Under 13 Virtus: grande esperienza al torneo di Livorno

8 gennaio 2013

TORNEO NAZIONALE “G. BORIS”  LIVORNO – 8° EDIZIONE
CATEGORIE ESORDIENTI – 3/4/5 GENNAIO 2013
DIARIO DI VIAGGIO

SQUADRE PARTECIPANTI: CMB Caserta, Basket Cecina, ABC Castelfiorentino, Libertas Livorno, Azzurra Trieste, Mens Sana Siena, Biancorossa Grosseto, Polisportiva Ghezzano, Brescia Leonessa, Stella Azzurra Roma, DLF La Spezia, Basket San Vincenzo.

Mercoledi 2 – La partenza

Nonostanze il tempo pessimo, con pioggia a catinelle,  la partenza è stata delle migliori: tutti puntuali e organizzati, umore alle stelle, sonno pure,  genitori che hanno fortunatamente scordato i fazzoletti bianchi da sventolare e treno delle 7:45 in perfetto orario.
Prima esperienza di vita e contatto con il mondo reale per i ragazzi  senza genitori .… treno affollato e puzzolente con passeggeri addirittura scalzi e con i piedi appoggiati al sedile di fronte o seduti a fianco dei nostri. Prendiamo tutto con allegria, stiamo andando a giocare un Torneo a Livorno!
Dopo circa mezz'ora di treno comincia la serie inesauribile di domande: quando arriviamo, manca tanto? Ci si guarda negli occhi e si pensa: ci vorrà tanta tanta pazienza, i nostri ragazzi sono figli dell'era “tutto e subito”…. Si ride, si scherza, si dormicchia, si fantastica sugli avversari e si scaricano i cellulari in un attimo.
Arrivati in orario  Pisa e cambiato il treno in direzione Grosseto: sbarco ed imbarco dal treno con trolley pesantissimi (da viaggio in Russia) leggermente difficoltoso e ridicolo…..  Arrivo a Livorno, l’accoglienza è fantastica!  Ancora prima di scendere dal treno i signori Dirigenti della Libertas Livorno Venni, Bonciani e il loro  assiduo compagno con gli occhiali Marcello ci vengono incontro e ci aiutano a scaricare i bagagli. Siamo una allegra comitiva di 16 persone, ci vogliono un pulmino e due vetture per caricarci….
L’albergo è pulito ed in riva al mare, una villa dell'ottocento riadattata a struttura Alberghiera.  Le camerate da tre e da quattro sono presto organizzate dal coach Gianpaolo (stroncando sul nascere le solite discussioni della serie: io sto con….), mentre la dirigente si occupa delle funzioni burocratiche da espletare alla reception. Elezione del responsabile di camerata con relativo compito di custodia delle chiavi. La comunicazione delle regole di soggiorno e  di comportamento viene “somministrata” immediatamente, con la certezza peraltro che verranno disattese in breve, visto l'entusiasmo confusionario che regna nelle stanze!!
Sebbene non compreso, il pranzo ci viene offerto  dall’albergo che si improvvisa sul momento e dimostra grande professionalità da subito, preparandoci un abbondante e gustoso primo piatto di pasta ed un secondo di affettati e formaggi con frutta a seguire.
Il pomeriggio è gia avviato alla metà della sua durata e la sistemazione nelle camere precede la prima ispezione del coach, che vuole accertarsi dell’ordine e della organizzazione delle camerate.
Nonostante le raccomandazioni della dirigente e come ampiamente prevedibile, i ragazzi responsabili  della chiave della stanza che condividono con gli allenatori la dimenticano chiudendola dentro e lo stesso fanno quelli di un'altra camerata, rimanendo chiusi fuori.  Scontato ed ampiamente previsto. Come scontata la reazione allegramente colorita di Coach Gianpaolo….. Peraltro unico inconveniente con le chiavi  che nei giorni seguenti invece saranno gestite in modo autonomo e efficiente.
Il tardo pomeriggio purtroppo ancora piovoso e ventoso non  ci offre possibilità di uscire. Ci accampiamo quindi nella sala da pranzo con giochi in scatola vari, Monopoli, carte da gioco e si improvvisano tornei di ogni genere: scala 40, briscola, cicera. I ragazzi sono felicissimi ed incontenibili, bellissimi da vedere ed ascoltare…. una folata di vita.
Cena e post serata sono all’insegna del riposo e della buona notte che, nelle intenzioni viene data  presto, ma non è da subito applicata….  ma giusto così….  Ad ogni modo alle 24.00 tutti dormono. (O quasi … ad esempio gli scrittori dell’articolo). Prima del sonno tranquillo tra le 23.45 e la 01.15 registriamo: due casi di nausea, un'espistassi, un'improvvisa congiuntivite allergica. Dovremmo aver esaurito il bonus….

