Bresciaoggi – Centrale del latte a gonfie vele: l’avvio è sprint come un anno fa

11 novembre 2014

Così uguale, così diversa: come 12 mesi fa la Centrale del Latte si ritrova nelle zone alte della classifica, seconda da sola con 5 vittorie in 6 partite a 4 lunghezze dalla schiacciasassi Verona e con una gara da recuperare (giovedì sera a Codo-gno con Casalpusterlengo, contesa alle 21.00, si ripartirà dall’8-8 della sospensione). E come un anno fa a novembre i biancoazzurrri escono vittoriosi da Trieste (58-74 nel 2013, 81-87 due giorni fa). Risultati simili, figli però di due squadre completamente diverse. Lo dimostrano i risultati, innanzitutto: la Centrale del Latte dell’anno scorso era figlia di quella della stagione precedente, con qualche conferma ed un modulo di gioco ereditato. Quella di quest’anno è nuova per 9/10, ha rotazioni molto più profonde e meno radicate ma soprattutto ha un attacco spumeggiante. 98 punti segnati a Torino, 87 a Trieste: corre, tira, cerca il contropiede e difende forte. «Imbarcate» (come quella di Veroli, 73-53, alla quarta uscita) per ora nessuna: semmai la capacità di recuperare parziali difficili (come a Casale Monferrato e a Torino, seppur con esiti diversi) e con la voglia di vincere di tutta la squadra. Lo ha sottolineato coach Andrea Diana domenica sera in sala stampa, lo aveva predetto in tempi non sospetti capitan Federico Loschi ed i numeri sono lì a dare ragione una volta di più al lavoro estivo di Ferencz Bartocci e Andrea Diana. Continua, con vittorie magari un po’ faticose, ma un gioco spumeggiante ed esaltante, fatto di tanta spettacolarità (T asse Nelson-Brownlee sublima i supporters dai palati più raffinati) e segnali importanti. Perché a volte capita di sbagliare (come a Torino) e allora si ritorna in campo con quella determinazione e voglia che ti permettono di fare piazza pulita dei cattivi pensieri: i 19 rimbalzi catturati in attacco a Trieste sono lì a ricordarlo dopo che il pitturato biancoazzurro era stato saccheggiato da Torino e Casale Monferrato nelle 2 gare precedenti. Segnali importanti e di maturità arrivano dagli americani, ingranaggi fondamentali, e dai cambi. E allora diventa fondamentale avere dei backup pronti a farsi trovare al posto giusto nel momento giusto. E guarda caso i nomi sono sempre quelli di Andrea Benevelli e Mirza Alibegovic che sia a Casale Monferrato che a Trieste hanno dato la scossa. Atteso il primo, un po’ meno il secondo, che sta lentamente maturando e piano piano arrivano canestri e responsabilità da giocatore di categoria. Ma Trieste è stata la vittoria anche della falegnameria di Daniele Tomasello e dell’arguzia di Jo-shua Giammò, che ha mostrato caratteristiche importanti. Soprattutto quando dopo qualche errore non si è dato per vinto, ma al contrario ha provato di nuovo, senza paura di sbagliare. All’appello manca Marco Passera, fermo ai box, ma che è stato il primo panchinaro a dare valore aggiunto alla Leonessa dei canestri: la caviglia forse gli farà saltare anche la sfida di Codogno per averlo in piena salute con Verona il 19 novembre. Perché se a Brescia riuscirà l’impresa di far saltare il banco anche nel lodigiano (e non sarà facile considerando che Casalpusterlengo ha battuto Napoli dopo 2 overtime domenica 87-80), al San Filippo si giocherà una sfida che varrà un primo inaspettato, ma meritatissimo posto.

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