Pillole di Saggezza: Riflessioni sull’Educazione e lo Sport

24 gennaio 2013

Breve relazione della situazione sociale odierna con riferimento all’attività sportiva

Con questa relazione voglio soffermarmi solo sull’aspetto educativo della nostra società.  Due i punti da prendere in questione:
  Comportamento in ambito sociale
 Comportamento in ambito sportivo
La situazione sociale in cui ci si trova nel 2013 denota che le adolescenti crescono prevalentemente con l’appoggio di coetanei i quali a loro volta danno risposte alle loro problematiche per mezzo di teorie empiriche (ricavate appunto dall’esperienza personale) o da citazioni interpretate con la loro conoscenza e spesso diretta verso ciò che vogliono vedere e non ciò che è giusto fare. Ciò che manca loro è/sono guide ed esempi costanti che danno una direzione al percorso di crescita psicosociale personale.
Io nell’arco della mia esperienza con i giovani ho notato la costante involuzione del grado di educazione (L'educazione è l'attività, influenzatanei diversi periodi storicidalle varie culture, volta allo sviluppo e alla formazione di conoscenzee facoltà mentali, socialie comportamentaliin un individuo) e la presenza di comportamenti inadatti all’attività sociale.                                                                                                                       Perché siamo in questa situazione? La risposta è semplice, per la mancanza di regole di comportamento chiare e soprattutto rispettate (fatte rispettare dagli educatori).
Tutti cercano un ambiente piacevole e divertente in cui lavorare, studiare, giocare, …  Ma quanti lo costruiscono? L’elemento chiave per ottenere un ambiente sereno, piacevole e produttivo è che ci sia ordine; le regole sono nate per creare ordine e disciplina per far sì che ci sia rispetto delle cose e delle persone, solo così nasce un habitat in cui ognuno è messo nelle condizioni di esprimersi al proprio meglio, senza le interferenze di comportamenti, propri e altrui, che disperdono energie e tempo.
Faccio una premessa. Ogni ambiente (casa, scuola, chiesa, palestra, …) ha un responsabile che decide quali regole attivare (nel rispetto della legge vigente nel Paese in cui si trova). Ogni persona che frequenta un luogo in cooperazione e coabitazione è tenuta a rispettare tali regole; e tutte le persone coinvolte direttamente o indirettamente all’attività devono far sì che si agisca nel rispetto di tali regole di comportamento. È chiaro che il soggetto infantile o adolescenziale, che ha una visione ristretta della situazione, agisca in maniera istintiva o razionale per ciò che è il proprio vissuto, e che rifiuta le regole che non capisce. Ma l’educatore che ha un vissuto più ampio sa che ciò che è “amaro” adesso farà la differenza nel futuro dell’individuo. L’educatore non può essere indifferente alla crescita e alla formazione educativa sociale delle persone che segue perché sono suo dovere e suo compito, in quanto cosciente della situazione, responsabilizzarsi e agire in maniera efficace alla “maturazione” di ogni individuo che segue.
 
Passiamo al comportamento sportivo. Perché non utilizzare il GIOCO come strumento educativo? Così che in situazioni piacevoli si formano le capacità cognitive (Linguaggio, comprensione, memoria e apprendimento, concentrazione e attenzione, orientamento, capacità di lettura e scrittura, calcolo, giudizio, pensiero astratto, programmazione, organizzazione ed inibizione del comportamento, movimento volontario, elaborazione visiva, consapevolezza)del singolo. Quindi, il compito dell’insegnante educatore motorio e dell’allenatore è appunto proporre attività motorie con lo scopo di formare persone educate alle attività sociali (presenti e future) tra coetanei, tra pari ruoli ma anche in collaborazione con l’adulto, con il datore di lavoro, …                                                                                                                                                                                                         L’altro aspetto educativo da prendere in considerazione è lo SPORT, inteso come la sana competizione con se stessi in collaborazione con i propri compagni di squadra e lo staff tecnico, in confronto con altre realtà. Una sana gara a chi fa meglio e la ricerca della propria (relativa) ECCELLENZA è l’essenza dello SPORT. Lo sport è fatto di DISCIPLINA, FATICA PIACEVOLE, SENSO DEL DOVERE, CONDIVISIONE, COSTANZA, … E dove c’è competizione c’è agonismo. Quante volte nella vita quotidiana si concorre per qualcosa o qualcuno? Quante volte si tende a rinunciare piuttosto di lottare? Nello sport non si può comprare nulla, la prestazione sportiva è il frutto delle tue capacità, la realizzazione concreta della tua/nostra eccellenza!!! Quante persone nella difficoltà trovano un’opportunità? Quante persone trovano soluzioni anziché rinunce?                                                                                                                                            L’ambiente sportivo è uno spaccato di vita, lo SPORT è il sincero e oggettivo educatore! E l’insegnante/l’allenatore è l’intermediario.
Chiudo dicendo: “La nuova generazione la definiscono la generazione di pappe pronte e pappe molli e l’EDUCAZIONE E’ il PASSAPORTO PER IL PROPRIO FUTURO”.
Zaverio.
                                                                                       
                                                                                                                          

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