Giornale di Brescia – Centrale, ripartenza nel segno della solidità

10 novembre 2014

La Centrale del latte reagisce nel miglior modo possibile alla prima sconfitta stagionale e quattro giorni dopo la battaglia di Torino sbanca il PalaRubini di Trieste, conquistando la quinta vittoria in sei partite. Un record eccellente che può essere migliorato giovedì quando i biancoblù recupereranno a Codo-gno (ore 21) la partita interrotta dopo nemmeno 5 minuti di gioco sull’8-8 l’ormai lontano 12 ottobre. La gara di ieri rappresentava una sorta di cartina di tornasole per la solidità fisica e mentale di Brescia, che ol- tre a non disporre di Passera, aveva recuperato quasi in extremis Bene-velli e Cittadini. E questo dovendo affrontare la terza trasferta in otto giorni, per di più in casa di una squadra tosta, giovane e sfacciata come la Trieste di Eugenio Dalmasson. Ebbene, in queste condizioni non certo ideali anche sotto il profilo psicologico («scenderemo sul parquet meno sereni delle precedenti occasioni» aveva ammesso alla vigilia Andrea Diana), la Centrale ha giocato 32 minuti molto vicini alla perfezione, volando su un 51-74 che sembrava aver blindato la partita. Così non è stato, nel senso che Brescia si è trovata con l’avversario a 10 punti poco dopo il 35′, quindi nelle condizioni teoriche per poter rimettere in discussione l’esito della gara. Anche questo in realtà non è accaduto, perché Trieste non ha mai avuto un possesso che potesse valere l’aggancio, nemmeno ipotizzando un gioco da 4 punti, ma è chiaro che gli ultimi minuti sono stati ben più complicati di quanto non si profilasse in avvio di ultimo quarto. Non vogliamo però dilungarci troppo su questo finale sofferto, marnai effettivamente rischioso, per non commettere l’errore di minimizzare quanto fatto di buono, anzi di ottimo dalla squadra nei primi tre quarti, quelli che sono risultati poi decisivi per la vittoria. Il margine di vantaggio conquistato dalla Centrale è infatti diretta conseguenza della capacità di imporre i ritmi che le sono più congeniali. Non a caso Dalmasson a fine gara osservava che pur conoscendo le caratteristiche di Brescia per oltre trenta minuti la sua squadra non è riuscita a limitarle, segno questo di grande personalità da parte dei biancoblù, subito in partita (7-2) e sempre avanti. Così come la distribuzione dei punti (cinque giocatori in doppia cifra) e l’ottimo contributo della panchina testimoniano di grande solidità. Fino a quando le energie fisiche l’hanno sorretta, la Centrale è riuscita a re- alizzare tutti gli obiettivi che si era posta alla vigilia, dalla fluidità in attacco, al contenimento di Tonut e alla prevalenza sotto le plance. Lo scout del terzo quarto fotografa una situazione di assoluto dominio: i 19 punti di vantaggio sono il frutto del 34-22 a rimbalzo, come delle migliori percentuali ai tiri liberi, circostanza questa che riflette una maggiore tranquillità, senza trascurare il minor numero di palle perse. Tra le tante note positive, spiccano i recuperi di Cittadini (peraltro tartassato dagli arbitri che a un certo punto hanno cominciato a soffrire la contestazione del pubblico di casa) e Benevelli, ma anche la buona risposta fornita da Giammò e To-maselli, che non si erano alzati dalla panchina nelle due precedenti trasferte. Con Questa afferma- zione, ottenuta su un parquet dove poche squadre faranno bottino, Brescia non solo torna immediatamente a vincere in trasferta, dopo l’ottimo esordio di Casale, ma in virtù delle disavventure occorse alle altre tre squadre che la affiancavano sulla piazza d’onore, si trova già sola al secondo posto. Una posizione che giovedì, quando chiuderà contro Casal-pusterlengo il temibile ma non temuto poker esterno, potrà essere consolidata, portandosi al tempo stesso a due punti da Verona, unica squadra a punteggio pieno, che il 19 sarà a Brescia per un match che costringerà i tifosi bresciani a raggiungere il San Filippo con ampio anticipo per evitare di non trovare il biglietto. E sarebbe davvero un peccato… Franco Bassini