Giovedi 3 -Inizia il Torneo

Uno splendido sole ed un  cielo stupendamente limpido ci accoglie in questo giovedì 3 Gennaio. Questa mattina la sveglia non lascia spazio a ritardi, si gioca alle 9.30 e quindi colazione frugale, leggera ma nutriente,  un paio di orette prima della partita per non essere appesantiti e   via con i pulmini e le auto degli instancabili Bonciani e company, che, sempre puntualissimi, si presentano per accompagnarci alla Palestra Lambruschini.
La prima partita è contro S. Vincenzo, squadra con tradizione decennale che ci regala a inizio dell'inconttro incontro un magnifico libro con foto e storie della franchigia e della loro società dagli anni 40  ad oggi. Lasciamo il libro nelle mani affascinate del nostro accompagnatore Fulvio Omassi, che rivive leggendolo la sua storia di giocatore.
Fischio d'inizio. Si parte subendo subito un parziale, da avversari che, seppur preparati, non sembrano essere superiori alle nostre capacità tecniche e di gioco per raggiungere la vittoria. Il secondo quarto dimostra l’ipotesi dell’allenatore riportandoci in gara  e giocando a punto a punto fino allo svantaggio di -1.
Il terzo quarto dimostra la nostra impreparazione nelle gestioni dei possessi pesanti, perdendo alcuni palloni unicamente per la paura o il sentimento di “vacanza” che aleggia sopra la nostra partita. Gli allenatori Alberti e Crepaz provano sostituzioni e usano tutti i time out a  per cercare di portare la luce nel gioco della squadra e sopprattutto nella capacità di lettura di queste fasi delicate di gioco. Dopo un breve colpo di coda nel quarto quarto la partita si chiude a – 7 con una squadra completamente alla nostra portata.
Un po' di amarezza per la sconfitta con un avversario assolutamente al nostro livello, con la sola differenza di portare un nome differente a quelli della nostra provincia. Ma questi tornei servono anche a questo. A crescere.
Veniamo accompagnati con solerzia  al porto di Livorno, dove saremo sempre ospiti dell'organizzazione Libertas per il pranzo.  Il pranzo presso il self service alla stazione marittima di Livorno è ottimo, abbondante  e diverte i nostri ragazzi che possono “scegliere” (entro certi limiti imposti da coach e dirigente) la composizione del loro vassosio. Nella sala troviamo accanto a noi i ragazzi della Mens Sana Siena, che fraternizzano con i nostri e si crea quindi un bellissimo scambio di impressioni e di sport.
Nell'intervallo, in attesa della partita seguente, ci rechiamo a visitare terrazza Mascagni ,consigliata dal  nostro vice coach della prima squadra Giannoni, Livorsene DOC: è bellissima. Una terrazza di marmi che si incunea nel mare, con giardini ed un pantheon, dove rilassarsi e godere del profumo del mare che ci riappacifica con la vita. Unico neo il nostro Nicolò, maglia nr. 5, colpito da un forte malessere passeggero che ci manda tutti in po' in ansia.
Il pomeriggio si gioca contro La Spezia, una formazione decimante migliore di quella della mattina, ma non cosi tanto più di noi da batterci con facilità. L’inizio è dei peggiori e solo una grande reazione nel quarto successivo ci riporta a -5 da cui si gioca oscillando da -5 a -10 finale. Sempre la solita paura  che ci fa giocare in ansia e ci impedisce di trovare la lucida intensità che contraddistigue solitamente la nostra difesa.
La sera, inutile nasconderlo,  è intrisa della delusione dei coaches e dei dirigenti per i due risultati entrambi  tranquillamente alla nostra portata, scaturiti da un inspiegabile blocco dei ragazzi. Probabilmete la scarsa attitudine a giocare in ambienti e con avversari diversi influisce in modo pesante.
 

