sempre guidato nel punteggio. Analogamente il 64-56 firmato da Biligha in avvio di ultimo parziale grazie alla specialità della casa è stato annullato da un immediato 8-0 che avrebbe potuto essere arrotondato con un libero supplementare guadagnato da Fernandez autore in penetrazione del canestro della parità dopo che Cittadini si era incaricato di portare sotto la Centrale spesso imbeccato dallo stesso Lobito, al quale gli scout-men ciociari hanno sottratto almeno 5 assist. L’errore dalla lunetta (verrebbe da dire dal dischetto, alla luce della rilevanza nell’economia della partita) di uno specialista a -5’03” dalla sirena sul 64-64 simboleggia le difficoltà incontrate dalla squadra di Diana nella seconda, decisiva parte del parziale conclusivo. Nella quale, tanto per cominciare ha realizzato soltanto 7 punti, comprese le due «bombe» della disperazione messe a segno da Fernandez e Nelson nell’ultimo minuto. Questo significa che nei precedenti quattro la Centrale aveva raccolto un solo punto (un libero di Brownlee) fallendo tra l’altro due triple aperte proprio con Fernandez e Nelson, in entrambi i casi sul 66-64. Evidentemente nemmeno Ferentino ha avuto il polso fermissimo, ma è stato più lucido nei momenti topici, ovvero ha sbagliato qualcosina di meno, mentre Brescia, negli ultimi 13″ non riusciva nemmeno a commettere fallo. Suvvia, erano proprio stanchi.

Franco Bassini

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Una, due e tre. Tre sconfìtte con squadre costruite per provare a vincere il campionato. Ferentino dopo Torino e Verona. La Centrale stecca un’altra prova da grande, ma per Alessandro Cittadini non basta per far sì che i tre indizi si trasformino in prova certa. «Non ne usciamo assolutamente ridimensionati. Vero che abbiamo perso con le tre favorite alla vittoria finale, ma siamo riusciti sempre a giocarcela alla pari e questo è un buon risultato. Inoltre se proprio dobbiamo valutare i match con le squadre d’alta classifica non dimentichiamoci che abbiamo battuto Biella, un’altra big di questo torneo, che gioca anche l’Eurochallange». Il totem della Leonessa, alla terza doppia doppia consecutiva, sposta il tiro sulla stanchezza con la quale la squadrarla dovuto fare i conti. «Abbiamo giocato sei partite in ventuno giorni, non siamo abituati a questo sforzo. Sembriamo una squadra che gioca le coppe, ma siamo in A2 Gold. Purtroppo sì, qui a Ferentino abbiamo pagato i rin- Un missmatch perso da Cittadini con Starks vii con Casalpusterlengo e Torino e i recuperi che hanno ingolfato il nostro calendario». Ieri per il «Citta», che da queste parti ricordano come punto di forza di Veroli, era un derby. Lotta dura senza paura sotto le plance con Ghersetti e Biligha. Se in altri giocatori di Diana è emersa un po’ di stanchezza lo stesso non si può dire di questo splendido trentacinquenne che stupisce di settimana in settimana. «A me le cose sono andate bene, ma quando la squadra perde te ne fai molto poco dei complimenti che anche un pubblico tradizionalmente “nemico” mi ha tributato. Abbiamo lottato tutti, non solamente io. Sono fiero dei miei compagni». Eppure la sensazione con la quale il pullman bresciano lascia il PalaGrande è quella di un’occasione sprecata. Non serviva poi molto di più per portare a casa questi due punti… «In effetti Ferentino, che pure è stata costruita per vincere il campionato, non è stata nettamente superiore a noi. Adesso però pensiamo a Veroli – dice Alessandro Cittadini che ritroverà la sua ex -. Domenica al San Filippo ci aspetta una gara da vincere a tutti i costi».

Cristiano Tognoli

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Diana esordisce complimentandosi con Ferentino, per poi affermare di essere «molto soddisfatto» della prova dei suoi. «Abbiamo pagato il break subito nel terzo quarto – spiega il tecnico della Centrale – un break per certi verso inaspettato e strano, in quanto poche volte ci era capitato di incassare un 12-0. Con grande orgoglio i ragazzi hanno riaperto una partita che avrebbe potuto essere chiusa, senza però riuscire a completare l’opera. Non ho visto la solita brillantezza, ma era difficile avere a disposizione il massimo delle energie dopo una gara dispendiosa come quella di mercoledì. Finalmente abbiamo davanti una settimana tipo: dopo un novembre così denso di partite ne sentivamo il bisogno. Smaltiremo la stanchezza accumulata e al tempo stesso torneremo con regolarità in palestra, vale a dire nel luogo dove abbiamo costruito il nostro buon inizio». Nello sprint finale è mancato qualcosa. «Fernandez e Nelson hanno sbagliato due conclusioni da3 punti ben costruite che se fossero andate a bersaglio avrebbero potuto cambiare l’esito della partita, caricando la mia squadra e minando le certezze di Ferentino. Per contro Bucci è stato bravissimo a segnare quel canestro in uscita dal blocco». Come reagirà la squadra al doppio ko? «Lo vedremo. Ai giocatori ho detto che dobbiamo migliorare qualcosa e che lavoreremo per questo. Verona e Ferentino so- Diana con Alibegovic e (seminascosto) Passera no comunque squadre con obiettivi importanti e anche se le sconfitte bruciano sempre si potevano anche mettere in preventivo». Ferencz Bartocci stila un bilancio delle prime nove giornate dopo le quali Brescia ha all’attivo sei vittorie (un anno fa erano sette proprio vincendo qui 74-72) e un secondo posto in condominio. «Io sono soddisfatto – dice il direttore sportivo – del nostro inizio. Ci manca ancora qualcosa a livello di amalgama, ma vedo un gruppo che lotta ferocemente in ogni partita e che con questo spirito ha già fatto innamorare i tifosi». Anche per il dirigente della Centrale, seguito ieri dalla compagna verolana doc e da un gruppetto di amici della stessa città che tifavano Brescia, la stanchezza ieri si è fatta sentire: «Purtroppo nel finale abbiamo sbagliato un paio di tiri che in condizioni più brillanti sarebbero entrati e avrebbero cambiato storia al match. Comunque ci siamo e vedrete che lo dimostreremo domenica con Veroli in un match che mi farà trascorrere una settimana di forti emozioni perché cinque anni non si dimenticano».

Bassini-Tognoli

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