Psicologia dello Sport: a cura di Michela Marelli

11 febbraio 2014

Iniziamo  con oggi a pubblicare una serie di articoli redatti dalla nostra Psicologa dello Sport Michela Marelli, la quale, attraverso incontri con le Squadre, con gli Allenatori, con i Genitori cercherà di valorizzare il significato di promozione del ben-essere legato alla pratica sportiva.

SETTORE GIOVANILE: CRESCERE ATTRAVERSO LO SPORT…

 Voglio introdurre questa serie di articoli dedicati al Settore Giovanile del Basket Brescia Leonessa partendo da un discorso generale sull’attività sportiva dei più piccoli.

I prossimi articoli saranno occasione per entrare nel merito di aspetti più specifici.

Impostare un discorso generale sui Settori Giovanili è una questione tanto interessante quanto complessa; se da un lato, infatti, c’è un’alta probabilità di generalizzare alcune questioni, dall’altro si corre il rischio di trascurare aspetti fondamentali che vedono coinvolte le persone con il loro bagaglio di aspettative, bisogni, emozioni che solo lo sport sa suscitare.

Negli ultimi anni lo sport giovanile ha attirato l’interesse non solo degli addetti ai lavori ma anche dei mass media che il più delle volte segnalano eventi negativi che vedono coinvolto tutto il sistema sportivo: allenatori, dirigenti, giovani atleti, arbitri e genitori. Questa attenzione mediatica ha portato alla luce alcune problematiche che meritano un’attenzione particolare che va al di là della descrizione dell’evento accaduto su un freddo campetto in erba o al caldo di un palazzetto.

Questo articolo vuole introdurre il tema dello sport giovanile inteso come luogo di esperienza e formazione; l’obiettivo è quello di valorizzare il significato di promozione del ben-essere legato alla pratica sportiva.

Nell’opinione comune, al termine sport è solitamente abbinato qualcosa di leggero, un concetto di evasione, un mondo che rimanda ad aspetti positivi per l’individuo come la salute e il benessere fisico, ma lo sport nel corso della storia, ha subito trasformazioni radicali. Se, infatti, fino a qualche decennio fa le attività sportive venivano praticate in strada, tra amici, con l’unico scopo di divertirsi e stare in compagnia, oggi lo sport diventa patrimonio culturale di una Nazione e deve essere inteso come un vero e proprio sistema complesso.

“Benessere” significa mettere al centro dell’attenzione i giovani atleti come singoli e come gruppo-squadra, tenendo conto delle difficoltà e delle problematiche che ogni fascia d’età presenta e considerare gli adulti che fanno parte del sistema sportivo come promotori e responsabili del benessere dei ragazzi, affinché i giovani possano compiere un percorso di maturazione sportiva e personale in un contesto ben strutturato.

Lo sport giovanile, oggi, è una vera e propria agenzia educativa, molto più coinvolgente della scuola, che può dare un contributo enorme alla crescita dei bambini e dei giovani ma lo sport non é formativo di per sé, lo diventa nel momento in cui viene dato al ragazzo in modo adeguato, accompagnandolo nel percorso e curandone le relazioni in un ambiente che diventa per tutti quotidianità, con la consapevolezza che le competenze acquisite sul campo da gioco si possano facilmente impiegare nella vita oltre l’attività sportiva. Solo allora lo sport può essere considerato una risorsa importante.

Sono molteplici gli aspetti di cui tenere conto quando un bambino inizia a far parte di un gruppo sportivo e hanno a che fare con lo sviluppo delle relazioni, con la formazione dell’identità, la gestione delle emozioni, ciò che significa far parte di una squadra, la selezione dei talenti, la motivazione, fino ad arrivare alle cause dell’abbandono precoce (born out)…

Nella mia esperienza con le squadre giovanili di diversi sport mi è capitato spesso di percepire un disagio a stare nel contesto sportivo da parte delle persone coinvolte sia che si tratti di ragazzi, di allenatori o di genitori; una difficoltà spesso legata alla poca chiarezza, alla mancanza di obiettivi condivisi. A questo proposito una sana comunicazione, un confronto positivo e un giusta apertura alla formazione da parte degli adulti possono essere importanti al fine di rendere l’ambiente dello sport un mezzo per far si che la pratica sportiva dei bambini e dei ragazzi diventi un’esperienza davvero formativa.

Lavorare con i giovani è sicuramente stimolante, ma si richiedono collaborazione, conoscenze e competenze; è un lavoro che richiede di non trascurare nessun aspetto che riguarda la vita del ragazzo. Gli adulti che operano nei Settori Giovanili hanno quindi “il compito di promuovere lo sviluppo fisico e di incidere positivamente sul processo educativo dei giovani” (Lolli, 1997).

 

 

 

 

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