Giornale di Brescia – Ghersetti: Ferentino mi ricorda la Centrale che vinse il campionato

22 novembre 2014

Semmai una voce potesse illuminarsi (al telefono poi…) questo sarebbe il caso di Mario Ghersetti quando riceve notizie da Brescia. Il suo tono, diciamo pure l’entusiasmo, vale ben più delle testimonianze di affetto, più o meno formali, che accomunano gli ex. «A Ferentino mi trovo bene -spiega poi l’ala pivot di Tandil – è una cittadina carina e tranquilla. E ti ho detto tutto…». Dal punto di vista artistico è un piccolo gioiello. «Vero, io poi abito vicino al centro storico. L’Italia è così, ricca di storia anche nei posti meno conosciuti». A febbraio sei stato vicino a tornare a Brescia, poi cosa è successo? «Semplicemente che la trattativa non si è concretizzata, sono cose che capitano. È però vero che con Matteo Bonetti ci siamo sentiti tantissimo». E in estate hai firmato per Ferentino. «Ci tenevo molto a tornare in Italia, avevo alcune offerte, Ferentino ha dimostrato di tenerci particolarmente e visto anche che conoscevo e stimavo già alcune persone che lavorano qui, ho fatto la mia scelta». Tra i tuoi nuovi compagni c’è un’altra vecchia conoscenza dei bresciani, Biligha, a Verola nel 2008/09. «Ha un fisico devastante e buone mani. Gli dico sempre che l’anno prossimo giocherà in A1». Quella di domenica sarà solo la quarta partita in casa: il calendario non vi ha aiutato. «Di sicuro. Ma il primo problema è stato trovare i giusti equilibri in una squadra molto rinnovata, con sette giocatori abituati a essere la prima scelta offensiva. L’inizio non è stato facile, adesso però siamo più consapevoli del ruolo che abbiamo. Io, Guarino e Pierich ora ci prendiamo un tiro in meno e facciamo un passaggio in più, curiamo meglio rimbalzi e difesa. In altre parole, mettiamo la testa prima dell’istinto offensivo. Una situazione simile l’avevo vissuta nei primi mesi a Brescia, con tantissimi attaccanti di valore in una squadra che però andava così così. Poi ci siamo sistemati e siamo stati promossi il LegaDue». Intanto avete vinto le ultime due partite. «Non facili, con Torino e a Codogno. Ma abbiamo un grandissimo allenatore (Franco Gramenzi, ndr) e una società seria, che ci lascia tranquilli, creando così le condizioni ideali per far bene». Segui le vicende della Centrale? «Sinceramente non sono quello che va a vedere tutti i tabellini di tutte le partite. Su Brescia sono però informato, in particolare su Fernandez, e so che giocano molto bene insieme». Rapporti con la città? «Ho tanti amici, da Matteo e Graziella agli Zanzaroni, e ricordi meravigliosi. Che domenica però accantonerò per le due ore della partita». Franco Bassini

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