Giornale di Brescia – Basket Centrale, affidabilità confermata

7 novembre 2014

Ci sono giorni in cui non arrendersi vale ben più che stravincere. La Centrale torna da Torino con la conferma di un’affidabilità di squadra che pesa almeno tanto quanto quella riscontrata nelle prime quattro partite vinte. Di più: nel gioco dei parallelismi tra il successo sofferto con Mantova, e in parte anche quello con Jesi, e la prima battuta a vuoto subita mercoledì seraaTo-rino, i biancoazzurri di Diana escono con un’immagine migliore dal PalaRuffini di quanta non ne avessero dipinta in faccia dopo i primi due giri al San Filippo. Tralasciando per un attimo la difesa, siamo proprio curiosi di scoprire quante squadre riusciranno ad andare a giocare nella tana della Pms Manital tirando con il 56% (62% da 2 e 42% da 3), sfiorando la perfezione (16/17) ai liberi. E ancora: con Cittadini e la sua schiena a pezzi, Passera e Benevelli persi a gara in corso, Fernandez di nuovo inghiottito nel gorgo dei falli e Alibegovic travolto dalla fisicità e dall’impatto delle montagne torinesi. Diana è stato capace di proporre comunque quattro giocatori in doppia cifra, solo che di là hanno chiuso in cinque… I ritmi alti erano quelli che Brescia voleva, Torino è squadra più vecchia e meno mobile, ma la vendemmia di triple (13/23) conAmoro-so robotizzato (6/7) ha scavato più di un solco tenendo sempre i bianco-azzurri a distanza più o meno di sicurezza per Bechi e la sua corazzata.

Sì, corazzata. Anche se ha già perso due partite su cinque, Torino è di gran lunga la squadra con il potenziale migliore del campionato: quattro ex nazionali, cinque ex giocatori del piano di sopra e anche l’infortunio di Mancinelli, paradossalmente, è venuto in soccorso del tecnico livornese ex Virtus Bologna. Un giocatore di personalità in meno in questo momento aiuta Torino ad avere meno galli che si beccano nel recinto, senza che le rotazioni ne risentano. Se Torino trova una serata come quella di mercoledì non c’è squadra, in questa A2 Gold, che possa resisterle. Poi certo il basket è anche molto altro: chimica, solidità, affiatamento e certo il battibecco tra Bechi e Amoroso, che ad un certo punto non ne voleva sapere di uscire dal parquet per rifiatare, è la spia che qualcosa a livello di rapporti umani va ancora sintonizzato. Una problematica che non riguarda Diana: nessuno finora si è permesso di fiatare dopo una decisione del coach, nemmeno Brownlee che pure a Torino all’inizio del terzo quarto è stato risparmiato un po’ troppo. Poi però ci sono anche le qualità e Torino di base è decisamente superiore alla Leonessa dei canestri. La difficoltà che Bresciaha riscontrato negli uno contro uno del PalaRuffini non può essere stata casuale.

Il patron Bonetti, che pure non ha gradito certe decisioni arbitrali, prima puntualizza che «siamo decisamente mancati in difesa», poi aggiunge: «Sono orgoglioso della partita che hanno fatto i miei perché non hanno mai mollato nonostante la Pms avesse avuto sempre in mano il match». Già: stavoltanon si è concretizzata la rimonta vista con Jesi (da -14) e a Casale (-12), ma essere riemersi dal -17 costringendo i big di Bechi a giocare fino alla fine con una scimmia appoggiata sulla spalla è stata un’emozione non da poco. Ora l’orizzonte fa scorgere altre due trasferte, meno proibitive. Attenzione: non abbiamo scritto facili. In cinque giorni: prima Trieste (domenica) e poi Casalpusterlengo (giovedì, a Codogno). Da una squadra costruita per vincere a tutti i costi (quasi cinque milioni il budget, un quinto invece quello di Brescia) a due che hanno come obiettivo la salvezza. La Centrale vista a Torino non perderebbe mai le prossime due gare. Non occorrerà stravincere, la base di partenza però dovrà essere la stessa: non arrendersi mai.

Cristiano Tognoli

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