Venerdi 4 – Nel vivo

Ci attende una partita molto impegnativa contro la Stella Azzurra Roma che è  al di sopra delle nostre possbilità: squadra sia fisicamente che tecnicamente assai preparata. Organizzazione di gioco precisissima e veloce.
Questa volta, però,  lo spirito dei nostri esordienti porta con sè la voglia di riscatto, che ci aiuta a giocare una partita bella da vedere, dove le migliori azioni e le migliori giocate corali sono realizzate da noi, i compagni dalla panchina incitano, sempre, con forza, anche a – 20 il tifo dei nostri seduti si fa sentire e si riesce a produrre  una bella prestazione, sembrando la  squadra di nani agguerriti che siamo abituati a vedere, e subendo principalmente solo le giocate potenti di alcuni giocatori avversari, che “sfondano” letteralmente le nostre linee difensive. Purtroppo una brutta caduta (che al momento fa sinceramente pensare male) accentuata dal peso di un ragazzo di Roma addosso, provoca una forte contusione al ginocchio destro del nostro “capitano emotivo” Michele… che giocherà stoicamente nel pomeriggio, strettamente fasciato e claudicante. Chiudiamo a -18 una partita che sinceramente, visto il tasso tecnico e fisico di Stella Azzurra Roma, poteva finire molto molto peggio. Siamo contenti. Hanno giocato bene e con decisione.
Il pomeriggio si affronta la semifinale 9°/12° e il vento della riscossa porta con se vittoria, su Castel Fiorentino ex franchigia di Roberto Ferrandi, nostro responsabile tecnico. Partita giocata comunque con qualche timore, ma finalmente vediamo le giocate e le penetrazioni di cui sono capaci i nostri. E anche la difesa disturbatrice che ci contraddistingue.
Si rientra in albergo con un altro spirito. I dirigenti lasciano il tardo pomeriggio fino a cena la libera uscita ai coaches Alberti e Crepaz che, su consiglio dei simpatici colleghi livornesi, vanno a visitare il luogo prediletto per la vita giovane di livorno, dove gli aperitivi sono spettacolari.
Mentre la squadra cena in albergo, la Libertas Livorno invita noi dirigenti di Brescia, Roma, Siena, Trieste e Caserta ad una cena a base del tipico Caciucco, con lo scopo di conoscerci e ringraziarci per aver aderito a questo magnifico torneo. Una cena veramente piacevole ed ottima, dove il confronto tra i vari approcci al minibasket trova in fin dei conti un grande filo conduttore: una grande, grandissima passione ed amore per questo settore che pervade chi se ne occupa. Passione che va oltre la disponibilità di fondi, sponsor, personalismi, ecc ecc…  minibasket un universo a parte che deve essere in un anno, tra esordienti a U13,  in grado di inserire i ragazzi nel basket. Come si conviene tutti, il minibasket diventa una “droga” per chi se ne occupa.
I corridoi di Villa Alma, la sera,  si riempiono delle risate e delle corse dei nostri ragazzi, che, da una camera all'altra, giocano e fraternizzano con serenità e spensieratezza. I dirigenti ed i coach (sinceramente stanchi) si impegnano a tratti a smorzare i toni troppo entusiastici, ma,  tutto sommato, i ragazzi all'ora del silenzio obbediscono con tranquillità. Se non altro, anche se non dormono (e lo sappiamo….) lo fanno con furbizia…., anche questa è esperienza!

Sabato 5 – Ultimo giorno

Si gioca la finale contro Grosseto perdendo male e riitrovando una squadra timorosa e spaventata, che cede il passo ad avversari che hanno come unico valore aggiunto una piu coraggiosa indole e una indubbia voglia di vittoria. Pazienza. Personalmente spiace molto per loro, ma l'esperienza deve aver aiutato a crescere.
Ci rechiamo ad assistere alla finale tra Libertas Livorno e Trieste. Due belle squadre. Ragazzi molto bravi nel gioco e strutturati fisicamente. Assistiamo ad una bellissima partita, piacevolissima e ben giocata. Contrattistinta dalla assoluta correttezza dei ragazzi e degli Istruttori. Una grande lezione di sport e minibasket a tutto tondo. Vince di 2 punti Libertas Livorno, 2°  classificato Trieste, 3° Caserta, 4° Roma seguire Siena e cosi via.
Molto suggestive le premiazioni, con una palestra ricolma di ragazzi e di pubblico. Riceviamo la nostra coppa per il 10° posto, viene premiato Michele Hrobat  come migliore giocatore della nostra squadra e riceviamo il premio : “ALLA SOCIETA' MAGGIORMENTE DISTINTASI PER COMPORTAMENTO E SPORTIVITA'”, che viene consegnato dal Responsabile della FIP Livorno alla Dirigente. Un premio che ci rende orgogliosi, perchè sempre, anche nei momenti difficili e nelle decisioni arbitrali a volte veramente “strane” i nostri, tutti, dai ragazzi agli allenatori si sono sempre  comportati con tranquillità e correttezza.
Il viaggio di ritorno è lungo, sembra più lungo dell'andata. Un po' di malinconia per tutti e l’attesa del treno in stazione eterna… Il treno non  è affollato, ci sistemiamo bene, abbiamo parecchio spazio. I ragazzi parlano con accento livornese e scherzano, poi l'ultima ora di viaggio ci stringiamo intorno a Coach Gianpaolo e facciamo tutti un bilancio dell'esperienza.  Alla fine, al di là del mero risultato sportivo,  si porta a casa tanto nella valigia, molto piu di tutte le cose che ci si è portati dietro per partire. Anche noi dirigenti e istruttori traiamo da questa esperienza molto su cui riflettere per il nostro lavoro e riceviamo ricordi indimenticabili da portare con noi.
Mentre il treno entra in Stazione a Brescia i ragazzi vogliono fare l'urlo della squadra. Bello.
Vogliamo fortemente ringraziare la Libertas Livorno, in particolare nelle persone di Stefano Venni (organizzatore), Marco Bonciani (Commissario e Resp. Minibasket), Mauro Volpi (Direttore Sportivo) per l'accoglienza e la premura con cui ci hanno ospitato. I complimenti assolutamente dovuti per una manifestazione organizzata perfettamente. Un pensiero particolare ed affettuso al Sig Marcello, autista del pullmino, che ha affrontato “peripezie” per scarrozzarci in giro. Ringraziamo anche il fotogrago Andrea Trifiletti di Livorno per le magnifiche immagini dei nostri ragazzi.
G. Alberti, C. Benussi

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