Nelson+Brownlee ed è spettacolo. Per la prima volta in stagione i due americani della Centrale chiudono entrambi con una doppia doppia: punti e rimbalzi. Per Brownlee non è una novità, per Nelson sì. La coppia di yankee continua ad essere un punto di riferimento irrinunciabile per la Centrale. Justin hatiratomale (5/19peril26% è una percentuale da Campetto di periferia) e questo gli ha tenuto relativamente bassa la valutazione (14), ma ha chiuso comunque a quota 14 punti e a questa cifra ha abbinato ben 13 rimbalzi. Dominatore assoluto del pitturato. Roberto si è fatto decisamente preferire nelle conclusioni, selezionandole (5/9, 56%) per un totale di 15 punti (1/1 nelle bombe), ma ha anche difeso come un ossesso conquistando 11 rimbalzi e smazzan-do 5 assist. Per se stessi e per la squadra, due americani che vorresti sempre avere. Nelson è rientrato negli spogliatoi a fine partita mimando un ballo: «I’m very happy». Ha chiesto i risultati: «Siamo Roberto Nelson marcato da Stefano Tonut, top scorer del match secondi da soli? Bene ora puntiamo al primo posto». Preferisce frenare Andrea Benevelli che a Trieste è stato di casa e ha lasciato buoni ricordi. «Vittoria pesante – dice l’ala-pivot biancoazzurra -perchè non credo che in molti riusciranno a vincere su questo campo». Centrale praticamente perfetta per 32 minuti, poi cos’è successo? «Più che un nostro calo, dettato comunque dalla stanchezza dei continui viaggi che stiamo affrontando dovendo giocare tra l’altro ogni tre giorni, giusto dare qualche merito anche a Trieste. Sono una squadra giovane, che gioca con il cuore e si sono fatti trascinare da un pubblico eccezionale. Siamo stati bravi a mantenere i nervi saldi e a prenderci la quinta vittoria in sei partite. Direi che avremmo firmato tutti per partire così, no?». Assolutamente sì, al punto che ora si guarda già al derby del 19 novembre con Verona come alla partita utile per agganciare il primo posto: «Anch’io – conclude Benevelli -m’immagino già un San Filippo esaurito e ribollente di tifo, ma andiamoci piano. A me piace pensare a una gara per volta. A Codogno giovedì sarà durissima, forse anche più che qui a Trieste».

Andrea Diana ricomincia da dieci, il voto che assegna senza esitazioni alla sua squadra. «È stata la partita che mi aspettavo – inizia la sua analisi il coach della Centrale – dato che sapevamo dell’orgoglio di Trieste, capace di caricarsi nell’intervallo. Noi siamo stati però bravi a creare un gap importante, che si è rivelato decisivo. Abbiamo avuto fluidità in attacco e questa voglia di passarsi la palla e di coinvolgere tutti i giocatori sui parquet è testimoniata anche dai cinque elementi in doppia cifra. Un buonissimo contributo è venuto anche dalla panchina. Dopo 32 minuti abbiamo accusato un calo che poteva essere a sua volta messo in preventivo. Dopo la battaglia di mercoledì a Torino non era pensabile poter reggere 40 minuti a questi livelli. Molti meriti vanno attribuiti anche a Trieste e in particolare a To-nut che pure abbiamo a lungo limitato, impedendogli di trovare ritmo e fiducia con le penetrazioni per poi rendersi pericoloso anche da fuori». Ed ecco il 10 attribuito alia squadratile ha dato tutto e nel finale durante i time out non aveva piùnemmeno laforzaperparla-re. Negli occhi di ciascuno però leggevo la voglia di portare a casa il successo come è avvenuto anche grazie alla personalità dimostrata dalla lunetta, mettendo a segno i liberi che tenevano lontani gli avversari». Mai avuto paura che finisse diversamente? «Il rischio c’era, ma vedevo sicurezza nei ragazzi, anche nei due americani che pure Cittadini ieri positivo nonostante il condizionamento dei falli non erano abituati a giocare in un clima del genere, con il pubblico che fischia». E giovedì si va a Codogno… «Intanto riposiamo un giorno, come abbiamo fatto dopo Torino, perché è necessario recuperare energie anche a livello mentale per poi affrontare il lavoro che ci aspetta relativo alle tematiche tattiche». Cittadini è stato recuperato: ce la farà anche Passera? «È presto per dirlo. Di certo sta migliorando giorno dopo giorno». «Non puoi regalare trenta minuti a nessuna squadra – osserva dal canto suo il coach dei trie- stini Eugenio Dalmasson – a maggior ragione a una avversaria del valore di Brescia. Siamo incappati in un approccio sbagliato che fatico a spiegare: mancava la necessaria attenzione per fronteggiare una squa-drache sapevamo capace di andare con facilità a canestro. Abbiamo così impiegato trentami-nuti per capire che tipo di partita dovevamo fare. Certo, la reazione è stata di grande livello, ma troppo tardiva. Con Biella per esempio, quando pure eravamo finiti sotto di una ventina di punti, ci eravamo ritrovati prima». f.bass.

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